La relazione di   Maria Pia Mannino, Responsabile Nazionale Politiche di genere  della Uil, durante l’Assemblea nazionale delle donne Uil cui ho partecipato questa mattina, è una fotografia della mancanza di rappresentanza femminile all’interno del sindacato.

È stata un’assemblea molto partecipata, la cui collocazione ad apertura dell’iter del congresso, che si svolgerà a novembre, è il segno dell’inizio di un cambiamento a vantaggio di tutta Uil, e che dunque va sostenuto.

Sempre più spesso studi e ricerche a livello nazionale, europeo, di istituzioni ci dicono che persiste una profonda diseguaglianza all’interno della società a causa del l’incapacità di riconoscere e valorizzare le differenze di genere . Tale valorizzazione della forza delle donne, dalla maternità, al lavoro, alla presenza nelle istituzioni deve essere al centro di ogni prospettiva di riforma del lavoro e di crescita” prosegue Fedeli.

Il superamento di questa diseguaglianza è la condizione per il cambiamento. Più donne al lavoro vuol dire miglioramento dello stato di salute dell’ economia nazionale. È necessario perciò individuare modalità di soluzione investendo sul welfare, un welfare rinnovato che tutela le persone e le persone che lavorano, ad esempio agendo su servizi e conciliazione e condivisione dei tempi privati e di lavoro. Ma questa battaglia va affrontata uomini e donne insieme – tenendo sempre fermo il concetto di uguaglianza nella differenza- p er lavorare tutti insieme nell’interesse del paese. Questo è un anno di cambiamento che ciascuno deve perseguire nei propri ambiti e con le proprie responsabilità per il superamento delle diseguaglianze di genere. Bisogna costruire giorno per giorno azioni concrete dandoci appuntamento nel 2015, a vent’anni dalla piattaforma di Pechino, per fare il punto su cosa abbiamo realmente realizzato.