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Con il suo post di oggi in cui parafrasa l’incipit del libro di Primo Levi “Se questo è un uomo”, con tanto di immagine modificata dell’ingresso di Auschwitz, Grillo continua a superare ogni limite della decenza. Il linguaggio violento, l’urlo e l’insulto sono sempre stati utilizzati dal leader del Movimento 5 stelle per fare clamore e avvalorare le proprie teorie, ma solo pensare di utilizzare ai propri fini uno dei momenti più bui della storia è a dir poco agghiacciante. Grillo dovrebbe peraltro vergognarsi di aver scelto,  con il consueto cinismo, proprio il giorno in cui l’Italia saluta una delle più grandi personalità della comunità ebraica come Emanuele Pacifici che di tanto orrore è stato, purtroppo, testimone.