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Questa mattina a Milano ho partecipato alla presentazione di ” ERMENEGILDO ZEGNA FOUNDER’S SCHOLARSHIP “. Ecco il mio commento all’iniziativa. Sono veramente felice di poter partecipare oggi alla presentazione di questo importante progetto voluto dal gruppo Ermenegildo Zegna e intitolato al suo fondatore. Finanziare la formazione delle nostre eccellenze è un gesto di innovazione e generosità, che tanto ha da dire al nostro Paese, in un momento in cui abbiamo bisogno di credere nell’Italia e nei suoi talenti. Non è un caso che a farlo sia il Gruppo Zegna, sicuramente una delle eccellenze del Made in Italy, che ha già dimostrato, attraverso molteplici iniziative, di avere consapevolezza di come un’impresa abbia anche doveri pubblici. Il made in Italy non è, infatti, qualcosa che riguarda pochi marchi, né tantomeno un’idea elitaria di lusso, ma un sistema di valori radicato e diffuso. La nostra manifattura è stata e continuerà ad essere il motore del Paese, la nostra garanzia di qualità, l’esperienza produttiva diffusa e condivisa su cui fondare il futuro. Il made in Italy funziona perché unisce nell’esperienza e nell’immaginario dei consumatori di tutto il mondo qualità produttiva e qualità della vita. Conosco le tante attività di carattere sociale portate avanti dal gruppo a livello locale e globale, dall’Oasi Zegna alle iniziative di supporto alle terapie per i bambini con malattie oncologiche, ai progetti di sostegno alle economie locali in paesi in via di sviluppo. Oggi il gruppo Zegna sceglie di impegnarsi per contrastare , nei fatti, la cosiddetta “fuga dei cervelli”.L’Italia è un paese ricco di talenti che spesso non sono in grado di esprimersi compiutamente, impoverendo il nostro tessuto sociale ed economico: la ricchezza di un paese non si misura soltanto con il PIL ma anche con la capacità complessiva di costruire sapere e innovazione. Premiare dunque il merito dei nostri giovani talenti, consentendogli di approfondire le proprie conoscenze e competenze in periodi di alta formazione all’estero, è un gesto concreto, che costruisce speranza e rende onore a chi lo ha immaginato e implementato. Diceva don Milani “Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali “: iniziative come questa provano a ristabilire condizioni di equità in partenza, mettendo tutti in grado di concorrere secondo il proprio genio e le proprie possibilità intellettuali allo sviluppo del nostro Paese.Può sembrare una goccia nel mare, ma sappiamo che comportamenti virtuosi sono in grado di stimolare emulazioni positive, ed è quello che mi auguro in questo caso. Vincolare questa occasione di crescita al loro successivo rientro in Italia è un modo per affiancare il lavoro di riforma necessario per costruire una nuova classe dirigente del Paese.Per questo oggi sono qui, a testimoniare la vicinanza e il sostegno delle Istituzioni a questo progetto e a dirvi che vi aiuterò, se e come lo riterrete utile, nel portarlo avanti.Sicuramente, con la scelta che avete fatto, il Gruppo Zegna si pone ancora una volta all’avanguardia, aprendo una strada diversa e possibile.