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Oggi ho avuto il piacere di partecipare all’iniziativa “Passato-Presente-Futuro: una storia che continua per l’Italia che vorremmo”, organizzata da SPI Cgil e Quartiere 4 Firenze.

L’evento era la conclusione di un progetto che ha visto coinvolte ragazze e ragazzi delle scuole del quartiere su temi che legano le esperienze delle generazioni precedenti con le loro.

Vi riporto di seguito quanto ho detto nel mio intervento.

 

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Per me è sempre un onore e un piacere – e devo dire anche un’emozione particolare – parlare davanti a ragazze e ragazzi, studentesse e studenti.

Saluto anche i genitori, le insegnanti e gli insegnanti, ma mi rivolgo a voi.

 

Voi siete il futuro dell’Italia. Siete quelli su cui l’Italia conta.

Siete la speranza viva del Paese.

 

Dicevo che sono emozionata in modo particolare quando mi trovo a parlare a ragazze e ragazzi.

Il fatto è che affronto i miei compiti istituzionali di senatrice e di Vice Presidente del Senato con la convinzione di avere una grande responsabilità: quella di fare il massimo per migliorare l’Italia, per rendere il futuro un luogo dove vivere realmente meglio.

E quando mi trovo di fronte a chi il futuro lo vivrà in pieno, chi è ancora all’inizio del proprio percorso di crescita, quella responsabilità diventa ancora più pressante, e la voglia di incidere positivamente si moltiplica.

 

So che vi stiamo lasciando un mondo difficile e pieno di paure, così diverso da quello che immaginavamo di costruire quando avevamo la vostra età.

Ma so anche che la mia generazione – come ogni generazione – ha storie, ha esperienze ideali, ha battaglie vissute che possono aiutare a cambiare l’Italia.

 

Perché il cambiamento, come dice il titolo del progetto per cui vi siete impegnati, per essere reale deve unire passato, presente e futuro.

L’Italia è un grande Paese, con una grande storia, una straordinaria Costituzione, un’esperienza diffusa di democrazia radicatasi nel Paese durante la Resistenza e la lotta per la Liberazione.

Senza conoscere e ricordare da dove veniamo, dove nasce e come si realizza la nostra democrazia, non possiamo oggi ritrovare valori comuni e condividere le scelte per il domani.

 

La memoria, però, non deve essere ricerca di un tempo perduto, ma impulso per un tempo da scoprire.

Unire passato e futuro significa riscoprire chi siamo, per poter essere migliori.

 

Ecco perché è importante che vi siate impegnate e impegnati in questo progetto, nella bella prospettiva del futuro come “storia che continua”, collegando i valori della Costituzione all’idea di paese che vorreste.

 

La Costituzione è il filo conduttore che unisce passato, presente e futuro.

Non arriva dal nulla, la Costituzione.

Viene dall’esempio di donne e uomini che ad un certo punto della vita hanno sentito, nella testa e nel cuore, che c’era qualcosa di importante per cui battersi, per cui rischiare la vita. Qualcosa che si chiama libertà. Qualcosa che si chiama Italia.

Grazie al coraggio e alla determinazione delle partigiane e dei partigiani abbiamo ritrovato la libertà e la democrazia.

La Resistenza è la nostra esperienza di fondazione e formazione collettiva, ed è stata l’esperienza di crescita personale decisiva per tante italiane e per tanti italiani, per la generazione che ha fatto vivere la democrazia nel nostro Paese.

Il presidente Napolitano, in questi anni, ha sempre ricordato come la Resistenza sia stata una forza di liberazione e insieme di riunificazione del paese.

Si liberava l’Italia e si creavano le fondamenta della Repubblica, espresse poi formalmente nella Costituzione.

 

La Costituzione serve a definire i valori e le regole della convivenza in Italia.

Definisce i diritti che ciascuna e ciascuno di noi ha e avrà sempre.

Diritti che non sempre e non ancora sono garantiti a sufficienza, ma che la Costituzione ci indica come obiettivi da raggiungere, per cui impegnarsi e battersi.

 

Sapere cosa significa essere cittadini, quali diritti e quali doveri avete verso la comunità, vi permette di essere più forti e più liberi, già oggi e poi quando sarete più grandi.

 

So che vi sembrerà strano quello che sto per dirvi, ma la Costituzione deve essere per voi un alleato che vi permette di pensare al vostro futuro con allegria e ottimismo, sapendo che tra i vostri diritti c’è quello di avere un lavoro, di costruire una famiglia, di essere rispettate come persone, di avere le stesse possibilità di tutti gli altri, di avere qualcuno che vi aiuta a realizzarle.

 

Ad aiutarvi ci sono proprio le Istituzioni. Il vostro comune, la Provincia, la Regione, il Parlamento, il governo nazionale, ed anche l’Europa.

Non pensate che noi che lavoriamo nelle Istituzioni, ad ogni livello, siamo lì per occuparci di chissà cos’altro: dovete sapere che siamo lì per voi, che potete chiederci quello di cui avete bisogno.

Non credete a chi dice che le Istituzioni non servono. Servono eccome, invece, e servono soprattutto a voi che avete davanti tutta la vita e che siete pieni di speranze.

 

So che vi sembrano lontane, ma le istituzioni possono davvero esservi utili. Noi dobbiamo ascoltarvi e rispondervi,  ma voi veniteci a strattonare.

Veniteci a chiamare, pretendete che vi si ascolti, ricordatevi sempre che il futuro dell’Italia è vostro, che è a voi che deve pensare chi governa.

