Con un’affluenza del 31,18% il referendum cosiddetto “sulle trivellazioni” non ha visto raggiunto il quorum necessario, e lascia pertanto immutato quanto deciso dal Parlamento sulle scadenze delle concessioni per l’estrazione di gas o petrolio, che resteranno in vigore fino all’esaurimento dei giacimenti in uso.

Va subito detto che i referendum sono momenti di discussione e partecipazione importanti per la vita democratica di un Paese, specialmente per un Paese come il nostro in cui, purtroppo, è ancora grande la distanza tra la politica e i cittadini.

E a proposito di referendum, vale la pena sottolineare il prossimo appuntamento di ottobre, quando gli italiani saranno chiamati ad esprimersi sulla riforma costituzionale portata a termine, dopo anni di tentativi falliti, dal Parlamento. Investire sullo strumento referendario, mettendolo al riparo dagli abusi e aprendolo anche ad elementi propositivi, è anche un modo per ricucire la distanza tra cittadini e politica, per dire che la politica è cosa di tutti che riguarda tutti, per estendere le dimensioni della partecipazione e del coinvolgimento. Anche da queste considerazioni e con questi obiettivi è nata la riforma costituzionale, una riforma che, tra le tante cose, modifica e rafforza proprio gli strumenti della democrazia diretta rendendo vincolante e con tempi certi l’analisi della proposte di legge d’iniziativa popolare, introducendo il referendum propositivo e di indirizzo, aggiornando, per rafforzarne la portata, le norme che regolano quello abrogativo. Passi in avanti importantissimi e attesi anni, di cui poco si parla, ma che offriranno ai cittadini spazi nuovi di partecipazione fino a ieri insperati e apriranno ancora di più le nostre istituzioni alla loro voce.

Per questo credo sia veramente importante accantonare allarmismi ideologici e demagogia. Dopo aver descritto il referendum di due giorni fa come l’occasione per liberare il Paese da chi lo vorrebbe inquinato o dominato da affaristi e petrolieri, saranno in molti a spacciare il prossimo referendum come l’occasione per abolire una riforma che mette in pericolo la nostra democrazia, quando invece rappresenta un’opportunità per migliorare i processi decisionali e gli strumenti della partecipazione e della rappresentanza. Così come la demagogia e la disinformazione non hanno avuto la meglio ora, mi auguro che anche ad ottobre si possa tutti partecipare, liberamente e nella piena consapevolezza, al cambiamento del nostro Paese e al miglioramento della vita di tutti. Nessuno escluso.

I poco più di 13 milioni di italiani che hanno votato Sì e i più di 2 milioni che hanno votato No meritano il pieno rispetto di tutti, a cominciare dalle istituzioni, così come lo meritano coloro che, non recandosi al voto, hanno scelto di esprimere la propria contrarietà al quesito referendario in altro modo, un modo comunque legittimo trattandosi di un referendum che prevedeva il quorum e che il Pd ha scelto come indicazione di voto. L’astensione, peraltro, proprio in quanto strumento anch’esso di espressione di voto nei quesiti referendari, in passato è stata sostenuta anche da molti tra coloro che in questi giorni hanno ritenuto una gravità l’invito del premier Renzi o del Presidente emerito Giorgio Napolitano a non recarsi al voto. Sono stati in molti, purtroppo, specialmente sui social network, a usare contro di loro linguaggi impropri e non poco offensivi, certamente poco utili ai cittadini per fare propria una posizione nel merito e chiarire a tutti quale fosse la reale posta in gioco.

Ma non si può dire che in questo referendum non ci siano vinti né vincitori. I vinti, schierati per il Sì, farebbero bene a riflettere sul grave errore che alcuni media e alcune forze politiche hanno compiuto trasformando questo referendum in un test politico sulla politica energetica o, cosa ancora peggiore, sul governo, su Renzi e sulla legislatura in corso. Sono incomprensibili gli atteggiamenti di chi, anche nel Partito Democratico e con importanti incarichi regionali, ha voluto strumentalizzare il referendum cavalcando a tutti i costi la campagna per il Sì per esigenze personali e rivendicazioni particolari. Un autolesionismo che il PD e l’Italia non meritano.

Era importante stare al merito delle cose e comprendere che non si poteva dare a questo quesito un significato che non aveva. Con uno schieramento per il Sì che andava da alcuni democratici alla Lega, dal M5S a partiti di destra ed estrema destra, l’esito di questo appuntamento non era poi così scontato, e la loro sconfitta ravviva l’idea di un’Italia che crede veramente di poter voltare pagina davanti al falso binomio “ambiente o lavoro” che ci siamo portati dietro per tanti anni. Ora è più chiaro a tutte e tutti che il problema non può essere mai “ambiente o lavoro”, ma “ambiente e lavoro”, e questa legislatura ha certamente contribuito a rendere il nostro Paese ancora più avanzato sul piano della tutela del nostro ecosistema e degli investimenti sulle energie rinnovabili.

