Nell’ultima settimana abbiamo assistito a comportamenti irresponsabili e vergognosi da parte di una forza politica che ha scelto la violenza, l’insulto e la prevaricazione come strumento di battaglia.

Il M5s ha insultato le Istituzioni e l’onore delle persone che ricoprono le alte cariche dello Stato, dimostrando di non aver rispetto per le sedi istituzionali né consapevolezza delle funzioni elettive e della gravità di gesti e parole.

Prima la folle richiesta di impeachment nei confronti del Presidente Napolitano, condita da un attacco personale che mai si era visto nella nostra storia repubblicana. Una richiesta senza fondamenti giuridici e con argomenti pretestuosi e insultanti.

Poi l’assalto alla Presidenza della Camera e l’occupazione delle Commissioni per bloccarne il lavoro. E ancora gli attacchi alla Presidente Boldrini, per aver usato uno strumento di regolazione del dibattito parlamentare pienamente legittimo e nei suoi poteri.

Attacchi alla funzione istituzionale, ma soprattutto attacchi alla sua persona, da parte dei deputati del M5s e direttamente da Grillo, che ha aizzato una parte dei sostenitori del Movimento, trasformando rancore e odio in elementi (degenerati) di confronto politico.

Attacchi, poi, ancora, e insulti sessisti hanno ricevuto anche le deputare del PD. E insulti e attacchi hanno ricevuto Corrado Augias, colpevole di aver espresso critiche al M5s, e Daria Bignardi, per averne ospitato l’intervista.

Si sono superati tutti limiti. La retorica dei “normali cittadini” tanto cara ai Cinquestelle, non può permettere di portare in Parlamento modi che anche in strada sarebbero stigmatizzati e fermati.

Volgarità e insulti hanno annientato ogni spazio di sano e positivo dialogo, ed anche ogni spazio di critica.

Insultare, minacciare, assaltare non possono far parte del linguaggio politico e delle Istituzioni. Su questo non ci possono essere margini di discussione o di comprensione.

La critica, anche dura e oltranzista, è sempre lecita, ma la violenza non lo è mai.

La deriva del M5s è invece violenta e per questo intollerabile. Una violenza scelta come strategia di visibilità mediatica, non a caso lanciata proprio nel momento in cui si accelera il processo riformatore, che procede senza il movimento di Grillo, che si è tirato fuori da ogni discussione costruttiva e mira solo allo sfascio.

Fortunatamente sono arrivate dissociazioni da parte di parlamentari del M5s, e mi auguro che, tra eletti, elettori e sopratutto elettrici del Movimento, siano in tanti a protestare e a dissociarsi da ogni comportamento antidemocratico.

Serve una riscossa, una riscossa che recuperi credibilità delle istituzioni e fiducia delle persone nella politica. Le riforme sono parte di questa riscossa, la violenza no.

 

in Senato

Il 28 gennaio, l’Assemblea ha approvato, nel testo proposto dalla Commissione, il ddl n. 948, recante modifica dell’articolo 416-ter del codice penale, in materia di scambio elettorale politico-mafioso. Il testo ora torna all’esame della Camera dei deputati. È una legge che ho sostenuto da subito, aderendo alla campagna Riparte il Futuro già dalla campagna elettorale ed indossando il braccialetto bianco. Vi segnalo il commento a riguardo di don Luigi Ciotti. La Commissione giustizia del Senato ha modificato il testo licenziato dall’altro ramo del Parlamento, composto di un solo articolo, al fine di ampliare la fattispecie incriminatrice. Tre gli elementi qualificanti segnalati dal relatore: la condotta è qualificata con l’accettazione della promessa di procurare voti; oggetto dello scambio è l’erogazione o la promessa di erogazione di denaro o di qualsiasi altra utilità ovvero la disponibilità a soddisfare interessi o esigenze dell’associazione mafiosa; il reato ha struttura bilaterale e la pena è elevata alla reclusione da sette a dodici anni.

L’Assemblea, sempre nel corso della stessa seduta, ha discusso e approvato all’unanimità mozioni sul sostegno alle città candidate a capitale europea della cultura 2019.

