Si svolgerà oggi il summit di lancio di “United State of Women”, vertice  convocato dalla Casa Bianca per discutere con tante donne e ragazze delle questioni chiave dell’uguaglianza di genere. I temi del summit saranno sei: empowerment economico, salute e benessere, educazione, violenza di genere, imprenditoria e innovazione, leadership e impegno civico. La qualità degli interventi previsti e dei temi scelti sono abbastanza elevati da far ritenere questo un evento fondamentale per orientare l’agenda politica internazionale, anche in coincidenza della chiusura odierna delle primarie democratiche, con cui Hillary Clinton ha ottenuto la nomination diventando, se confermata dalla convention democratica di luglio, la prima donna candidata alla Presidenza degli Usa. Nel suo impegno costante per le donne e con le donne questi temi sono stati centrali, e ora dovrà saperli ribadire con forza nella sfida contro un Donald Trump sempre più razzista, sessista e grottesco, inviso anche a molti uomini – e molti repubblicani, c’é da auspicare – per aver fatto della battuta misogina una costante della sua strategia comunicativa, un personaggio capace di usare strumentalmente per fini elettorali persino una tragedia come quella di Orlando, mascherando che il clima di odio e intolleranza verso le minoranze che la sua campagna contribuisce a creare è lo stesso che si riversa poi anche contro la comunità lgbt.

“Dobbiamo essere noi, insieme, a spingere i Governi ed i Parlamenti a proseguire celermente sulla strada della realizzazione piena della libertà femminile, della rimozione degli ostacoli e delle discriminazioni che a tutt’oggi non la rendono possibile”. Queste parole Hillary Clinton le pronunciò nel 1995 a Pechino in  occasione della Quarta Conferenza Mondiale delle Donne, e segnarono l’inizio di un percorso globale verso concreti obiettivi di sviluppo, uguaglianza e contrasto della violenza di genere, oggi raggiunti solo parzialmente, a macchia di leopardo e con grande ritardo.

Ora non sappiamo precisamente quanto consenso riuscirà ad ottenere Hillary, quel che sappiamo è che il voto delle donne lo merita perché lo ha conquistato sul campo con il suo lungo impegno e con la sua ultima campagna, fortemente orientata a contrastare le diseguaglianze. Come ha affermato alla New School di New York, quasi un anno fa: “Retribuzione equa e tempi di lavoro programmabili, congedo parentale retribuito e giorni di malattia guadagnati e asili nido sono essenziali per la nostra competitività e crescita; facciamo in modo, una volta per tutte, che i diritti umani siano diritti delle donne e che i diritti delle donne siano diritti umani”. Sono parole che racchiudono in estrema sintesi alcuni degli obiettivi fondamentali della sua corsa alla Casa Bianca, e meritano molta attenzione.

Il risultato appena raggiunto, Hillary Clinton lo ha coltivato convivendo spesso con l’ingenerosa e ricorrente etichetta di “first lady” e “moglie di”, nonostante il suo curriculum e il suo operato come avvocata, come donna impegnata in difficili riforme e in tante battaglie in nome della parità e dei diritti civili, come Senatrice eletta due volte, come Segretaria di Stato.

C’é chi la ritiene troppo poco giovane, eppure Sanders e l’avversario Trump hanno più anni di lei. E poi c’é chi la identifica con l’establishment, dimenticando che dall’altra parte il magnate repubblicano è riuscito a promuoversi come provocatore e outsiders rappresentando in realtà la parte peggiore dei poteri forti, quella dell’antipolitica, delle lobby delle armi e dell’avversione contro tutto ciò che è pubblico. Per questo oggi Hillary merita il consenso di tutti i democratici che credono veramente nel cambiamento e nel progresso, e la fiducia che riuscirà a raccogliere da donne e uomini d’America non andrà sottovalutata.

“Questa vittoria non riguarda una persona, ma appartiene a generazioni di donne che hanno combattuto, si sono sacrificate, e hanno reso questo momento possibile”, ha detto parlando a Brooklyn, ed è vero. C’é da aggiungere che la sua candidatura giunge dopo il primo Presidente afroamericano e dopo un’intensa competizione con Bernie Sanders, per cui dovrà dimostrare di saper portare avanti le cose migliori intraprese dal primo e di saper recepire le proposte più avanzate di cui è stato capace il secondo, soprattutto in tema di diseguaglianze. Poi a fare la storia saranno lei e tutti coloro che avranno creduto veramente nelle sue scelte di donna progressista e democratica, nelle sue competenze e nella sua leadership femminile globale.
Grazie.

in Senato


Nella seduta antimeridiana di mercoledì 8 giugno il Senato ha approvato, con modifiche, il ddl n. 1932, sul contrasto alle intimidazioni ai danni degli amministratori locali, che passa alla Camera per la seconda lettura.

