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Ho partecipato oggi pomeriggio alla cerimonia di intitolazione del circolo Pd Donna Olimpia di Roma a Miriam Mafai. Ne sono particolarmente lieta: ho avuto la fortuna non solo di conoscere Miriam per l’insegnamento politico che ha saputo dare a tanti di noi, soprattutto a molte donne, ma di esserle amica potendo così ammirare la sua capacità di unire la sua esperienza personale con l’attenzione sempre proiettata al futuro del paese e delle giovani generazioni.

Di seguito il ricordo e il ringraziamento che ho portato oggi al Circolo.

Sono molto contenta di essere qui, orgogliosa di essere iscritta al Circolo Miriam Mafai.

Sono quasi 2 anni che Miriam ci ha lasciato.

Quel 9 aprile del 2012 abbiamo perso un riferimento politico e intellettuale, una grande giornalista, un’amica, una donna che con intelligenza, passione e forza d’animo è stata un modello per tante e tanti di noi.

In questi due anni – due anni di cambiamenti profondi e di lenta e faticosa ricerca di stabilità e rilancio nei quali il suo parere ci sarebbe stato prezioso – ci sono mancati il suo spirito critico, la sua capacità di cogliere in modo originale i cambiamenti sociali e politici, il suo coraggio e la sua determinazione, la sua capacità di stare dentro il paese reale, a contatto con le persone che, ogni giorno e nelle diverse stagioni della nostra storia, affrontano difficoltà e gioie, battaglie e scelte.

Dall’esperienza della resistenza, a quella di funzionario del PCI, poi la carriera giornalistica, dall’Unità a Paese Sera alla fondazione di Repubblica, poi ancora il femminismo e le battaglie civili e democratiche, e l’esperienza di Parlamentare negli anni ’90: Miriam ha attraversato davvero tutti i momenti decisivi della nostra storia recente, mostrando quella lucidità, quella passione e quella umanità che sono tipiche solo di poche grandi donne.

Ho avuto la fortuna non solo di conoscere Miriam per l’insegnamento politico che ha saputo darci, ma di esserle amica, di poter conversare con lei, ascoltare i suoi consigli, ammirare la straordinaria capacità di unire la sua esperienza vissuta in prima persona con l’attenzione sempre proiettata al futuro del paese e delle giovani generazioni.

Ricordo una delle sue ultime uscite pubbliche, era il marzo del 2012, in un corso di formazione per le giovani del PD: parlava della costituente, della lotta partigiana – di cui ha sempre ricordato il ruolo delle donne – e della nascita della Repubblica, ma guardava soprattutto al domani, per incoraggiare le ragazze ad essere protagoniste del futuro dell’Italia.

Forse è anche per il suo insegnamento che sono convinta – e ho cercato e cerco di dimostrarlo nella mia vita politica e istituzionale – che il cambiamento sia possibile oggi in Italia solo se lo costruiremo a partire dai giovani e dalle donne.

Miriam ha insegnato, con affetto e severità tipiche dell’impegno politico della sua generazione, a tante donne più giovani a non temere e anzi sfidare le difficoltà di mondo troppo maschile, facendo sentire la forza delle competenze e delle energie femminili, una forza davvero capace di essere dirompente quando unitaria, decisa, concreta.

“Come donne nessuno ci ha mai regalato niente”, diceva spesso. E spesso ricordava alle più giovani di “non abbassare la guardia, non si sa mai. Le conquiste delle donne sono ancora troppo recenti.”

Le conquiste delle donne sono recenti, continuamente messe in dubbio, ancora in molti casi da realizzare. È la sfida che abbiamo davanti – tutti, donne e uomini -, una sfida da vincere anche grazie all’esempio di Miriam.

Un esempio di giornalismo e impegno politico serio, pragmatico, lontano dai convincimenti ideologici – ed in questo mi sento particolarmente vicina al suo modo di ragionare: pur avendo conosciuto e praticato i grandi partiti di massa e le fortissime idealità che ispirano la politica, è sempre rimasta una mente ed una voce libera, attenta a cogliere i cambiamenti grandi e piccoli della società e a confrontarsi con essi, per capirli e contribuire a governarli.

Miriam ha raccontato molta Italia, e nelle sue parole è sempre stato facile ritrovarsi. Ho imparato molto da lei.

Con lei anche essere rimproverati, anche i momenti in cui la discussione portava ad esporsi al suo giudizio, un giudizio duro specie con gli amici, diventavano momenti utili e piacevoli: sapere, capire, imparare, condividere sono state sempre le priorità del suo pensare e del suo agire, e sono l’insegnamento che ci ha trasmesso e lasciato, grazie anche a quella dolcezza e quella leggerezza che sono state uno dei tratti principali della sua forza.

Mi mancano i suoi stimoli e mi manca molto la sua risata: quella risata unica, contagiosa, capace di smorzare la tensione, di trasmettere calore, di infondere ottimismo.

Ancora ciao Miriam e grazie al Circolo Miriam Mafai.