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Domenica scorsa sono stata a Brindisi, in rappresentanza del Senato, per l’anniversario dell’attentato alla scuola Morvillo-Falcone, per ricordare Melissa Bassi e per portare l’abbraccio del Senato ai suoi genitori, ai suoi amici, ai suoi insegnanti.

Pur nel dolore, ho potuto ammirare la determinazione, il coraggio, la speranza ancora resistente delle ragazze e dei ragazzi che tutti i giorni in quella scuola continuano ad andare, per imparare, crescere, provare a realizzare i loro sogni.

Ho cercato di incoraggiare le loro speranze, li ho invitati a pretendere più opportunità, a venire da chi è nelle istituzioni e richiamarci al nostro dovere: lasciargli un’Italia migliore.

Vi ho spesso parlato di responsabilità, domenica a Brindisi l’ho sentita ancora una volta netta e urgente.

In Senato i lavori hanno preso ritmo.

C’è stata la prima seduta della Commissione Difesa, con l’audizione del Ministro Mauro. Ho condiviso il suo approccio generale, pur convinta che sia opportuno un controllo democratico del Parlamento sui programmi di armamento e sul loro stato di avanzamento.

In Aula invece, ho apprezzato l’intervento al question time del Ministro Giovannini, che ha descritto come il Governo sta procedendo per individuare le risorse per le emergenze più urgenti, dagli esodati alla cassa integrazione in deroga, e insieme avviare iniziative per la crescita.

Il Governo ha iniziato a rendere concreta la sua azione, ma è un lavoro che va intensificato giorno dopo giorno, per unire la risposta alla crisi e la spinta per la ripresa.

Positiva la misura di sblocco dei pagamenti dei debiti della PA, come il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri venerdì scorso che sospende l’IMU fino a settembre e individua i primi fondi per rifinanziare la cassa integrazione.

Non sono soluzioni definitive, ma primi positivi segnali che possono iniziare a restituire fiducia. Io sono ottimista di natura, e confido che Enrico Letta e il Governo riusciranno a dare risposte concrete e decise, che è l’unica cosa che oggi chi è nelle Istituzioni può e deve fare. Sono incoraggianti, in questo senso, gli incontri che Letta ha avuto in Europa e l’interlocuzione con il Presidente Obama.

Ho apprezzato anche l’intervento che Letta ha fatto stamattina al Senato, in vista del Consiglio d’Europa, nel quale il Premier ha ribadito che l’Europa non può essere una gabbia burocratica e rigorista, ma deve rilanciare lavoro e crescita.

Tornando al Senato, vi segnalo la lettera che abbiamo inviato al Presidente Grasso, a nome di tutti i capigruppo e di senatrici di tutti i gruppi, per chiedere la ratifica del trattato di Istanbul e l’istituzione di una Commissione di indagine contro il femminicidio. Sarebbe davvero una decisione importante, che permetterebbe a donne e uomini delle istituzioni di lavorare insieme per individuare azioni e possibili risposte, concrete e condivise.

Intanto su questo fronte un segnale positivo arriva da Miss Italia, che proprio alla lotta al femminicidio dedica l’impegno e il valore sociale della manifestazione di quest’anno.

Sempre al Senato c’è stata la risposta del Governo all’interrogazione presentata con altri colleghi sul concorso per dirigenti scolastici toscani, con l’impegno di garantire il diritto di chi ha vinto una prova che secondo le istituzioni scolastiche regionali si è svolta nel pieno rispetto della legge.

È uno degli atti che ho firmato. Qui trovate gli altri.

In questi ultimi giorni, compatibilmente con l’impegno al Senato, ho partecipato ad iniziative elettorali e dibattiti. Sono stata a Campi Bisenzio con il bravo candidato sindaco Emiliano Fossi. Ho discusso di lavoro in un dibattito al Circolo Vie Nuove, con Fausto Raciti e Piero Ichino.

Sono stata poi in trasferta a Barletta per un’iniziativa con Pasquale Cascella, grande professionista e grande amico, che è candidato sindaco.

Sono anche stata, ancora in rappresentanza del Senato, a rendere omaggio al raduno degli Alpini a Piacenza. Ho avuto modo di osservare da vicino la passione, la lealtà, la forza solidale che esprimono gli Alpini e che è un pezzo di quel paese perbene, generoso e coraggioso, che dobbiamo rappresentare e rilanciare.

È l’impegno, e la responsabilità, che ha davanti a sé il PD.

Siamo usciti dal momento più buio del caos e dei tradimenti durante il voto per il Presidente della Repubblica con uno spirito di nuovo costruttivo e collaborativo, che ha portato a scegliere Guglielmo Epifani come segretario. Guglielmo è persona saggia, esperta, forte, che saprà ben guidarci in questo passaggio complicato.

 

Sappiamo che i nodi da sciogliere sono tutti ancora là. Non sono certo bastate le dimissioni di Bersani a risolvere ogni problema.

Tra pochi giorni, però, ci sono le amministrative in tanti comuni e dobbiamo lasciare da parte le insoddisfazioni e le delusioni, per ritrovare la voglia di impegnarci per far vincere i candidati democratici.

Poi sarà il tempo del congresso. Si chiariranno le candidature, i progetti, le direzioni di rilancio.

Io credo che non possiamo prescindere dal compito con cui il PD è nato: dare al paese una forza di governo di centrosinista, riformista, capace di interpretare il tempo contemporaneo, con radici forti e visione lunga.

Dobbiamo ripartire da questa ambizione, vivere il congresso con lealtà e franchezza, rifondarci e rilanciare una linea forte e chiara, che permetta al Partito di non essere più un amalgama in via di definizione, ma una entità nuova, unica, riconosciuta, vincente

Come sto spesso dicendo dovremo farlo abbandonando ogni scorciatoia e ogni strada già solcata. Siamo in uno spazio nuovo, arido, senza strade segnate. Dovremo saper tracciare nuovi percorsi e trasformarli in traiettorie condivise per il futuro.

Ne parleremo nelle prossime settimane, a partire da lunedì 27 a Prato per l’assemblea cittadina del PD, in cui sono stata invitata per le conclusioni.

Come ha detto Epifani, e lo dico sia come invito elettorale che per il congresso, mettiamoci la faccia, ritroviamo l’orgoglio di metterci la faccia.