La Convenzione di Istanbul, che entrerà in vigore il 1 agosto, è la più straordinaria piattaforma di cambiamento del rapporto tra due generi in una società civile. Sono orgogliosa del fatto che l’Italia – che ospiterà un evento promosso con il Consiglio d’Europa per celebrare l’evento, come annunciato oggi dalla Ministra Mogherini – sia stato uno dei primi paesi a ratificare la Convenzione, ma ora occorre lavorare per render ne effettivi gli obiettivi.

La violenza contro le donne è un fenomeno fortemente legato agli stereotipi e alle mentalità maschiliste, tali stereotipi , infatti, produc ono una rappresentazione rigida e distorta della realtà : credo che il cambiamento dei linguaggi, il superamento di stereotipi e atteggiamenti discriminatori, un nuovo e condiviso spirito culturale siano la chiave per il cambiamento.

La scuola e l’educazione, oltre che una responsabilizzazione dei media, sono gli strumenti più forti che abbiamo per cambiare le abitudini e imparare ad usare un linguaggio rispettoso di identità e differenze.

Donne e uomini sono diversi e complementari. Occorre riconoscere queste differenze, e su queste fondare i cambiamenti e la parità di genere, senza nascondersi dietro ad una falsa neutralità formale che diventa un’altra forma di discriminazione. E’ inoltre fondamentale riconoscere che la violenza contro le donne riguardagli uomini, per questo per contrastarla è necessario lavorare uomini e donne insieme.