Nella seduta del 29 gennaio, il senato ha approvato, con modifiche, il ddl n. 1214 di conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. Il testo passa ora all’esame della Camera dei deputati. Il cosiddetto milleproroghe si compone di 14 articoli e contiene proroghe di termini legislativi in diversi settori dell’amministrazione dello Stato e in ambiti di interesse per la vita dei cittadini e delle imprese. In particolare, sono prorogati termini in materia di assunzioni, organizzazione e funzionamento delle pubbliche amministrazioni; interventi di emergenza; procedure di competenza del Ministero dell’interno; infrastrutture e trasporti; politiche agricole, alimentari e forestali; istruzione, università e ricerca; salute, lavoro e politiche sociali; ambito economico-finanziario; materia ambientale, beni culturali e turismo; settore delle comunicazioni e servizi pubblici locali.

 

dalla camera

Mercoledì 29 gennaio la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133, sulle disposizioni urgenti concernenti l’IMU, l’alienazione di immobili pubblici e la Banca d’Italia (C. 1941).

Giovedì 30 gennaio è iniziata la discussione generale delle proposte di legge: Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (C. 3 e abb.).

Nella seduta del 31 pomeriggio è stato approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136, recante disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate (C. 1885-A). Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

 

ho presentato o firmato 

Come cofirmataria, un DDL contenente Disposizioni in materia di sistema integrato di educazione ed istruzione dalla nascita fino ai sei anni e del diritto delle bambine e dei bambini alle pari opportunità di apprendimento.

 

Una mozione al Governo che ne chiede l’impegno a monitorare la situazione in Ucraina rispetto alle violazioni dei diritti umani fondamentali, adoperandosi in tal senso anche presso le Organizzazioni internazionali, nonché ad intraprendere azioni concrete con il governo ucraino.

 

Un’interrogazionesu Electrolux ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali, chiedendo di conoscere quale sia la loro posizione sul piano presentato da Electrolux Italia;

se non intendano convocare immediatamente e permanentemente un tavolo di confronto con le parti; se ritengano accettabile da parte dello Stato italiano un abbassamento del reddito da lavoro ai livelli dell’Europa dell’Est, che vive obiettive differenze storiche e di costo della vita, e quali possano essere le ipotesi di percorsi normativi che mirino alla regolarizzazione di tali questioni, al fine di evitare situazioni di incertezza e ricatto futuro.

 

Un’interrogazione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti relativa alla realizzazione del primo programma “6.000 Campanili” concernente interventi infrastrutturali di adeguamento, ristrutturazione e nuova costruzione di edifici pubblici, ovvero di realizzazione e manutenzione di reti viarie nonché di salvaguardia e messa in sicurezza del territorio nei Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti;

 

temi della settimana 

GOVERNO – Il Consiglio dei Ministri si è riunito venerdì 31. Nel corso della seduta, è stato approvato un disegno di legge contenente disposizioni in materia di incompatibilità presso enti pubblici nazionali, in particolare si stabilisce l’incompatibilità per tutte le posizioni di vertice degli enti pubblici nazionali, prevedendo in particolare un regime di esclusività volto a prevenire situazioni di conflitto di interesse negli enti di notevole rilevanza. Il disegno di legge verrà trasmesso al Parlamento con procedura d’urgenza.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente e Ministro dell’Agricoltura, Enrico Letta, ha approvato un disegno di legge con nuove disposizioni per il sostegno al Made in Italy, la semplificazione, la competitività e la riorganizzazione del settore, collegato alla legge di stabilità 2014. Tra le principali novità introdotte c’è la creazione di un marchio per il Made in Italy agroalimentare, che contribuirà a rendere più semplice per i consumatori di tutto il mondo il riconoscimento dei prodotti autenticamente italiani. Il marchio sarà privato, facoltativo e in linea con la normativa europea e potrà dare un decisivo contributo alla lotta alla contraffazione e all’Italian sounding, che producono un danno all’export italiano di circa 60 miliardi di euro. Con lo stesso provvedimento si istituisce un credito di imposta per le aziende che investano in infrastrutture logistiche e distributive all’estero per i prodotti italiani. Inoltre, sul fronte della semplificazione, si interviene sui controlli, attraverso un rafforzamento del coordinamento delle attività degli organi di vigilanza, il divieto della duplicazione degli accertamenti e l’interscambio di dati informatici sotto il coordinamento delle prefetture. Sono previste anche ulteriori diposizioni di abbattimento del carico burocratico per specifiche esigenze delle aziende agricole e per il settore biologico.

Il ministro Carrozza ha presentato il Piano Nazionale per la Ricerca (PNR) 2014-2020. Il nuovo PNR è il frutto di una consultazione molto ampia portata avanti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, che sta coinvolgendo tutti gli stakeholder maggiori, pubblici e privati, centrali e regionali, raccogliendo finora 2.145 manifestazioni di interesse. Qui trovate il comunicato stampa con tutte le decisioni assunte.

