Il mio commento all’articolo di Pierluigi Battista apparso ieri sul Corriere della Sera sulla necessità urgente di una nuova legge sulle adozioni.

Leggendo, come ogni mattina, le pagine del Corriere della Sera, ho trovato davvero opportuno l’appello alla classe politica di Pierluigi Battista sul tema dei bambini e delle famiglie.

Lo dico perché il fatto che la stepchild sia stata stralciata dal provvedimento sulle unioni civili rappresenta per me, come per tanti in questa Aula, un rinvio doloroso e non semplice da accettare se non in nome dell’esigenza di garantire a migliaia di persone diritti e tutele per il loro amore.

Diritti e tutele che le scelte, ondivaghe e dettate dalla strumentalità, del M5S, come l’ostruzionismo talvolta grottesco delle destre, rischiavano di mettere in discussione in un percorso di Aula che sarebbe stato lungo, pieno di insidie e pericoloso.

Oggi abbiamo finalmente una legge che riconosce diritti finora soltanto sognati in Italia: la possibilità di un’unione riconosciuta dallo Stato, con le conseguenti tutele per i contraenti, la reversibilità della pensione, la possibilità di adottare il cognome del partner, un riconoscimento della vita familiare. Passi avanti importanti nella vita quotidiana di molti, motivo di orgoglio per noi dopo le rinunce, i fallimenti, le delusioni degli ultimi 30 anni.

I richiami all’art 2 e 3 della Carta Costituzionale poi, tracciano un percorso da questa legge verso un’uguaglianza piena che tocca a noi percorrere da oggi, così come il riferimento alle norme e alla giurisprudenza recente rispetto al tema della stepchild, che lascia campo aperto al progressivo allargarsi dell’interpretazione della norma anche a favore delle famiglie arcobaleno.

E’ stata stralciata la stepchild dalla legge, ma l’esigenza di una norma che assicuri diritti e tutele ai bambini e responsabilità chiare alle loro famiglie non è però stralciata dall’agenda politica: resta tra le nostre priorità.

Qualcuno nei mesi scorsi ha accusato il PD di voler dare un bambino a ogni famiglia, noi vogliamo invece dare una famiglia, un contesto di crescita sereno e stabile, ad ogni bambino. Sia figlio di etero o omosessuali.

Discriminare ancora questi bimbi è una violenza e una vergogna di cui una parte della politica la politica oggi si sottrae, e che pesa sulle nostre coscienze. Non possiamo fare finta che il rimando alle responsabilità dei magistrati ci faccia onore: significa aver voltato la testa dall’altra parte, chiamare i Tribunali a supplire al potere legislativo, mettere le famiglie e bambini davanti a percorso giudiziali incerti.

E’ inaccettabile. E quella serietà cui ci chiama Battista deve diventare un impegno del PD e del Governo in primis, ma di tutti coloro che siedono nell’Aula del Senato.

Per questo sono la prima firmataria, assieme ad alcuni colleghi, di un Ordine del Giorno che impegna il Governo a riformare, entro il 2016, la normativa sulle adozioni, e per lo stesso motivo ho anche lavorato per la presentazione del DDL che offre, coerentemente con le indicazioni della giurisprudenza, con la normativa europea, e con le analisi prodotte dalla Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, una base per la nostra discussione.

Oggi in Italia ci sono i bambini figli di omosessuali che sono discriminati, ma ce ne sono anche tanti altri che le norme sulle adozioni costringono alla solitudine o all’instabilità affettiva perché scoraggiano i potenziali adottanti perché troppo rigide e burocratiche.

Serve aprire le adozioni anche a coloro cui oggi sono precluse, dai conviventi stabili, etero o omosessuali che siano, fino ai single; serve sostenere le famiglie che vogliono intraprendere questi percorsi, servono servizi per l’infanzia, norme meno complesse e percorsi più veloci, serve insomma rimettere al centro i bambini e il loro futuro.

Serve laicità, buon senso e la disponibilità a metterci dalla parte degli interessi dei più piccoli, non di nascondersi dietro le proprie convinzioni, perché il bambino deve stare al centro di ogni discussione.

Solo così garantiremo a tutti i piccoli, diritti, stabilità affettiva e la possibilità di crescere in mezzo a persone che gli vogliono bene.