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É un grande fatto politico l‘istituzione – con voto unanime del Senato – della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani. É un segno di grande maturità di fronte a temi che investono direttamente i principi fondativi di una Comunità civile e democratica quali la libertà e la dignità della persona, in Italia, in Europa, nel mondo, ovunque.

Sì, anche nel nostro Paese e nella civile Europa, dove troppo spesso, ancora oggi, i diritti umani non vengono garantiti a tutte e tutti, specie nei confronti dei più deboli – in primis donne e bambini e chi è costretto a lasciare il proprio paese per cercare lavoro o per salvarsi dalla repressione dei regimi – e dove la crisi economica, così drammatica, acuisce differenze e tende ad escludere e marginalizzare fasce sempre più ampie di popolazione e, per ciò stesso, mette in discussione fino a negare anche i diritti umani. É il caso di vecchie e nuove povertà con le quali ci confrontiamo giorno dopo giorno.

L’unanimità dell’Aula dà forza alle Istituzioni e alla politica e al prossimo governo nella battaglia – sempre più viva ed attuale – per difendere i diritti umani in tutte le sedi e ovunque vengano negati.

Spero che l’unanimità del Senato oggi, possa anche rappresentare un viatico per l’appuntamento dell’elezione del Presidente della Repubblica. Anche in quel caso, la scelta di un candidato o di una candidata in grado di rappresentare l’unità del Parlamento, sarebbe un fatto di grandissima importanza e utilità per il Paese.