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Il mio messaggio per il convegno “Miss Italia: Il valore sociale della bellezza”.
Invito-20Maggio1 Voglio esprimere il mio apprezzamento per l’iniziativa di Miss Italia che da alcuni anni, grazie alla presidenza di una donna, Patrizia Mirigliani, sta portando avanti importanti campagne sociali a partire da quella contro l’anoressia fino a quella a sostegno delle donne invalide del lavoro. Il Concorso è riuscito a far crescere, nelle piazze ove avvenivano le pre-selezioni, l’attenzione verso temi che ci stanno a cuore, un impegno che continua anche in quest’ultima edizione contro il femminicidio.
Io penso che un evento come Miss Italia può avere un ruolo chiave perché ha la possibilità di lanciare un importante messaggio a tanti giovani, sia uomini che donne, in un paese in cuiil 76 per cento delle violenze avviene ad opera di ex partner, mariti, compagni o persone conosciute. Spesso bisogna attendere casi eclatanti, come la tragedia delle donne sfregiate con l’acido o costrette a subire abusi, intimidazioni e violenze d’ogni sorta, perché trovi spazio una realtà sotto gli occhi di molti e troppo spesso nascosta alla maggioranza dei cittadini, quella del quotidiano massacro attuato verso il genere femminile. Questa legislatura si sta adoperando nella lotta contro la violenza sulle donne innanzitutto attraverso il recepimento della Convenzione di Istanbul, che sarà all’esame di Montecitorio il prossimo 27 maggio, e che può rappresentare un nuovo impegno nella lotta alla violenza; inoltre attraverso una proposta di legge contro il femminicidio, presentata da esponenti Pd, che punta su azioni penali ma anche su interventi di prevenzione e sulla necessità di finanziare i centri antiviolenza. Non bisogna commettere l’errore, purtroppo già commesso in passato, di pensare che i diritti vengano dopo le grandi emergenze perché è esattamente il contrario: la violenza sulle donne è un fenomeno prevalentemente culturale che attiene al rapporto tra i sessi e come tale va affrontato.
Ed è per questo che bisogna veicolare tra i giovani il messaggio che il corpo delle donne non è un oggetto da possedere o da plasmare, che il rapporto sentimentale non passa attraverso la violenza o l’esclusività ma è fondato sul rispetto reciproco, sull’autonomia e la libera scelta di ciascuno come anche sulla capacità di accogliere e rispettare le idee dell’altro. Una campagna sociale alla quale, ne sono certa, questo Concorso porterà un suo importante contributo.