Oggi ho avuto il piacere di presiedere la seduta straordinaria del Senato dedicata ai  Diritti  umani, con la presenza in aula di oltre  230  studenti, provenienti  dagli   istituti  scolastici italiani, che nel corso dell’anno hanno  approfondito,  con  particolare  attenzione alla attuazione nel loro ambiente di vita,   quanto  contenuto  nella  Dichiarazione  universale sottoscritta a New York il 10 dicembre del 1948.

È un’iniziativa che si ripete ogni anno, nel quadro delle attività di formazione e di avvicinamento del mondo della scuola alle Istituzioni. Quest’anno il progetto didattico-educativo rivolto alle classi delle scuole secondarie di primo grado è intitolato “Testimoni dei diritti”.

L’iniziativa, promossa in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, tende a far cogliere ai ragazzi l’importanza del riconoscimento dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione universale, al fine di verificarne l’attuazione nel proprio territorio e formulare proposte volte ad assicurarne il rispetto.

Sono intervenuti Luigi  Manconi,  presidente della Commissione straordinaria per  la  tutela e la promozione  dei diritti umani di Palazzo Madama e i senatori  Lucio  Romano,  Elena  Ferrara,  Miguel  Gotor, Riccardo Mazzoni, Manuela Serra, componenti del medesimo organismo parlamentare.

E sono intervenuti gli studenti, che hanno illustrato in Aula le riflessioni svolte  nelle loro scuole su diversi articoli contenuti nella Dichiarazione universale.

I lavori  degli  alunni  delle  scuole  italiane  che hanno partecipato al progetto  sono  consultabili  sul sito senatoragazzi.it.

 

Qui sotto potete leggere il mio saluto ad inizio della seduta.

 

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Care ragazze e cari ragazzi, cari professori,

Cari colleghi,

sono molto lieta di poter presiedere questa seduta speciale dell’Aula di Palazzo Madama, dedicata al progetto didattico-educativo “Testimoni dei diritti” che anche quest’anno il Senato ha promosso in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Saluto le molte giovani ed i giovani delle scuole secondarie di primo grado che siedono gli scranni di questa Assemblea. Saluto i componenti della Commissione straordinaria per la Tutela dei diritti umani seduti sui banchi del Governo.

Questa iniziativa persegue un duplice obiettivo: conoscere l’importanza dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione universale del 1948 e testimoniarne la portata, nella convinzione che i diritti umani non sono cose astratte di principio, ma permeano la nostra esistenza, condizionano la vita quotidiana di ciascuno di noi e il nostro modo di relazionarci agli altri. Testimoniare i diritti significa credere nella straordinaria attualità di un modello di convivenza sociale fondato sul rispetto della dignità umana, del principio di uguaglianza e libertà, sull’impegno per l’affermazione della persona, in tutta la sua dimensione e unicità.

I diritti della Dichiarazione universale nascono come risposta alle barbarie e alle nefandezze che la prima parte del XX secolo ha lasciato alla storia; pensate alle esperienze del totalitarismo e dell’assolutismo, alla tragedia della seconda guerra mondiale, alle deportazioni di massa nei campi di concentramento, al razzismo, alle esplosioni di Hiroshima e Nagasaki. È la stessa temperie in cui è nata la nostra Carta Costituzionale. I decenni successivi segnano la ricerca di un nuovo assetto di pace e prosperità, fondato sul riconoscimento dei diritti individuali e sulla solidarietà tra i popoli. I risultati conseguiti su questo piano sono stati importanti e lo stesso straordinario percorso dell’integrazione europea ne è prova evidente.

Eppure, i traguardi raggiunti non devono farci sottovalutare gli obiettivi che ancora rimangono da realizzare, non solo nelle aree dove ancora non si è radicata la democrazia, ma anche in Paesi, come l’Italia.

Ed è ancora oggi un impegno essenziale per noi legislatori dare piena e compiuta attuazione ai diritti fondamentali così mirabilmente iscritti nella prima parte della nostra Costituzione. Una parte da attuare e sviluppare, non certo da riformare.

