La legalità per far crescere il Paese
“La legalità è il presupposto per il lavoro, non possiamo dimenticarlo: nelle sue varie forme, dal contrasto alla criminalità organizzata su tutto il territorio nazionale fino alle politiche contro la contraffazione del made in Italy, passando per l’evasione fiscale, questa è una sfida strategica per lo sviluppo”, così ho esordito col mio discorso lunedì sera alla festa de L’Unità di Fiesole, dove sono stata ospite di un dibattito con Simone Bettini, vice-presidente Confindustria Toscana e Don Andrea Bigalli, coordinatore di Libera Toscana, moderato da Emiliano Poli, resp. legalità e sicurezza del PD Toscana.
Abbiamo discusso delle azioni che ha messo in campo il Governo su questi temi, dal nuovo codice degli appalti che recepisce le indicazioni europee, alle norme sulla corruzione e sul falso in bilancio, alla riforma della PA, assieme a due attori che da anni sono impegnati su questo e che credo debbano essere sempre chiamati in causa quando si discute di legalità: le associazioni della società civile che di questo fanno una ragione di vita e il mondo del lavoro che con l’illegalità e le mafie perde forza e risorse importanti.
Si è parlato della necessità di mettere in condizione di lavorare meglio l’agenzia dei beni confiscati, che oggi come mai ha bisogno di risorse, umane ed economiche adeguate, di come costruire un sistema per cui i beni confiscati possano essere messi a valore per le comunità grazie a interventi mirati per costruire aziende che sappiano stare sul mercato e dare possibilità di lavoro in contesti spesso difficili, di quanto si possa ancora fare per migliorare le leggi vigenti, della necessità di bonificare il territorio nazionale dal parassita dell’illegalità mafiosa e da quella dell’evasione fiscale che ancora oggi bloccano investimenti e sviluppo, delle buone pratiche che esistono e da cui dobbiamo prendere esempio come il whistleblowing, un sistema di incentivo per chi denuncia comportamenti illeciti cui assiste nei vari ambiti, specie in quelli lavorativi, che proteffe chi segnala e denuncia.
Temi quanto mai centrali in questi tempi, mentre a Bruxelles si discute di una legge per tutelare il made in Italy dalla contraffazione, l’economia riparte ma ancora è troppo fiaccata da evasione e illegalità che sono due zavorre per il Paese, e mentre le inchieste svelano una realtà del Paese purtroppo ancora troppo spesso legata a vicende criminali anche ai livelli più alti.
Mettere insieme imprese, associazioni e politica è stata un’ottima cosa, ed è una strategia da replicare ad ogni livello per costruire un’alleanza tra forze produttive, società civile e istituzioni che sappia affrontare finalmente di petto il fenomeno dell’illegalità. Perché, come ha concluso Don Bigalli, l’illegalità si può sconfiggere ma dobbiamo farlo insieme, sapendo scrostare il buono dal cattivo, senza generalizzazioni, che sono soltanto d’aiuto a chi ruba e delinque.

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