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Il nuovo contesto che si apre con i risultati elettorali merita una riflessione. Se un divario tra cittadini e politica resta, tuttavia quel divario sembra, in parte, essere attenuato dalla rinnovata fiducia nel centrosinistra. Bisogna ora ripartire dalle ragioni e dalle necessità, per l’Italia, di costruire un partito nuovo, plurale, aperto, riformista, capace di leggere e rispondere ai bisogni e alle aspettative delle persone. Un partito che ritrovi etica, responsabilità, trasparenza, comunanza di vedute, solidarietà reciproca, rispetto delle regole. Un nuovo umanesimo, insomma, capace di stimolare la ricomposizione delle forze sociali. Per questo è importante che il Pd si riagganci alla sua capacità di rappresentare le persone anche mostrando il coraggio e la forza per innovare. Un partito con un fortissimo tratto europeo ed europeista, deciso a rilanciare la crescita per disegnare nuove strade. Per questo serve un Congresso serio, politico, che delinei una proposta al paese che siano in grado di restituire il futuro a tante donne e uomini che affrontano quotidianamente i drammi della crisi come la mancanza di lavoro, i tanti problemi delle imprese. I drammi di uno sviluppo che non c’è. In questo senso condivido l’articolo di Alfredo Reichlin, apparso oggi su l’Unità, che parla di un Congresso delle idee per creare una forza che aiuti il paese a rinnovarsi.