Al summit sull’occupazione, l’Europa non arriva forse unita come avremmo voluto, con ancora troppe divisioni tra sostenitori del rigore e della flessibilità, e questo è un errore che tutti stiamo pagando caro.

E’ importante, però, che al centro della conferenza, seppur informale, rimangano le misure concrete per la crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro, e non l’analisi dei rapporti tra i vari premier: i governi tengano il passo con i mutamenti dei mercati globali, altrimenti non ci saranno misure efficaci di rilancio dell’economia.

L’Ocse stima che la nostra disoccupazione aumenterà al 12,9% e calerà solo nel 2015, ma anche i dati degli altri paesi europei dovranno indurre al più presto a un allineamento di tutte le misure per la crescita e il sostegno alle imprese che investono e apportano innovazione, a cominciare da misure per gli investimenti e la reciprocità nelle regole del commercio internazionale.