Sono molto soddisfatta della risposta del Governo all’interrogazione presentata da me e altri senatori sull’annullamento del concorso per dirigenti scolastici che si è svolto in Toscana nel 2012.

Nella vicenda sono coinvolti 106 neo-dirigenti scolastici e 170 scuole che con le sentenze 641, 643 e 645 del 19 aprile 2013 del TAR Toscana hanno visto annullate le prove selettive scritte e orali del concorso. Il ricorso è stato proposto da alcuni concorrenti risultati non idonei all’esito delle prove scritte. Il giudice ha ritenuto non conformi a legge le modalità di correzione degli elaborati – in particolare sembra che la commissione esaminatrice non avrebbe compiuto un’analisi collegiale dei singoli compiti – e la composizione della commissione stessa, a seguito della sostituzione del presidente, a seguito delle dimissioni di quello originario.

Per l’ufficio scolastico regionale per la Toscana le censure mosse dal TAR Toscana non sono fondate dato che il nuovo presidente della commissione sarebbe in possesso di tutti i requisiti previsti dalla legge. Mentre in merito alla valutazione collegiale degli elaborati emergerebbe come i compiti siano stati singolarmente analizzati ma congiuntamente valutati dalla commissione.

Il Sottosegretario di Stato per L’istruzione, l’università e la ricerca, Gabriele Toccafondi, ha assicurato che il Ministero proporrà appello avverso alle decisioni del TAR Toscana e chiederà la sospensione cautelare per non creare inconvenienti sulla regolare conclusione dell’anno scolastico in corso e sull’avvio del successivo. Toccafondi ha poi aggiunto che – nella convinzione che il concorso si sia svolto nel rispetto delle normative vigenti e auspicando nella sospensione degli effetti delle sentenze in esame da parte del giudice di secondo grado – il Ministero ritiene che i neo-dirigenti scolastici debbano continuare a svolgere le funzioni loro assegnate. Nel frattempo si stanno valutando le misure da adottare sia nei confronti di chi ha fatto il ricorso sia nei confronti dei vincitori, per evitare le ripercussioni negative di un eventuale esito di giudizio sfavorevole all’amministrazione.

È necessario trovare una soluzione che tuteli le aspettative del diritto maturato da chi, dopo aver vinto il concorso, è stato nominato, ha svolto e continua a svolgere il proprio lavoro. Serve un punto di equilibrio per evitare che il rimedio ad una situazione così complicata si traduca in pregiudizio nei confronti dei candidati che hanno svolto con merito le prove concorsuali e per poter dare certezza di funzionamento amministrativo alle scuole.