Con i ballottaggi di domenica si sono concluse le elezioni amministrative, e nel quadro molto articolato che emerge possiamo dire che il Partito Democratico ha perso nelle sfide più importanti contro il M5S, come a Roma e Torino, e ha vinto in quelle contro il centro destra, come a Bologna e Milano, dove Beppe Sala ha saputo puntare sugli obiettivi chiari e concreti con cui realizzare una città “sempre più inclusiva, aperta, internazionale”.

Indubbiamente i dati più emblematici della sconfitta del Partito Democratico sono quelli registrati a Roma e Torino. Nel primo caso l’esito era in buona parte prevedibile, perché nonostante l’alta qualità della squadra messa in campo dal candidato Roberto Giachetti, e nonostante il suo programma di governo della città serio, aggiornato e innovativo, sapevamo di uscire dalle difficili esperienze degli scandali di “mafia capitale” e delle dimissioni di Ignazio Marino. Una situazione che ha favorito la candidata del M5S indipendentemente dalle sue proposte, poche e confuse, e che molto si discosta da quanto accaduto a Torino, dove il risultato elettorale era molto meno prevedibile; il buon governo della giunta Fassino era riconosciuto ampiamente anche da osservatori non riconducibili al centrosinistra, ed è chiaro che a prevalere è stata la scelta dei partiti e degli elettori di centrodestra di votare il M5S contro il PD.

Questa è la dinamica di ciò che accade ogni volta in cui, in un contesto fortemente tripolare, due poli si uniscono per far perdere il terzo: dai voti di Casapound a quelli di Forza Italia, da quelli della Lega e di tutte le liste civiche create in funzione anti-PD, il M5S ha potuto raccogliere consensi nei ballottaggi in quantità sufficiente a garantirne il successo, e questo spiega in buona parte perché questi risultati erano poco prevedibili.

È opportuno ora riflettere, fare un’analisi reale e seria di ciò che è avvenuto a partire dalle elezioni del 2013, con la sorpresa del 25% ottenuto dal M5S, consapevoli che il voto è un segnale di malessere più generale rivolto al Partito Democratico oltre che alle singole leadership locali. Le cose fatte dal PD e realizzate grazie al PD sono molte, alcune auspicate dagli elettori e dalle elettrici di centrosinistra da molti anni, eppure paghiamo caro il fatto di non essere più percepiti pienamente come una comunità politica che ascolta, si confronta, e poi decide per il bene del Paese, allora vuol dire che dobbiamo tornare a comunicare un vero progetto politico ai tanti milioni di donne e uomini che in queste elezioni hanno preferito non votare o votare contro il PD. C’é bisogno di una qualità dell’analisi per scegliere come innovare e rilanciare il PD, rivedere ruoli e posizioni nella gestione del potere, ricostruire alleanze locali e radicamento nel territorio, ma anche ridefinire contenuti programmatici che sappiano concretamente rispondere in maniera più profonda i bisogni delle persone e alle domande di cambiamento, in particolare quelle provenienti dal mondo del lavoro, dai giovani, dalle donne, dalle forze produttive, dalle periferie.

Una prima fase della riflessione partirà già da venerdì, in occasione della direzione nazionale convocata da Matteo Renzi, e dovrà proseguire celermente in tutti i nostri opportuni spazi di espressione e decisione, con un focus sulla necessità di un comunità politica più unita nel suo importante pluralismo e capace di rappresentare fino in fondo i propri valori fondativi.

C’è da augurare un buon lavoro ai nuovi sindaci, e da auspicare che sappiano agire nel pieno interesse della collettività e con grande senso di responsabilità. Auguri da rivolgere a tutti loro, e in particolare alle due giovani donne elette alla guida di città importanti come Roma e Torino.