Non è stato un referendum contro le trivellazioni o che avrebbe potuto portare ad una svolta ambientale del nostro modello produttivo: la norma che si intendeva abrogare prevedeva solo che le concessioni per le trivellazioni già in atto fossero prorogate non temporalmente ma fino all’esaurimento del giacimento. La maggior parte delle piattaforme coinvolte estraggono gas naturale, la più pulita delle fonti fossili, che è individuata come necessaria alla transizione in tutti gli scenari di riconversione elaborati dalle agenzie internazionali per l’ambiente, risorse che altrimenti andrebbero importate dall’estero con un aggravio di costo e anche di carico ambientale, che fa il pari con i benefici che ne avremmo.

Le modifiche introdotte allo Sblocca Italia, che hanno accolto, secondo me giustamente, gran parte delle richieste dei comitati referendari e delle Regioni che li avevano promossi (i quesiti sarebbero dovuti essere 6, ma 5 sono stati superati grazie alle recenti norme approvate in Parlamento) hanno dato bene l’idea di un cambio di rotta nelle strategie del Governo e questo è senz’altro una vittoria per chi tiene all’ambiente nel nostro Paese. Abbiamo ora normative sull’estrazione che sono tra le più avanzate d’Europa, per questo bisogna continuare a investire sulla tutela dell’ambiente e sulle grandi opportunità occupazionali che le energie rinnovabili possono offrire nei prossimi decenni, nel solco degli impegni presi alla Cop21 di Parigi. Senza inutili polemiche e senza dividere gli italiani con scontri ideologici che non fanno bene a nessuno.
Grazie

Più in basso trovate, e troverete ogni settimana, il racconto delle cose accadute in Aula e nell’azione di Governo, le cose che ho seguito direttamente, le prossime scadenze, i miei impegni fuori dal Senato e in Toscana.
Qui trovate il calendario con i miei prossimi appuntamenti.
 

in Senato


Nella seduta pomeridiana di mercoledì 13 aprile, il Senato ha dato il via libera definitivo al ddl n. 2312, di ratifica ed esecuzione di accordi in materia ambientale.

Martedì 12 aprile, è stato approvato l’ordine del giorno unitario n. 1 e la mozione n. 552 (Testo 2) del sen. Panizza, a conclusione della discussione di mozioni sulla sottrazione internazionale di minori.

Nello stesso giorno, al termine della discussione di mozioni sulla stabilizzazione degli ecobonus, l’Aula ha approvato un testo di indirizzo unitario che impegna il Governo a stabilizzare l’agevolazione del 65 per cento nel triennio 2017-2019.

L’Aula ha approvato, nella seduta di mercoledì 13 aprile, la mozione del PD sulla parziale privatizzazione di Ferrovie dello Stato Italiane e, con una modifica, la mozione di Forza Italia.

Commissioni
La COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI ha iniziato la trattazione dell’A.S. n. 2258 e connessi, in materia di conflitti di interessi, mentre il 13 è stato incardinato il ddl n. 2271 – già approvato dalla Camera – e connessi, riguardante il settore dell’ editoria.

Nella seduta del 13 aprile è stato fissato alle ore 13 del 27 aprile termine per la presentazione di emendamenti al ddl n. 2092, recante disposizioni in materia di cittadinanza, mentre per l’A.S. 1522, in materia di attività di rappresentanza interessi, tale termine scadrà alle ore 13 di giovedì 21.

La COMMISSIONE ISTRUZIONE, martedì 12 aprile, ha proseguito l’esame congiunto dei disegni di legge nn. 649 e 1835, ai quali è stato abbinato anche il disegno di legge n. 2287, in materia di disciplina del cinema, dell’audiovisivo e dello spettacolo.

Nella seduta del 12 aprile, la COMMISSIONE LAVORI PUBBLICI ha proseguito l’esame del ddl n. 1638, di riforma del codice della strada, già approvato dalla Camera dei deputati, fissando un nuovo termine per la presentazione di ulteriori emendamenti per giovedì 21 aprile alle ore 12.

La COMMISSIONE AGRICOLTURA, martedì 12 aprile, ha proseguito l’esame del ddl n. 1328-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati, sulla competitività del settore agricolo.
Con la relazione della senatrice Bertuzzi, è stato incardinato il provvedimento concernente la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi ( A.S. 2290).

La COMMISSIONE INDUSTRIA, mercoledì 13 aprile, ha avviato l’esame dei ddl nn. 2188 e 2130, sul contrasto alle false cooperative.

La COMMISSIONE POLITICHE UE, mercoledì 13 aprile, ha licenziato per l’Aula il disegno di legge europea 2015 (ddl n. 2228).

Altre notizie
Il Presidente del Senato, Pietro Grasso, martedì 12 aprile, è intervenuto nella Sala Caduti di Nassirya alla presentazione del Master in Analisi e Valutazione delle Politiche Pubbliche, primo esempio di formazione universitaria di alto livello che nasce dalla collaborazione del Senato della Repubblica e della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e Province autonome con l’Università Ca’ Foscari Venezia, e con importanti realtà del settore: l’Istituto per la ricerca valutativa sulle politiche pubbliche della Fondazione Bruno Kessler e l’Associazione per lo sviluppo della valutazione e l’analisi delle politiche pubbliche.

