Abbiamo ricordato in questo 25 aprile il 71° anniversario della Liberazione, una ricorrenza fondamentale per valorizzare un momento storico in cui la fine della guerra, dell’occupazione nazifascista, della dittatura, segnarono la nascita delle radici del nostro Stato di diritto. Si tratta di una giornata di festa, una ricorrenza che riguarda tutti perché la Liberazione fu un momento di riunificazione del nostro Paese che inaugurò il cammino verso un’Italia libera e democratica, un insieme di eventi che restituì alle italiane e agli italiani il senso di essere una sola comunità. Che fossero cattolici, comunisti, liberali, socialisti, azionisti, i partigiani e le partigiane scelsero di battersi insieme per un solo orizzonte: l’orizzonte comune, l’Italia, la libertà per tutte e tutti. Per questo onorarne la memoria non è mai un esercizio puramente retorico, ma un’occasione per far pulsare il cuore della nostra identità.
Quest’anno, la Festa del 25 aprile ha assunto un significato ancora più profondo perché legato alla ricorrenza dei 70 anni della nascita della Repubblica e del riconoscimento del diritto di voto alle donne, anch’esso faticosamente conquistato dopo anni di lotte e diritti negati. Il contributo delle donne alla Resistenza, a lungo sottovalutato nella ricerca storiografica e nel dibattito pubblico, oggi è riconosciuto e ben evidenziato nelle tante storie che ci parlano delle staffette partigiane, oppure delle donne che costrette dagli eventi si armarono per sabotare le azioni degli occupanti, e anche delle tante donne che rimaste lontane dai propri mariti, compagni e fratelli impegnati in guerra, seppero condurre una vita da protagoniste nel tessuto sociale di quel tempo. Sono queste storie che intrecciate tra loro fanno la Storia, quella con la “s” maiuscola. Dal 1943, dalla formazione dei primi Gruppi di Difesa della Donna per l’assistenza ai combattenti della libertà, alla lotta di Liberazione le donne affiancarono le istanze dell’emancipazione e della partecipazione. I GDD organizzarono la Resistenza nelle fabbriche, negli uffici, nelle campagne, e seppero svolgere un ruolo determinante nel sostenere i partigiani e le loro famiglie. Lo ha ricordato bene lo scorso anno Marisa Rodano, intervenendo alla Camera per i 70 anni della Liberazione: “Per unanime riconoscimento sia del CLN che degli stessi comandi nazisti, senza la partecipazione di massa delle donne, compresa quella alla lotta armata, la lotta di Liberazione non sarebbe stata vittoriosa”.
Sappiamo che da quelle esperienze uscirono rafforzati l’associazionismo femminile e quei valori di eguaglianza e solidarietà che ritroviamo nella nostra Carta, nei suoi princìpi di non discriminazione, di libertà di culto e di pensiero, di parità tra donne e uomini nel lavoro, nell’accesso agli incarichi pubblici e nella partecipazione, di tutela della maternità, dell’infanzia e della gioventù, di ripudio della guerra. Sono princìpi che ci chiariscono che dalla Resistenza nacque un nuovo modo di sentire, pensare ed agire per la tutela dei diritti umani, una cultura in grado di sostenere la realizzazione della persona e della sua dignità, e credo che questo sia il messaggio più prezioso che si possa condividere, in questo momento storico, con le giovani generazioni, un messaggio di unità e di pace, di speranza verso il futuro.
Per questo ho trovato vergognoso che come in ogni 25 aprile, purtroppo, anche quest’anno non siano mancate provocazioni e aggressioni in grado di offendere pesantemente la ricorrenza stessa e i valori che rappresenta. In passato, soprattutto quando c’era la destra al governo, la ricorrenza è stata definita da alcuni esponenti come una festa di parte, e non sono mancati amministratori che si rifiutavano di festeggiarla, auspicando che questa giornata venisse eliminata dal nostro calendario. Un clima simile lo abbiamo visto negli slogan di Salvini, che dopo aver etichettato l’antifascismo come “qualcosa di superato, da libri di storia”, quest’anno ha tentato di macchiare questa festa nazionale con l’onta della proposta di una manifestazione leghista contro il Governo, ed è stato capace di definire il Presidente Mattarella, la Presidente Boldrini e il Premier Renzi come dei “traditori, complici e finanziatori di una nuova occupazione straniera, servi di una Unione Europea che ci sta rubando lavoro, diritti, sicurezza e speranza nel futuro”. Parole gravemente offensive, appartenenti al linguaggio tipico di chi, oltre a non avere il benché minimo rispetto delle persone e delle istituzioni che rappresentano, cerca di distinguersi promuovendo l’Europa dei muri davanti ai drammi delle famiglie in fuga da guerre e persecuzioni, dimostrando di avere come unico talento la capacità di sfruttare la paura e la disinformazione come strumenti di propaganda e marketing elettorale. Dal canto loro, anche molti esponenti del M5S hanno dimostrato di non essere poi tanto sensibili ai contenuti di questa ricorrenza, scegliendo nella maggior parte dei casi di festeggiarla come manifestazione collaterale ad altre iniziative, senza un reale impegno di condivisione della memoria della lotta partigiana. Né sono mancate le solite provocazioni dei movimenti neofascisti, che sistematicamente offendono i luoghi della memoria e promuovono razzismi e violenze di ogni tipo. Certo, la mancanza di rispetto verso questa festa nazionale è frutto di una profonda ignoranza su ciò che è stato, ma anche di una cultura negazionista e revisionista ben organizzata su cui presto, spero, interverremo anche in Parlamento, portando avanti ad esempio le nostre proposte legislative che aggiornano le norme sull’apologia del fascismo.
Per quanto mi riguarda credo sia fondamentale continuare a guardare a questa festa come alla festa di tutti e per tutti, per un ricordo che è anche un esserci qui e ora, un guardare al futuro nella piena consapevolezza di quanto faticosa sia stata la costruzione della pace, della democrazia, della libertà. Il 25 aprile rimarrà segnato in rosso sul nostro calendario, e continuerà a rappresentare una splendida occasione per ringraziare ed onorare coloro che lottarono e morirono per tutte e tutti noi, consegnandoci una promessa di libertà, solidarietà ed eguaglianza che ora dobbiamo alle giovani generazioni.
 