Infine, un ultimo pensiero lo rivolgo alla deputata Helen Joanne Cox, Presidente della Rete delle Donne Laburiste, barbaramente uccisa la settimana scorsa, durante una manifestazione nello Yorkshire, da un fanatico di estrema destra. Era una giovane donna che aveva portato con sé, nel proprio impegno politico, le tante esperienze maturate nelle campagne umanitarie e pacifiste, si batteva contro le discriminazioni e credeva profondamente nell’integrazione europea, per questo era divenuta protagonista della campagna per la permanenza del Regno Unito nella UE. Ho voluto sottoscrivere, insieme ad altri Senatori e Deputati, la dichiarazione di Crisis Action, organizzazione dedicata alla protezione dei civili nelle zone di guerra con la quale Joanne Cox collaborava molto da vicino. Donne e uomini di questa organizzazione si sono dichiarati scioccati “da questo violento attacco alla democrazia e ai nostri valori”, e hanno voluto ricordare Joanne Cox, “attivista, madre e collega infaticabile e compassionevole”, con le sue stesse parole, pronunciate nel suo primo discorso in Parlamento, appena un anno fa: “Pur celebrando la nostra diversità, noi siamo molto più uniti e abbiamo molto più in comune di quante siano le cose che ci dividono”. Parole che mi auguro ciascun parlamentare, anche in Italia, sappia fare proprie e tenere in vita in ogni scelta quotidiana, e che sono la migliore risposta alle provocazioni demagogiche e populiste che mettono insieme destra, Lega e M5S.

 

in Senato


Nella settimana antecedente il secondo turno delle elezioni amministrative, l’Assemblea non ha tenuto sedute.

Commissioni

In COMMISSIONE AMBIENTE, martedì 14 giugno, è proseguita la discussione dell’Atto Senato n. 119 e connessi, sulla riforma della legislazione sulle aree protette.
È stata inoltre approvata la risoluzione (Doc. XVIII, n.134) a conclusione dell’esame congiunto degli Atti comunitari nn. COM (2015) 593, 594, 595 e 596 definitivi su veicoli fuori uso, pile, accumulatori, apparecchiature elettriche e rifiuti e dell’Atto comunitario n. 93  pacchetto dell’economia circolare.
 

dalla Camera


Martedì 14 giugno la Camera ha approvato in via definitiva il testo unificato delle proposte di legge: Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare cosiddetta Legge sul Dopo di Noi ( C. 698, C. 1352, C. 2205, C. 2456, C. 2578, C. 2682-B). Un traguardo importante verso un welfare più moderno, che colma una lacuna e restituisce serenità, autonomia e inclusione sociale.

È stata inoltre approvata la proposta di inchiesta parlamentare: Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni statali e locali e sugli investimenti complessivi riguardanti il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Doc. XXII, n. 42-A).

Da ultimo è statoapprovato in via definitiva il disegno di legge, già approvato dal Senato:  norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione ( C. 3773).

Mercoledì 15 giugno la Camera ha approvato la proposta di legge: Disposizioni in materia di accertamenti diagnostici neonatali obbligatori per la prevenzione e la cura delle malattie metaboliche ereditarie ( C. 3504-A con conseguente assorbimento C. 94). Il provvedimento è tornato all’esame del Senato.

Successivamente  la Camera ha approvato in via definitiva il testo unificato delle proposte di legge: Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e disciplina dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Approvate, in un testo unificato, dalla Camera e modificate dal Senato) ( C. 68, C. 110, C. 1945-B).

 

temi della settimana


Jo Cox
È con grande dolore che ho appreso la notizia della morte della deputata Helen Joanne Cox, Presidente della Rete delle Donne Laburiste, persona stimata per le sue competenze e per il suo impegno pacifista e umanitario; la sua barbara uccisione conferma, ancora una volta, che nel dibattito pubblico creare un clima di tensione sociale, come è accaduto in diversi frangenti durante la campagna per il referendum sulla Brexit, provoca sempre conseguenze drammaticamente non controllabili. Il primo pensiero va alla sua famiglia, in particolare ai suoi due figli, e sono vicina a tutti coloro che in Gran Bretagna in questi giorni sono impegnati, come Jo Cox, a ribadire i valori fondanti dell’Europa unita, solidale e democratica. La decisione assunta dai partiti britannici di non presentare candidati alternativi al candidato laburista nelle elezioni suppletive che si terranno, costruisce un’alternativa concreta alla politica intesa come demonizzazione dell’avversario.

