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falcone-borsellino-4fbcce3cc7a58Oggi è l’anniversario della strage in cui Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro furono assassinati dal tritolo della mafia piazzato lungo l’autostrada A29, a Capaci, nel 1992.

Sono trascorsi molti anni, molti risultati sono stati ottenuti, con l’arresto di tanti capi mafiosi, ma molto, moltissimo c’è ancora da fare per contrastare la presenza delle mafie nei territori e nell’economia del Paese.

Come ha ricordato il Presidente Grasso questa mattina alla celebrazione che si è tenuta nell’aula bunker del tribunale di Palermo, per ricordare l’omicidio sia di Giovanni Falcone che di Paolo Borsellino, e delle loro scorte, oggi “il vento soffia in un’altra direzione e le idee di Giovanni e Paolo vivono nelle coscienze e nel lavoro di tanti uomini e donne”.

L’impegno contro le mafie deve essere uno dei fattori di riunificazione politica e istituzionale del Paese, per segnare una riga sempre più netta tra i cittadini per bene e chi è criminale o corrotto.

Serve uno sforzo delle Istituzioni, legislativo, culturale e di controllo, e delle forze dell’ordine, per il presidio del territorio e la difesa dei cittadini onesti. Serve un forte coordinamento tra realtà locali, scenario nazionale ed anche europeo, visto che ormai le mafie si comportano come forze che penetrano l’economia internazionale.

E serve una rivalsa delle coscienze che tolga il terreno della disperazione e dell’isolamento sociale che aiutano il diffondersi della criminalità e torni a dare speranza e futuro ai giovani e all’Italia tutta.

Qui potete leggere il discorso di oggi del Presidente Grasso.