Oggi è uscito un mio articolo su l’Unità.

Lo potete leggere di seguito.

Il 2014 è iniziato da poco, carico di aspettative che non possono essere eluse, né tanto meno deluse.

Veniamo da un anno faticoso, sul piano dell’economia e della politica, e soltanto la consapevolezza che il cambiamento è a portata di mano e dipende dalla nostra volontà ci può dare la forza e la lucidità per portare finalmente a compimento le riforme. Riforma della politica, del lavoro, del modo di intendere le politiche industriali, della società nel suo complesso.

Tutto questo a partire da una ritrovata fiducia nelle relazioni tra i cittadini e la politica, fiducia che oggi appare in crisi, quasi destinata ad estinguersi. Per ricostruire questa fiducia, è necessario che la politica torni ad essere credibile, interpretando i bisogni profondi delle donne e degli uomini, sapendo dare risposte alle necessità concrete, riguadagnando la capacita’ di guardare lontano e in profondità, disegnando un futuro realizzabile e sapendo attivare le energie e le competenze di tutte e tutti.

Di fronte a questa sfida alta e che non possiamo permetterci di perdere, è decisivo lo spazio delle donne.

Dico forte e subito che la strada per il cambiamento deve essere fatta insieme, donne e uomini: senza la capacità di unire lo sguardo femminile e maschile saranno solo aggiustamenti, tentativi di riforma, che non tarderanno a mostrare la loro inadeguatezza.

Qualunque sia la legge elettorale che il Parlamento andrà ad approvare, la presenza delle donne nelle istituzioni non potrà essere lasciata al caso. Sappiamo ormai bene che lì dove le donne sono messe in condizione di giocare alla pari, non hanno difficoltà ad affermarsi e per questo bisogna lavorare, a livello nazionale, locale ed europeo.

Discutiamo spesso di Europa, quasi sempre solo per le questioni economiche e finanziarie. E invece, proprio perché convinti europeisti, dobbiamo batterci per un’Europa dei valori e delle libertà. Il 2014, anno decisivo per l’Europa – con le elezioni e il rinnovo della Commissione, e aggiungo il semestre di Presidenza italiano – deve essere l’anno in cui si afferma, in modo coerente con lo spirito dei fondatori dell’Unione, un’idea di Europa della crescita, dell’uguaglianza, dei diritti delle persone, del benessere.

È questo l’unico spazio, sia in termini economici che valoriali, su cui l’UE può tornare ad essere competitiva e diventare di nuovo un modello di sviluppo sociale e sostenibile. Deve essere una battaglia forte, per l’Europa e per le donne, di tutte le forze progressiste e democratiche europee.

Sono questi i temi su cui costruire l’agenda, lavorando a diffondere il nostro punto di vista, e sono convinta che sia un punto di vista maggioritario. Invece quello che accade è che si muovano i conservatori, e che minoranze fondamentaliste lancino battaglie, facciano pressioni, raccolgano adesioni, come è accaduto nella bocciatura della relazione Estrela. Sulla base della equiparazione di embrione ed essere umano si colpisce la libertà delle donne, quella libertà conquistata con anni di battaglie, e si attacca la ricerca sulle staminali embrionali.

Dobbiamo reagire, rilanciare il nostro messaggio, moltiplicare la mobilitazione. Delle donne e degli uomini: perché, e questo deve essere il tratto delle battaglie del 2014, queste non sono e non devono più essere considerate questioni femminili, ma questioni che afferiscono la dignità, la libertà, l’uguaglianza, la vita delle persone.

Lo diciamo da sempre, ed oggi anche i numeri ci danno ragione, le donne insieme ai giovani sono la grande ricchezza ancora non abbastanza esplorata del nostro paese, la forza che rende possibile il cambiamento.

Perché tutti i cambiamenti che immaginiamo siano realizzabili, occorre iniziare dal lavoro, superando le difficoltà e le resistenze che rendono duro per le ragazze e per le donne lavorare, fare carriera, conciliare l’impegno professionale con la vita privata, la maternità e la famiglia.

Questo significa mettere in atto concretamente strumenti che, a partire da una diversa politica per creare lavoro, per sostenere chi il lavoro lo crea e superare davvero la precarietà, siano capaci di individuare i valori strategici su cui puntare e sappiano legare in una catena sempre più forte lavoro, welfare, diritti civili, opportunità, come ha ben detto Chiara Saraceno. Tutte le proposte di riforma del lavoro devono infatti guardare al cambiamento generale della società, per permettere alle donne di rafforzare la propria indipendenza e autonomia.

Le donne non possono non essere considerate una forza su cui puntare, investire e loro ci sono da protagoniste e sono pronte a dimostrarlo. Solo tenendo insieme tutte le energie del paese saremo in grado di imprimere una svolta realmente efficace, trovare le risposte che servono, disegnare un’Italia dove ci sia veramente spazio e opportunità per chiunque abbia voglia di meritarselo.