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Giornate come queste non servono solo ad alimentare la memoria, ma anche a spingere le istituzioni a fare sempre di più sull’accertamento della verità. Fare luce sulle stragi, sui fatti di terrorismo, così come di mafia, è un dovere dello Stato nei confronti delle vittime e dei loro familiari. Per questo, come auspicato dal presidente Grasso, sarebbe importante estendere anche su altre stragi rimaste irrisolte le competenze della Commissione bicamerale d’inchiesta sul fenomeno mafioso, qualora venissero approvati i disegni di legge già presentati. Sarebbe un segnale importante da parte dello Stato, con cui esprimere la nostra vicinanza a chi ha subito la terribile violenza del terrorismo.

In un momento storico in cui rischiano di inasprirsi le tensioni sociali, bisogna condannare con convinzione, al di là delle differenze politiche o ideologiche, la violenza priva di logica che ha già procurato profonde ferite nella storia del nostro Paese. Il pericolo che si alimentino nuove forme di eversione c’è. Occorre tenere alta la guardia per soffocarle prima che si trasformino in violenza e facciano nuove vittime.

Su questo punto, il ruolo delle istituzioni e le misure repressive sono fondamentali, ma da sole non bastano. La lotta al terrorismo è prima di tutto una questione culturale. È necessario affermare di continuo, soprattutto tra le nuove generazioni che non hanno vissuto gli anni bui del terrorismo, la pacifica convivenza e le regole della democrazia.