in Senato


L’Assemblea di Palazzo Madama, nella seduta del 19 aprile, al termine di due distinte votazioni nominali con appello, ha respinto le mozioni di sfiducia al Governo n. 551 della senatrice Catalfo ed altri e n. 554, presentata dai sen. Paolo Romani, Centinaio, Bonfrisco ed altri.

Giovedì 21 aprile, nella seduta antimeridiana, il Senato ha approvato, con modifiche, il ddl n. 1949, di ratifica della Convenzione fatta a Bruxelles il 29 maggio 2000 e delega al Governo per la riforma del libro XI del codice di procedura penale; il provvedimento torna alla Camera.

Nella seduta antimeridiana del 20 aprile, in Aula sono state approvate ratifiche di accordi internazionali e, in prima lettura, le “Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l’Istituto buddista italiano Soka Gakkai, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione” (ddl n. 2192).

Commissioni
La COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI, mercoledì 20 aprile, ha espresso parere favorevole con condizioni e osservazioni sullo schema di decreto legislativo n. 267, recante revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza.
In relazione all’esame del disegno di legge n. 1522, in materia di attività di rappresentanza interessi, ha prorogato il termine per la presentazione di eventuali emendamenti alle ore 13 di mercoledì 27 aprile.

Giovedì 21 aprile, in COMMISSIONE GIUSTIZIA, terminata la discussione generale, è stato conferito mandato ai correlatori, sen. Casson e sen. Cucca, di predisporre un testo unificato sul ddl n. 2067 e connessi, riguardante modifiche al codice penale e al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario, già approvato dalla Camera dei deputati.
È inoltre proseguita (seduta del 21 aprile) la discussione dei ddl n. 1627 (già approvato dalla Camera) e connesso, sull’introduzione nel codice penale del reato di inquinamento processuale e depistaggio; è stato adottato come testo base il testo unificato proposto dal relatore, sen. Casson, nella seduta del 13 aprile e fissato il termine per la presentazione degli emendamenti per le ore 12 di lunedì 2 maggio.
La Commissione ha altresì proseguito il vaglio del ddl n. 54-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati, in materia di reato di negazionismo (sedute del 19 e 21 aprile).
Nella seduta del 21 aprile è stato infine incardinato l’A.S. n. 2134 e connessi ( Codice antimafia).
Lunedì 18 e martedì 19 aprile, nelle COMMISSIONI BILANCIO DI SENATO E CAMERA, in seduta congiunta, si sono svolte le audizioni preliminari sul Documento di Economia e Finanza 2016 (Doc. LVII, n. 4).

La COMMISSIONE FINANZE, ha proseguito l’esame dell’Atto Senato n. 57, sulle misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo.

La COMMISSIONE ISTRUZIONE, mercoledì 20 aprile, ha proseguito l’esame del ddl n. 2299, di conversione del decreto-legge n. 42 ( funzionalità del sistema scolastico e della ricerca).

Nella stessa seduta, ha adottato come testo base il ddl n. 2287 sulla disciplina del cinema, dell’audiovisivo e dello spettacolo, e fissato il termine per la presentazione degli emendamenti per le ore 12 del 28 aprile.
Martedì 19 e mercoledì 20, la COMMISSIONE LAVORO ha proseguito l’esame del ddl n. 2232 (già approvato dalla Camera) e connesso, sull’ assistenza ai disabili gravi.

 