I progetti che avete elaborato individuano alcune delle sfide che accompagnano la nostra lotta quotidiana per l’affermazione e la tutela dei diritti che la Dichiarazione universale ci ha affidato. Penso alla difficoltà nell’attualizzare lo spirito di fratellanza tra i popoli, promuovendo l’integrazione tra le diverse culture e le diverse tradizioni che animano il nostro territorio e proseguendo con determinazione nella cooperazione internazionale. Penso alle sfide della parità di genere tra donne e uomini e al dramma, ancora oggi tragicamente attuale, del femminicidio. I vostri lavori ci parlano di benessere e diritto ad un ambiente pulito, cogliendone tutte le implicazioni con il tema della legalità; ci parlano di ricordo, memoria e partecipazione attraverso il richiamo alle stragi irrisolte del nostro paese; ci parlano, ancora, della difficoltà di rendere effettivi la libertà di espressione e di stampa in quelle aree dove tali fondamentali libertà non sono garantite o di promuovere il diritto allo studio anche tra quegli alunni che, per le loro condizioni disagiate, subiscono l’abbandono scolastico.

Tutti questi progetti, pur nella loro specificità, hanno un filo rosso che li lega idealmente: la capacità a cogliere le difficoltà, gli ostacoli, le discrimonazioni che ancora oggi si frappongono al pieno godimento dei diritti umani, trasformando i diritti sulla carta in diritti esercitati, capaci di adeguarsi ai diversi contesti di riferimento e di rispondere ai nuovi bisogni che una società in continua trasformazione produce.

La straordinaria concretezza dei lavori che oggi ci avete presentato induce tutti noi ad una riflessione sulle soluzioni normative che devono essere approntate nel tentativo di superare le barriere che accompagnano l’applicazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Ringrazio quindi i senatori della Commissione straordinaria per la Tutela dei diritti umani qui presenti che hanno visitato le vostre scuole e che si sono confrontati con voi su queste idee, certa che non resteranno inerti di fronte alle vostre riflessioni e che non mancheranno di cogliere le istanze di rinnovamento e di riforma che nascono dai vostri progetti.

Penso che questo momento di incontro tra il mondo delle istituzioni e il mondo scolastico sia di fondamentale importanza non solo per riscoprire i valori e i diritti che sono alla base di quell’idea di cittadinanza universale di cui la Dichiarazione è espressione, ma anche per rinnovare un nuovo modello di partecipazione democratica e di impegno civile capace di coinvolgere in particolare i giovani.

Per questo mi rivolgo a tutti voi, care studentesse e cari studenti, invitandovi a portare con voi, nelle vostre famiglie, nelle vostre scuole, l’importante insegnamento che questa iniziativa vi ha affidato. Essere testimoni dei diritti significa saper guardare i fenomeni del mondo che ci circonda con la consapevolezza che il nostro essere comunità nasce dal rispetto delle regole comuni, ma prima ancora dalla capacità di battersi per la difesa dei diritti dell’altro con la stessa energia e la stessa determinazione con cui ci battiamo per i nostri diritti.

Sono certa che questa giornata vi aiuterà a comprendere che non si può essere cittadini in modo passivo, perché l’esercizio di questa condizione richiede una militanza attiva alimentata dagli ideali e dai valori di legalità, giustizia, libertà e responsabilità e sostenuta da quello spirito di fratellanza, di cui ci parla la Dichiarazione universale, che nasce dalle nostre piccole scelte di ogni giorno a favore del dialogo e della comprensione dell’altro.

Nel ringraziarvi per la passione che saprete mettere in questo vostro impegno di testimoni di diritti, vi auguro di vivere al meglio questa importante giornata in Senato.

Avete dalla vostra l’energia della gioventù e il tempo che questa età offre come occasione per realizzare i vostri progetti ed insieme i progetti che rendono migliore la vita di tutti.

Sogno un universo dove ogni differenza sia la base per poter essere amici” dice Lorenzo Jovanotti in una sua canzone (L’albero, 1997).

Da voi e dal vostro impegno deve e può partire la nuova Italia e una nuova umanità di pace.