Questa mattina si è tenuto a Firenze un presidio organizzato dai lavoratrici e lavoratori dell’Esaote. Essendo impegnata, in rappresentanza del Senato, alla commemorazione della difesa di Roma a Porta San Paolo, ho inviato un messaggio di solidarietà e condivisione.

Invio a tutti i lavoratori e le lavoratrici della Esaote Firenze i miei saluti e il mio pieno sostegno, affinché si concluda nel migliore dei modi possibili l’attuale fase di riorganizzazione del lavoro che l’azienda intende eseguire.

Oggi, per impegni istituzionali già programmati in precedenza, non potrò presenziare ai vostri incontri, però confermo che è mia ferma intenzione contribuire ad una soluzione migliore di quella prospettata dall’azienda Esaote.

Il pericolo maggiore è che con la conferma del trasferimento di 22 ricercatori da Firenze a Genova, si chiuda definitivamente il capitolo “ricerca e sviluppo” nella sede toscana della Esaote, contribuendo in negativo anche sulle capacità produttive della sede di Genova, dove buona parte dei lavoratori coinvolti dal provvedimento non potranno trasferirsi.

Tutto questo, dopo le lettere di cassa integrazione, è preoccupante, e anche il Ministero dello Sviluppo Economico deve intervenire per difendere i posti di lavoro e rilanciare l’azienda. Un’azienda che se è protagonista nell’Information Technology in sanità, nonché leader europeo nella produzione di ultrasuoni, e leader a livello internazionale nella risonanza magnetica dedicata, è anche merito del duro lavoro di ricerca che la sede toscana ha portato avanti in questi ultimi anni.

È doveroso che un’azienda così importante ascolti il Ministero dello Sviluppo Economico e i lavoratori, che hanno presentato varie proposte alternative per risolvere le esigenze di riorganizzazione, affinché la sede toscana rafforzi – e non diminuisca – il proprio ruolo nella crescita del Gruppo Esaote.

È indispensabile che il tavolo di mediazione sia affrontato da tutti i soggetti coinvolti con grande senso di responsabilità, valutando anche l’eventuale possibilità di compensare mobilità e tagli con pre-pensionamenti e nuove commesse che contribuiscano a nuovi posti di lavoro.

Vi prego di estendere la mia vicinanza anche a tutte le famiglie dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolte in questa delicata vicenda.

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