dalla Camera


Martedì 19 aprile la Camera, dopo aver respinto la questione pregiudiziale per motivi di costituzionalità Pellegrino ed altri n. 1, ha proseguito l’esame della proposta di legge: Princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque ( C. 2212-A).che è stata approvata il girono successivo.

 

ho Firmato


Un’interrogazione urgente a risposta orale ai Ministri della salute e della giustizia sull’applicazione della Legge 194 in particolare riguardo all’interruzione di Gravidanza, a seguito anche dell’ulteriore richiamo de Consiglio d’Europa all’Italia. Nell’interrogazione si chiede di sapere:
  • se il Ministro della salute non ritenga di dover intervenire, con la massima urgenza, al fine di garantire la piena applicazione della legge n. 194 del 1978 sull’intero territorio nazionale, nel rispetto del principio di autodeterminazione della libertà delle donne in materia di maternità responsabile e del riconoscimento della libera scelta e del diritto alla salute delle donne, assumendo tutte le iniziative necessarie, nell’ambito delle proprie competenze, finalizzate anche all’assunzione di personale non obiettore, al fine di garantire il servizio di interruzione volontaria di gravidanza;
  • se, in particolare, il Ministro della giustizia non intenda intraprendere, con la massima sollecitudine, le necessarie iniziative, al fine di modificare la misura della sanzione amministrativa pecuniaria inflitta alla donna che ricorra, nei primi 3 mesi, ad interruzione volontaria della gravidanza in violazione delle disposizioni di cui agli articoli 5 o 8 della legge n. 194 del 1978, stanti le evidenti criticità del quadro italiano.

 

temi della settimana


Il valore del Made In Italy sostenibile
È questo il titolo del convegno che abbiamo tenuto martedì 19, qui in Senato, in cui abbiamo presentato le linee guida per una filiera produttiva che rispetti persone e ambiente.
La Camera Nazionale della Moda Italiana ha tracciato il percorso della sostenibilità con le “Linee Guida sui requisiti eco-tossicologici per gli articoli di abbigliamento, pelletteria, calzature e accessori”, a servizio della filiera e volte alla progressiva riduzione dell’utilizzo di gruppi di sostanze chimiche nella filiera.
Le linee guida sono state realizzate con la collaborazione di Sistema Moda Italia, Federchimica ed UNIC e frutto del lavoro del Tavolo di Lavoro per la Sostenibilità di Camera Nazionale della Moda Italiana di cui fanno parte, tra gli altri, Ermenegildo Zegna, Gianni Versace, Giorgio Armani, Gucci, Loro Piana, OTB, Prada, Salvatore Ferragamo, Valentino e in cui Tessile e Salute svolge il ruolo di referente tecnico.
Questo documento rappresenta solo l’inizio di un percorso che la Camera Nazionale della Moda Italiana, i suoi Associati e gli altri partecipanti al progetto vogliono intraprendere nei prossimi anni, per il raggiungimento dei più alti standard di sostenibilità, attraverso una stretta collaborazione con tutta la filiera.
Se ne parla in questo articolo del Corriere della Sera.
In questo video, l’intervento di Carlo Calenda, Rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea.
Il convegno è stato anche trasmesso integralmente da Gr Rai Parlamento.