Per cambiare l’Italia e renderla più uguale, più libera, più giusta. Più capace di ispirare i vostri sogni e di darvi gli strumenti per realizzarli.

 

Ricordateci che abbiamo la responsabilità di lasciarvi un Paese migliore. Un Paese in cui il futuro non sia portatore di ansie, ma attivatore di speranze.

 

Dobbiamo fare un patto, e tutte e tutti dimostrarci poi all’altezza: dobbiamo prendere l’impegno che ciascuno farà la sua parte per migliorare l’Italia.

Voi studiate, fate crescere i vostri talenti, diventate bragie e bravi cittadini, onesti e leali.

Noi ci impegniamo a rendervi le cose più facili.

 

In questi mesi ci stiamo provando. Con passi ancora troppo lenti, ma con un coraggio e una determinazione che non si vedevano da tempo.

Si è ripreso ad esempio a parlare di lavoro. Che come dice l’art 1 della Costituzione è il fondamento della Repubblica.

Si è ripreso a parlare di lavoro da difendere e da creare. Di lavoro per i vostri genitori, per i vostri fratelli maggiori, per voi tra qualche anno.

Di scelte e di investimenti per creare opportunità di lavoro. Di tutele maggiori per chi guadagna troppo poco.

Di diritti, di sicurezza, di innovazione, di formazione.

Del lavoro da riformare, che significa regole e strumenti da attivare, ma soprattutto ritrovare il valore del lavoro.

Il lavoro come esperienza gratificante, come spazio dove esercitare diritti, come attività per realizzare i progetti personali, superando precarietà e incertezze.

Il lavoro come passione, come fatica anche, come energia collettiva.

Il lavoro come fattore di uguaglianza.

 

E proprio di uguaglianza voglio parlare soffermandomi su un altro articolo della Costituzione, uno dei più belli, l’art. 3, quello che dice che “tutti i cittadini hanno pari dignità” e che è “compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli” all’uguaglianza.

Quando dicevo che la Costituzione è una vostra alleata pensavo a questo: ogni volta che vi capiterà di incontrare disuguaglianze e ingiustizie, ricordatevi che vivete in un Paese le cui istituzioni hanno il compito di rimuovere quegli ostacoli.

Non sempre sarà una rimozione facile, ma non dovrete mai sentirvi sole e soli.

 

L’art 3 della Costituzione è anche uno di quelli su cui si fonda la sfida per rendere la nostra democrazia davvero paritaria.

Una democrazia paritaria significa una democrazia che riconosce le differenze che ci sono tra donne e uomini, ma non le discrimina, come troppo spesso accade oggi.

Si impegna anzi a valorizzarle, e garantisce che possano godere di uguali opportunità ed esprimere in modo uguale il proprio contributo per il futuro dell’Italia.

Questo significa che voi ragazze dovete sapere di avere pari occasioni e pari opportunità dei ragazzi, e di avere gli stessi diritti, le stesse libertà, meritare lo stesso rispetto, poter esprimere allo stesso modo la vostra forza.

La vostra generazione – se sapremo lavorare insieme: Istituzioni, scuola, media, società – può essere quella che elimina ogni discriminazione, ogni atteggiamento sessista, ogni contrapposizione e ogni attitudine offensiva nei confronti dell’altro genere.

Non è questione di primati o di ridicole superiorità.

Donne e uomini sono diversi. Voi ragazze e voi ragazzi siete diversi. Ma sappiate che siete e sarete forti solo insieme, solo se collaborerete in modo paritario.

 

Da questo punto di vista le cose negli ultimi 50 anni sono molto cambiate. Non ancora abbastanza, certo, ma è uno di quei casi in cui la storia di cambiamenti passati può essere di incoraggiamento alle sfide di oggi e di domani.

E la cosa che più spero è che quelle che per molti anni sono state battaglie quasi solo femminili – e quindi a torto considerate questioni femminili -possano oggi essere obiettivi condivisi da voi ragazze e da voi ragazzi.

Sappiate che conto molto su di voi.

 

In conclusione, in una storia che unisce libertà, lavoro e uguaglianza, voglio aggiungere ancora una parola: Europa.

 

Anche l’Europa è parte indissolubile della nostra storia e del nostro futuro.

È una componente di quello che siamo ed è un fattore decisivo per essere più forti domani.

Non c’è prospettiva, in un mondo globale che cambia velocemente, non c’è prospettiva credibile per l’Italia se non in Europa. Che alternative abbiamo: il mondo è sempre più aperto e noi ci chiudiamo da soli?

Ma credo che per voi, voi che siete cresciuti nell’Europa unita, che siete abituati a pensare in Euro, che magari avete viaggiato o avete amici di altri paesi europei, credo che per voi l’Europa possa davvero essere quell’esperienza naturale e quello spazio ideale che era nelle intenzioni dei padri della Comunità europea.

 

In fondo i legami tra storia e futuro, tra scelte che si succedono nel tempo, tra generazioni, valori e diritti immaginati e realmente esercitati, sono una costante di tutte le storie, quella italiana come quella europea.

In tutti i casi la memoria ci conforta nel ricordo di chi siamo e ci ispira nel diventare quelli di domani.

Sono sicura che il percorso di studio e di elaborazione che avete fatto vi ha ispirato e vi ispirerà nelle esperienze e nelle scelte che farete.

Grazie e, ancor prima della premiazione, brave e bravi a tutte e tutti voi.