Progetto Donne e Futuro
Banche italiane: il contributo delle donne per le sfide del futuro.
Controlli, IT e crediti, le nuove frontiere del cambiamento

Gentili partecipanti,
sono lieta di potervi inviare i miei saluti per questa importante occasione d’incontro sul contributo delle donne nelle istituzioni bancarie e nella nostra economia.
Desidero complimentarmi con tutte e tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo evento, in particolare Veneto Banca Spa e l’Associazione Progetto Donne e Futuro, perché affrontare i temi che avete scelto oggi è segno di una profonda volontà di innovazione e di una positiva visione del futuro, coltivata in nome della qualità del lavoro, della valorizzazione delle diversità e dell’eliminazione di divari e discriminazioni.
Serve consapevolezza di quanto sia fondamentale portare avanti un dibattito ampio sull’ingresso delle donne nei luoghi decisionali e sulla riduzione del gap occupazionale.
L’Italia, nelle statistiche internazionali sulla sottorappresentazione delle donne nei luoghi decisionali dell’economia, si colloca ancora in posizioni poco positive, in particolare per opportunità economiche e livelli salariali.
Una maggiore sensibilità politica, rispetto agli anni precedenti, ha reso possibili interventi di straordinaria importanza per la parità e per il contrasto dei tanti gap ancora esistenti tra donne e uomini, compreso l’incremento sostanziale della presenza di donne nei consigli di amministrazione delle società quotate più grandi, grazie anche all’effetto della legge sulle quote. Infatti, a cinque anni dall’approvazione della legge 120/2011, cosiddetta Golfo Mosca, i risultati attesi rispetto a un’equa rappresentanza di genere nei C.d.A. e nei Collegi Sindacali, sono migliori delle aspettative: le donne che esercitano ruoli apicali nelle società quotate sono aumentate significativamente, e anche nel mondo bancario, tradizionalmente tra i meno aperti alla partecipazione delle donne nei vertici, sono stati raggiunti risultati molto positivi.
Non ci sono soltanto aspetti quantitativi, ma anche molti aspetti qualitativi, evidenziati da tutte le ricerche condotte negli ultimi anni, che sottolineano quanto sia prezioso il contributo delle donne nelle imprese e in generale nei sistemi economici. L’ingresso delle donne nei board comporta un abbassamento dell’età media di tutti i componenti, con importanti risultati in termini di ringiovanimento dei Cda e dei vertici aziendali, un aumento generalizzato del livello di istruzione, legato anche al fatto che in tutta Europa le donne si laureano di più e meglio dei propri colleghi uomini, nonché un miglioramento dei criteri manageriali in termini di meritocrazia ed efficienza, a discapito di familismo e clientelismo. Bisogna ribadire che una maggiore presenza di donne nei ruoli decisionali aiuta a far prevalere comportamenti più etici, e che, essendo le donne portatrici di nuovi modelli di organizzazione del lavoro e del management delle risorse umane, il loro contributo rappresenta una ricchezza che ci riguarda tutte e tutti, anche in termini di competitività.
La scelta delle quote è soltanto un esempio, e rappresenta ovviamente solo la parte di un processo, il cui effetto finale deve essere la promozione di politiche di genere che comportino una migliore uguaglianza a tutti i livelli, verso i processi manageriali e poi verso il basso. Sappiamo bene che il problema va affrontato sia dal punto di visto delle regole, delle norme e della loro applicazione, che dal punto di vista culturale. Si tratta di una necessità per la qualità dello sviluppo e della crescita del nostro Paese. È una questione culturale che io rivendico in tutte le scelte da compiere nell’ambito dell’agire politico.
È dunque indispensabile intraprendere ancora molte azioni affinché si condivida, fino in fondo, l’alto valore di una piena condivisione, tra donne e uomini, dell’esercizio di ruoli e funzioni apicali in tutte le nostre imprese.
Dal mio punto di vista, sono orgogliosa di affermare che in questa legislatura di cambiamento molti aspetti positivi hanno finora riguardato la dimensione della parità. Penso alle nostre iniziative legislative per una rappresentanza paritaria, come è stato per la riforma costituzionale e per quella delle leggi elettorali per le elezioni europee, nazionali e regionali; penso al nostro impegno per contrastare e prevenire la violenza di genere e per promuovere l’educazione alla parità e alla non discriminazione; penso ai tanti cambiamenti messi in campo per estendere i diritti a tutte le lavoratrici e per costruire politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia e di condivisione delle responsabilità famigliari. A guidarci deve essere un impegno globale per l’empowerment delle donne come fattore irrinunciabile per un piena cittadinanza, ed è chiaro che questo cambiamento rappresenta una sfida sia per le istituzioni che per il mondo delle imprese, che deve dimostrare di sapersi rinnovare, di saper rendere più flessibili i propri modelli organizzativi per garantire l’inclusione delle donne, facilitarne l’assunzione in ruoli apicali, creare presupposti per un management paritario.
Ecco perché gli argomenti che voi oggi avete scelto di affrontare permettono di rispondere a necessità reali che si pongono e si porranno con sempre maggior urgenza. Insieme ce la possiamo e dobbiamo fare, per questo mi impegnerò a seguire i vostri lavori e i vostri progetti.
Grazie e buon lavoro.

Montebelluna, 26 febbraio 2016

DEF_Invito Progetto Donne e futuro