L’Aula di Palazzo Madama, nella seduta di giovedì 9 giugno, ha rinnovato la fiducia al Governo approvando l’ emendamento interamente sostitutivo del ddl n. 2362 di conversione del decreto-legge n. 59, recante disposizioni in materia di procedure esecutive e per investitori in banche in liquidazione, sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia. La parola passa ora all’altro ramo del Parlamento.
Martedì 7 giugno, in apertura di seduta, il Presidente Grasso ha commemorato Giorgio Albertazzi, invitando l’Aula ad osservare un minuto di silenzio.


Commissioni
In COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI, è proseguita la trattazione del ddl n. 1522 e connessi, recante disposizioni in materia di rappresentanza di interessi presso i decisori pubblici.

La Commissione ha poi espresso, nella seduta del 7 giugno, parere favorevole con condizioni e osservazioni sullo schema di decreto legislativo in materia di conferenza dei servizi (A.G. n. 293).
Con la relazione della senatrice Cirinnà, mercoledì 8 giugno, la COMMISSIONE GIUSTIZIA ha avviato l’esame congiunto dei ddl n. 1978 e n. 1765, sull’accesso alle informazioni sulle origini del figlio non riconosciuto alla nascita.

Giovedì 9 giugno la COMMISSIONE ESTERI ha conferito alla relatrice, sen. Fattorini, il mandato a riferire favorevolmente all’Assemblea sul ddl n. 2309, già approvato dalla Camera dei deputati, di ratifica della Convenzione tra l’Italia e la Santa Sede in materia fiscale.

In COMMISSIONE AGRICOLTURA martedì 7 giugno è proseguita la trattazione dei ddl n. 2217 e n. 2119, sul contrasto allo sfruttamento del lavoro in agricoltura.
Mercoledì 8 giugno, è proseguito l’esame dei ddl n. 2290 e n. 2320, in materia di sprechi alimentari, con l’adozione del ddl n. 2290 come testo base e la fissazione del termine di emendamenti e ordini del giorno alle ore 10 del 23 giugno.

La COMMISSIONE SANITÀ, mercoledì 8 e giovedì 9 giugno, ha proseguito la discussione del ddl n. 2224 e connessi, in materia di responsabilità professionale del personale sanitario.

Parere favorevole con osservazioni è stato formulato dalla COMMISSIONE PER LA SEMPLIFICAZIONE, martedì 7 giugno, su due schemi di decreto legislativo recanti norme per il riordino della disciplina in materia di conferenza di servizi (A.G. n. 293) e sul licenziamento disciplinare (A.G. n. 292).

La COMMISSIONE INFANZIA, nella seduta di mercoledì 8 giugno, ha deliberato lo svolgimento dell’indagine conoscitiva sulla tutela della salute psicofisica dei minori.

 
dalla Camera


Mercoledì 8 giugno la Camera ha approvato il testo unificato delle proposte di legge: Disposizioni in materia di partiti politici. Norme per favorire la trasparenza e la partecipazione democratica ( C. 2839-A e abb.). Il provvedimento è passato all’esame del Senato.

È stata approvata in via definitiva la proposta di legge: Modifica all’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, in materia di contrasto e repressione dei crimini di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale (Approvata dal Senato, modificata dalla Camera e nuovamente modificata dal Senato) ( C. 2874-B).

 

temi della settimana


Violenza maschile sulle donne. Mobilitiamoci, impegniamoci tutti
Le vicende di questi ultimi giorni, rimettono in primo piano la violenza maschile sulle donne.
Come ho già detto in tante, troppe, occasioni, occorre che lavoriamo tutti e tutte, uomini e donne, per colpire alla radice questo fenomeno.
In un articolo per l’Unità, ho proposto un mio personale decalogo:

  1. La violenza sessuale e i femminicidi non sono una “questione femminile”, ma un problema di cui tutte e tutti dobbiamo farci carico. Ed è decisiva la scelta che faranno gli uomini.
  2. La prima scelta è la prevenzione, che significa innanzitutto scardinare una cultura patriarcale che “permette” ancora a troppi uomini di considerare le donne una loro proprietà – che possono eliminare nel peggiore dei casi, “tutelare” e “proteggere” nei migliori.
  3. Prevenzione significa poi rafforzare le bambine, le donne, le ragazze, garantendo le loro libertà di scelta e offrendo loro una pluralità di modelli di vita da scegliere autonomamente.
  4. Per questo, è necessario sconfiggere gli stereotipi sessuali, i pregiudizi, in primo luogo rendendo operativa l’educazione alla parita’ tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni prevista dalla legge n. 107/2015 sulla “Buona scuola”.
  5. Gli stereotipi si annidano ovunque, non solo nei libri di testo: l’industria culturale e i media devono essere capaci di trasformare immagini e narrazioni dei due sessi per favorire relazioni libere, basate sul rispetto reciproco e paritarie.
  6. La tradizionale divisione dei ruoli sessuali nel lavoro domestico e di cura non regge più, non solo perché sono sempre più numerose le donne che lavorano, ma perché i ruoli stereotipati limitano l’autonomia e la libertà delle donne e delle bambine. Serve una condivisione reale degli uomini alle responsabilità dei lavori di cura e domestici.
  7. Autonomia e libertà, in età adulta, significano lavoro e indipendenza economica. È dunque necessario superare tutte le discriminazioni sessuali ancora presenti nel mondo del lavoro ed eliminare il divario salariale di genere.
  8. Alle vittime di violenza va dato tutto il sostegno possibile, garantendo il funzionamento dei centri antiviolenza, un’assistenza sanitaria sensibile al genere e un sistema di pubblica sicurezza e giudiziario all’altezza della specificità dei reati.
  9. Metropoli e periferie, campagne e paesini non possono rischiare di ridursi a “terra di nessuno”. Queste settimane, in cui si rinnovano tante amministrazioni locali, possono essere l’occasione per ripensare i territori come luoghi di relazioni, di vita e di libertà di tutte e di tutti.
  10. In Italia cercano rifugio tante donne, uomini e minori in fuga da guerre e conflitti – situazioni che aumentano vertiginosamente i rischi di violenze sessuali e di genere. Per prevenirle, e soprattutto per aiutare le vittime di violenze già avvenute, è necessario rafforzare quanto più possibile un’ottica di genere nelle politiche di accoglienza. Per queste stesse ragioni, è fondamentale un’ottica di genere anche nelle missioni all’estero dell’Italia, civili o militari che siano, in presenza di conflitti, di catastrofi naturali o di emergenze sanitarie.
in evidenza – rassegna


Lunedì 13 giugno sono stata a Siena, ospite dei Lions Club della città, per un incontro sul tema “La forza di essere donna nel contesto culturale sociale e politico in evoluzione oggi”.

Venerdì 10 giugno ho portato il mio indirizzo di saluto in occasione dell’evento conclusivo dell’InnovationTOUR 2016, realizzato dall’Associazione Cultura Democratica.

L’InnovationTOUR è un progetto di innovazione legislativa dedicato ai giovani, giunto alla sua seconda edizione. Nelle principali città universitarie italiane, circa 90 giovani con meno di trent’anni, selezionati in base al merito, hanno elaborato insieme a docenti e parlamentari delle vere e proprie proposte di innovazione legislativa come contributo delle nuove generazioni al percorso di riforma del Paese. I temi oggetto dei lavori di quest’anno sono stati: sharing mobility, start-up innovative, fisco premiale, staffetta generazionale, mobilità sostenibile e cybersecurity.

Giovedì 9 giugno, al Teatro Parioli, sono stata tra le protagoniste della serata evento sulla violenza contro le donne organizzata da Banca Generali “Sulla pelle delle donne – La violenza uccide noi e soffoca l’economia del Paese”.

Martedì 7 giugno, in rappresentanza del Senato, ho presenziato alla cerimonia per il 199° Anniversario di fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria.

All’evento, tenuto alla Scuola di Formazione e Aggiornamento della Polizia Penitenziaria “Giovanni Falcone”, ha partecipato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Yazidi Amal Alamuddin Clooney, avvocata per i diritti umani, chiede alla Corte Penale Internazionale di aprire un’inchiesta per crimini contro l’umanità ai danni della minoranza yazida: un altro passo significativo per riconoscere e condannare le atrocità compiute dall’Isis contro le minoranze.
Grazie all’impegno di Nadia Murad, giovane yazida irachena riuscita a fuggire dalla prigionia dell’Isis, che abbiamo recentemente ascoltato anche in Senato, tutta la comunità internazionale comincia a dimostrarsi sensibile davanti alle drammatiche condizioni in cui vivono le minoranze perseguitate dall’Isis.

L’ Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – Ufficio di Dakar ha realizzato un servizio video per raccontare il seminario internazionale sul Gender Budgeting tenutosi nello scorso mese di maggio, cui ho partecipato con un contributo scritto. Nel seminario sono state poste a confronto le diverse esperienze di pianificazione finanziaria sensibile al genere condotte da Turchia, Mali, Senegal, Marocco, Italia.

Mi fa piacere condividere con voi l’intervista che mi è stata fatta durante la visita all’Università di Foggia dei giorni scorsi.