MARCHIO ITALIAN QUALITY – Si è aperta il 28 gennaio, in Senato, la consultazione pubblica sul ddl 1061 di Istituzione di un marchio di Qualità italiana per il rilancio del commercio estero e la tutela dei prodotti italiani, di cui sono prima firmataria. Il ddl, sottoscritto da molti senatori bipartisan, ha lo scopo di sostenere la competitività e la tutela dei prodotti di eccellenza italiani oltre a quella dei consumatori di tutto il mondo. L’Italian Quality è un marchio collettivo volontario di proprietà dello Stato italiano, di cui potranno dotarsi le imprese e le filiere italiane, che si potrà aggiungere al “made in” previsto dalle regole attuali del commercio internazionale. Un utile strumento di politica industriale e di contrasto ai falsi e all’Italian sound, che ha lo scopo di valorizzare con un’etichetta la manifattura e la qualità del “saper fare” italiano. Nell’iter legislativo del ddl è stata introdotta una novità importante: per arrivare a un progetto davvero condiviso, prima che il disegno di legge sia posto in discussione in Parlamento, la X Commissione del Senato ha deciso di aprire una consultazione pubblica. Gli interessati potranno inviare i proprio contributi, in formato elettronico, in merito al provvedimento fino alle ore 12 del giorno 28 febbraio all’indirizzo di posta elettronica certificata: commissioneindustria@pec.senato.it o andando sul sito del Senato. I contributi saranno raccolti, sistematizzati e successivamente resi pubblici e nel frattempo si darà inizio alla formale procedura relativa alle audizioni.

LEGGE ELETTORALE -La proposta di riforma della legge elettorale ha iniziato il suo percorso alla Camera. Si moltiplicano le voci per chiedere che, qualunque sia il modello adottato, sia in grado di rendere compiuta una reale democrazia paritaria, cosa chiesta da subito da me insieme alle colleghe Mussolini e Bianconi. Ho da subito sottoscritto la petizione lanciata su Change.org– È partita poi una campagna sui social con l’hashtag #iocisono. Mandate anche voi le vostre foto.

TRENO DE LA LIBERTAD – Sabato 1 febbraio, in contemporanea in tutte le capitali europee e in molte altre città, si sono tenute manifestazioni di sostegno all’iniziativa delle donne spagnole contro la proposta di legge Gallardon che prevede severe restrizioni per la salute sessuale e riproduttiva e l’interruzione volontaria della gravidanza. Ritengo sia un fatto gravissimo, che va contrastato, al fine di garantire l’autodeterminazione e la responsabilità delle donne, condizioni per esprimere la loro forza e la loro libertà. Si tratta di un abuso che comporterebbe la rinuncia a una maternità scelta e consapevole con il rischio di sostituire a un aborto sicuro e legale uno illegale “clandestino”. Per questo ho partecipato con convinzione alla manifestazione che si è tenuta a Roma, davanti all’ambasciata spagnola.

 

in Toscana

L’azienda Seves di Firenze ha deciso di aprire la procedura di mobilità nonostante i 97 lavoratori abbiamo diritto alla cassa integrazione fino a giugno. Non voglio credere che questa decisione precluda la possibilità di riaprire lo stabilimento e mi auguro che il mondo dell’imprenditoria voglia farsi avanti e impegnarsi per rilancio di Seves e tutelare le capacità, le competenze ed il saper fare dei lavoratori di questa azienda. Per il momento è molto importante mantenere alta l’attenzione sulla vicenda e da questo punto di vista reputo bella e interessante la campagna “VIVISEVES (la città in fabbrica )”, a cui sicuramente parteciperò, che i lavoratori della Seves hanno organizzato per aprire la fabbrica a tutta la città di Firenze.

I lavoratori della storica azienda di Castelfiorentino Shelbox, la cui cassa integrazione è in scadenza a marzo e che sono in attesa di conoscere il loro futuro, sono stati ricevuti dal Papa. Il santo Padre nella sua udienza ha ricordato che il lavoro è fonte di dignità e ha augurato che sia fatto tutto il possibile perché la situazione dell’azienda sia risolta al più presto.

 

in evidenza – rassegna 

Sabato 1 è uscito un mio articolo su L’Unità.

 

 

la prossima settimana

Il Senato torna a riunirsi martedì 4 febbraio.

 

Questo il calendario dei lavori del Senato.