Mi dispiace molto non poter essere con voi oggi, a festeggiare i 115 anni di questa grande organizzazione che è la FIOM-CGIL, ma impegni presi precedentemente mi rendono impossibile condividere con voi questa giornata di festa e riflessione per la quale non volevo però perdere l’occasione per mandare un saluto di stima e affetto innanzitutto a te,  alla segreteria nazionale, ai delegati, agli iscritti ed a tutti i presenti.

A 115 anni dalla fondazione della FIOM potete ricordare – ed esserne orgogliosi –  quanto, nella storia di questo Paese ,il sindacato in generale, ed in particolare i metalmeccanici, abbiano avuto un peso importante per tutto il mondo del lavoro e per l’Italia.

E la vostra presenza qui, oggi, in Senato, testimonia quanto tutto ciò deve essere conosciuto e riconosciuto dalla politica, e mai dimenticato.

Il sindacato, infatti, ha saputo contribuire in modo decisivo allo sviluppo del Paese, alla tenuta della sua democrazia, alla lotta al terrorismo, all’emancipazione delle masse dei lavoratori, alla costruzione di una coscienza collettiva ed alla realizzazione di condizioni più dignitose e giuste per tutti nei luoghi di lavoro, coniugando sempre, le proprie scelte di categoria, con uno sguardo più largo, abbracciando il bene comune del Paese.

La FIOM ha offerto al movimento dei lavoratori ed al Paese alcuni dei più grandi sindacalisti, protagonisti per anni della vita sociale, politica ed economica dell’Italia: pensiamo a Bruno Trentin, a Segio Garavini, a Vittorio Foa ed a Luciano Lama, che abbiamo ricordato pochi giorni fa qui in Senato, a vent’anni dalla sua morte, al quale Maurizio, che ringrazio ancora, era presente.

Nell’augurarvi di cuore il pieno successo di questo Anniversario, vi auguro, anche, di sconfiggere presto le resistenze che ancora incontrate nel rinnovo unitario del contratto nazionale di lavoro.

Un abbraccio e buon lavoro.