Il Senato della Repubblica ha avviato un progetto di collaborazione istituzionale e di formazione sul linguaggio giuridico e la scrittura delle leggi. “Le parole giuste. Scrittura tecnica e cultura linguistica per il buon funzionamento della pubblica amministrazione e della giustizia”. Questo il titolo del convegno che si è tenuto giovedì 14 aprile, nella Sala Koch di Palazzo Madama. Hanno aperto i lavori il Presidente del Senato, Pietro Grasso, e il Rettore dell’Università di Pavia, Fabio Rugge.

 

dalla Camera


Martedì 12 aprile la Camera, con 361 voti favorevoli e 7 contrari (le opposizioni non hanno partecipato al voto),  ha approvato in via definitiva, in seconda deliberazione e a maggioranza assoluta dei suoi componenti,  il disegno di legge costituzionale ( C. 2613-D) Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione.

Come ho avuto modo di dichiarare, “la riforma costituzionale votata oggi, nel nuovo e ultimo passaggio alla Camera, rappresenta l’esito di un ampio confronto, una prova impegnativa con cui il Parlamento ha deciso, dopo anni di tentativi falliti, di innovare aspetti fondamentali per la nostra democrazia: ora la parola passa ai cittadini, e mi auguro ci sia modo di valorizzare, nel dibattito pubblico, i tanti aspetti positivi che un simile cambiamento comporta per il nostro sistema parlamentare.”

 

ho Firmato


Un’ interrogazione a risposta scritta sul ritardo, nonostante tutte le procedure espletate, nell’apertura della prima casa famiglia per detenute madri a Roma.
In particolare, si chiede di sapere:
  • quali siano le ragioni del ritardo nell’apertura della casa famiglia, essendo passati oltre 4 mesi dalla data indicata dall’assessore Danese e dal capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, in sede di sopralluogo, ed essendo stati stabiliti e assicurati, in quella data, tutti i passaggi necessari, affinché si procedesse in breve tempo;
  • quali azioni i Ministri in indirizzo intendano intraprendere affinché il prefetto Tronca, commissario straordinario di Roma capitale, dia immediatamente seguito all’apertura della casa famiglia, come stabilito dall’amministrazione di Roma capitale nei mesi precedenti, e consenta il trasferimento dal carcere di Rebibbia di circa 10 bambini, attualmente reclusi, insieme alle loro madri.
 

temi della settimana


Governo
Si è tenuto venerdì 15 aprile il Consiglio dei Ministri, con all’OdG, tra gli altri, l’approvazione in esame definitivo del nuovo Codice degli Appalti.
Con questo atto, il Governo recepisce in un unico decreto, passando dagli oltre 2.000 articoli del vecchio codice agli attuali poco superiori ai 200, le direttive appalti pubblici e concessioni e riordina la disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture e contratti di concessione, esercitando così la delega e recependo le direttive europee nei tempi previsti al passo con gli altri paesi europei.
Per conoscere nel dettaglio le misure adottate nel Consiglio, potete consultare il comunicato stampa.
 

in evidenza – rassegna


Lunedì 18 aprile sono stata tra i relatori del Seminario di presentazione del libro di Luigi Burroni “Capitalismi a confronto. Istituzioni e regolazione dell’economia nei paesi europei”
Sarà presente l’autore.

Venerdì 15 aprile sono stata a Milano per partecipare al Convegno “Dopo Expo: eredità e prospettive” 

Nel pomeriggio sono stata a Formia, dove ho partecipato alla presentazione del libro Federica Di Sarcina “Cultura di genere e politiche di pari opportunità. Il gender mainstreaming alla prova tra UE e Mediterraneo”

Mercoledì 13 aprile sono stata tra le relatrici del convegno dal titolo “Mai così tante donne in Parlamento, mai così silente la differenza sessuale come differenza politica?”.
Con me le altre autrici dei contributi del libro “L’androgino tra noi”, edito da Ediesse nella collana “Sessismo e razzismo”. L’incontro è stato introdotto da Michela Marzano e coordinato da Isabella Peretti e Vittoria Tola.

Nel pomeriggio, insieme a  Lorenza Bonaccorsi e Alessia Rotta , abbiamo discusso il tema “Un nuovo patto politico e istituzionale. Il referendum per la nuova costituzione.”, nell’ incontro organizzato dal circolo PD di Donna Olimpia – Miriam Mafai.

Il mio impegno oggi in Senato, le battaglie politiche della mia vita. La mia intervista sul numero di Aprile di Fashion News Magazine.

È morto lo scorso 13 aprile Pietro Pinna, il primo italiano ad aver rifiutato di prestare servizio militare per principi di nonviolenza e non religiosi. Con il suo esempio è stato un punto di riferimento per la coscienza civile di molte generazioni di italiani.