I contenuti di questa ventunesima conferenza sul clima delle Nazioni Unite  riguardano concreti impegni per ridurre e controllare le emissioni di ciascun Paese, ma anche per monitorare e verificare periodicamente dati e obiettivi; ecco perché è fondamentale che venga raggiunto un accordo che sia il più possibile inclusivo, dove tutti i Paesi del mondo possano partecipare per assumersi le proprie responsabilità.

Dell’intervento sostenuto oggi in Aula dal Ministro Galletti ho apprezzato l’accento posto sulla differenziazione tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo, perché dovrà essere una differenziazione dinamica, che tenga conto, nel corso dello svolgimento e della messa in pratica del protocollo, della reale situazione dei singoli Paesi, con condizioni che andranno monitorate costantemente anche per permettere di aiutare, veramente, i Paesi più poveri, ad avviare politiche virtuose per lo sviluppo sostenibile.

Molti dati scientifici ci confermano che la crescita economica è possibile senza l’aumento delle emissioni, dunque è possibile salvare il pianeta, ed è possibile farlo valorizzando le tante tecnologie e le tante misure di incentivi e obblighi che oggi permettono di spostare grandi economie su processi di ‘decarbonizzazione’, in questo senso quella del contrasto ai cambiamenti climatici è una sfida che il nostro Paese è in grado di sostenere e trasformare in opportunità, e con questa consapevolezza possiamo contribuire in modo rilevante agli obiettivi della Conferenza di Parigi.