Il provvedimento contenente misure per la competitività e la giustizia sociale votato oggi in Senato è un primo, significativo, passo per consentire di rimettere la nostra economia in condizione di crescere nuovamente. Un provvedimento di equità e giustizia sociale che pone al centro i lavoratori e il lavoro con una serie di misure fiscali e, innanzitutto, il credito d’imposta relativo a redditi individuali da lavoro dipendente compresi tra 8.000 e 24.000 euro. Ad usufruirne non saranno solo i lavoratori dipendenti e i lavoratori assimilati ma anche coloro che percepiscono somme indirizzate a sostegno del reddito, come la cassa integrazione, mobilità e disoccupazione, si avvia così un processo per riportare il cuneo fiscale in linea con la media degli altri paesi europei.

Inoltre, e questo è un punto di grande rilevanza, si sceglie di puntare sul Made in Italy affidando al Ministero degli Esteri il compito di promozione dell’Italia nel mondo e sostegno al Made in Italy aiutando le aziende a conquistare mercati emergenti  e ad attrarre investimenti grazie ad un fondo ad hoc di 28 milioni di euro per il biennio 2015-2016. Un cambio di marcia nella politica economica per il sostegno che dà alle imprese e, quindi, alla nostra manifattura, alla sua capacità di sviluppo e innovazione.

Ma il dl tocca vari e diversi punti che indicano una strada da perseguire nella lotta agli sprechi e ai privilegi: si sceglie di tagliare i Ministeri e di riorganizzarli; si pone un limite di stipendio nel trattamento economico annuo omnicomprensivo per i pubblici dipendenti e per il personale delle società partecipate e un limite di spesa per incarichi di consulenza nella pa, si riduce la spesa per le società partecipate.

Un provvedimento dunque che rientra in una strategia di riforme per il rilancio dell’economia e del paese”.