25 aprile
“Noi che siamo usciti dalla guerra di liberazione, che abbiamo compreso faticosamente e duramente ed a nostre spese che cos’era il Fascismo, noi che abbiamo vissuto la lotta di liberazione nazionale in maniera tragica e che abbiamo imparato a conoscere l’eroismo dell’antifascismo solo attraverso l’esempio glorioso dei suoi esponenti, perché dovremmo mancare a questo nostro compito verso le nuove generazioni? Perché non dovremmo insegnare loro quale rovina ha rappresentato il Fascismo per il nostro paese, per le famiglie italiane, per la gioventù stessa, e quale gloria vi è nella tradizione dell’antifascismo italiano la cui opera è sfociata appunto nella guerra di liberazione?”. Con queste parole di Nilde Iotti inizia il mio articolo uscito il 25 aprile su l’Unità.
Come ho voluto precisare nel corso della giornata, a causa di alcuni eventi e dichiarazioni, il 25 aprile è una giornata di festa, una ricorrenza che riguarda tutti perché la Liberazione restituì dignità al nostro Paese e inaugurò il cammino verso un’Italia libera e democratica, per questo trovo vergognoso che si possa usarne il significato per aggressioni e provocazioni.

 

in evidenza – rassegna


Martedì 26 aprile sono stata all’Università Roma Tre per premiare i vincitori del III concorso nazionale Sulle vie della parità promosso e organizzato da Toponomastica Femminile.

Sabato 23 aprile sono stata a Napoli per parlare al convegno Riflessioni sulle Unioni Civili e le convivenze di fatto, organizzato da alcune realtà dell’associazionismo cattolico.

Tra i relatori, il cardinale CRESCENZIO SEPE (Arcivescovo di Napoli), l’Avv. ARMANDO ROSSI (Presidente Ordine Avvocati di Napoli), prof. Avv. ANTONIO PALMA (Presidente Scienza e vita – Napoli), il Senatore Lucio Romano, l’Avv. Mario Di Costanzo (Responsabile per la formazione sociopolitica della Diocesi di Napoli), il Prof. ALDO BOVA (Presidente Nazionale Forum sociosanitario di ispirazione cristiana). Qui il servizio televisivo di una emittente locale e qui alcune foto dell’evento.

Venerdì 22 aprile ho partecipato al convegno “Donne e violenza domestica: la vita oltre la denuncia”, promosso dalla Fondazione Ana Bella Italia per presentare il loro progetto mirato all’empowerment delle donne vittime di violenze ad al loro reinserimento lavorativo.

Giovedì 21 aprile, in mattinata, sono stata a Carpi per il convegno organizzato da CNA Federmoda “Cucire, Tramare, Ordire, Tessere, Formare… Etica!”, quest’anno incentrato in particolare sulla presentazione del protocollo d’intesa MIUR-CNA Federmoda.

Nel pomeriggio sono poi stata a Trento, per partecipare all’iniziativa, promossa dalla CGIL locale, “Le resistenti: la libertà e i diritti nascono con la Resistenza” ne ho parlatocon Lidia Menapace e Luisella Costamagna. Un bel resoconto in questo articolo.

Mercoledì 20 aprile, su invito della Fondazione Bellisario, ho partecipato alla presentazione del libro di Bruno Vespa Donne d’Italia.

Martedì 19, nel pomeriggio, ho partecipato alla conferenza stampa di presentazione della prima area di farmacologia clinica di genere all’interno del polo Donna del Policlinico Gemelli, promossa da IrisRoma onlus.