Oggi, in una conferenza stampa qui al Senato, abbiamo presentato le misure proposte dal Partito Democratico a favore della genitorialità e della genitorialità condivisa.

Le misure volte a tutelare la genitorialità rappresentano un impegno concreto per migliorare la qualità della vita e per creare condizioni per una maggiore e migliore occupazione, specialmente per giovani e donne.

E’ un tema al centro del dibattito pubblico, come dimostrano gli articoli di Maria Novella de Luca e Chiara Saraceno pubblicati sull’edizione odierna di Repubblica dedicati al tema del gap salariale

In particolare, attraverso emendamenti alla legge di stabilità e un DDL dedicato, vogliamo promuovere una diversa cultura, dove il lavoro di cura sia realmente condiviso da madre e padre, anche attraverso il congedo di paternità.

Il nuovo disegno di legge n. 2082, “Misure a sostegno della condivisione della responsabilità genitoriale”, di cui sono prima firmataria in Senato, presentato anche alla Camera dei Deputati con prima firmataria l’On. Titti Di Salvo e l’On. Ettore Rosato, interviene direttamente sull’istituto del congedo di paternità, proponendo che il padre lavoratore dipendente è tenuto ad astenersi obbligatoriamente dal lavoro per quindici giorni lavorativi, anche continuativi, entro i trenta giorni successivi alla nascita del figlio. Si tratta di un periodo pienamente retribuito con un’indennità a carico dell’Inps, una misura che risponde anche alla scelta di tanti padri che vorrebbero avere un ruolo maggiore nella crescita dei propri figli ma non riescono a farlo a causa di una legislazione ed una cultura antiquate, appiattite su uno stereotipo di ruoli per cui prevale l’idea che il figlio sia a carico della sola madre, e non curato sulla base di una reciproca libertà di scelta di entrambi i genitori.

Credo che queste problematiche possano essere anche affrontate, nei limiti delle condizioni date, nella manovra economica che il Parlamento è chiamato a valutare. Di conseguenza, ho proposto tre emendamenti alla Legge di Stabilità in materia di condivisione delle responsabilità genitoriali: il primo è rivolto, appunto, all’introduzione, in via sperimentale per gli anni 2016-2019, del congedo di paternità obbligatorio di 15 giorni, sempre da usufruirsi nei primi 30 giorni successivi alla nascita del figlio, comprensivo di un’indennità giornaliera pari al 100 per cento della retribuzione, a carico dell’Inps, il secondo rivolto all’incremento dell’indennità per i congedi parentali dal 30 al 50% della retribuzione per i redditi bassi e il terzo concepito per introdurre una detrazione contributiva pari all’80% del costo della collaborazione domestica per dipendenti e autonome.

Sono certa che indipendentemente dal percorso di questi emendamenti nella Legge di Stabilità, i princìpi e gli obiettivi contenuti nel disegno di legge troveranno applicazione negli opportuni spazi del dibattito pubblico e delle prossime scelte politiche, e il fatto che a sottoscriverlo siano stati anche Senatori e Senatrici di diversa appartenenza politica lascia ben sperare per la loro realizzazione.

Non potendo essere presenti, il Ministro Poletti e il Presidente dell’INPS Boeri hanno inviato una loro lettera di condivisione rispetto agli intenti che ci prefiguriamo di raggiungere.