Wall of dolls
Ho partecipato, sabato 18 giugno al terzo “compleanno” del Wall of Dolls. Nato come installazione artistica, il Muro delle bambole ideato da Jo Squillo e realizzato a Milano da artisti, stilisti e designer è diventato il simbolo del contrasto alla violenza sulle donne.
In questo video il racconto della giornata.
La violenza sulle donne è considerata ancora troppo spesso come una questione privata, invece è questione che ci riguarda tutti e di cui la politica, le istituzioni e il sociale devono farsi carico. Il muro di Via De Amicis, su cui ci sono le bambole e le foto delle donne morte per femminicidio, è un’iniziativa che va sostenuta e condivisa, è la scelta di far vivere nell’agorà pubblico, dove le persone passano, guardano ed hanno modo di chiedere e riflettere e riporta ciascuno di noi verso l’impegno che dobbiamo saper esercitare, quotidianamente, contro i femminicidi, la violenza e qualsiasi forma di discriminazione delle donne. Quest’anno il tema centrale di questa manifestazione di contrasto e prevenzione della violenza degli uomini sulle donne è l’impegno ad avere una scelta che parta dall’istruzione e dall’educazione nelle scuole e nelle famiglie, fattori che da sempre ritengo fondamentali per costruire una reale prevenzione. Un pezzo determinante di questo aspetto ha riguardato direttamente il mondo della scuola quando siamo riusciti ad ottenere, con la riforma, il recepimento del principio dell’educazione al rispetto come forma di “prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni”. Per questo è importante l’appello che Jo Squillo rivolge alla ministra Giannini, con cui auspica che le linee guida che stiamo aspettando si realizzino al più presto per rendere operativi questi principi di civiltà.

 

in evidenza – rassegna


Lunedì 20 giugno ho partecipato alla presentazione di “Terre Rosse. I giovani, i vecchi, la terra, la mafia”, documentario di David Fratini sull’impegno di giovani e anziani nei campi antimafia, prodotto da LiberEtà in collaborazione con Spi CGIL. Ne abbiamo parlato con il giornalista Paolo Borrometi, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, il segretario generale dello Spi Cgil Nazionale Ivan Pedretti e la Segretaria Geneale della CGIL Susanna Camusso. A moderare, Alessio Gallotta dell’esecutivo nazionale della Rete degli Studenti Medi. Qui il trailer del documentario.

Venerdì 17 giugno sono stata a Brescia per l’iniziativa dello SPI Cgil di Brescia e regionale “Dal voto alle donne alla Repubblica democratica – Attualità e prospettive dei principi costituzionali”.

In serata ho poi partecipato al dibattito “La presenza delle donne Pd in Parlamento e nel governo. Cosa è cambiato?”, organizzata dal Pd di Cernusco sul Naviglio all’interno della Festa de l’Unità. Qui alcune foto della serata.

Nella stessa giornata, ho inviato il mio saluto all’iniziativa tenutasi qui in Senato per celebrare il 115° anniversario della nascita della Fiom.

Giovedì 16 giugno ho portato il mio saluto all’Assemblea costitutiva del Coordinamento Pari Opportunità dell’Alleanza Cooperative italiane. La costituzione della Commissione Donne e Parità serve indubbiamente a rendere il processo di aggregazione del mondo cooperativo più ricco e completo, per consentire la realizzazione di politiche di genere indispensabili nel quadro di modernizzazione e crescita di tutte le realtà interessate. È un fatto di enorme importanza per migliorare la qualità della vita di lavoratrici e lavoratori, per tutelarne i diritti e la dignità, per rafforzarne l’etica professionale e ottimizzare la produttività e l’efficacia del lavoro in una realtà in cui il 60% delle persone occupate e il 51% dei soci sono donne.

In serata sono stata a Como per parlare di unioni civili e riforma costituzionale, in un incontro organizzato dal PD di Como. La conversazione è stata guidata dalle domande di Umberto Montin, giornalista de “La provincia di Como”.

Mercoledì 15 giugno ho presenziato all’incontro organizzato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e la Commissione Diritti Umani del Senato “Un mare di schiave – Proposte per una più efficace protezione delle vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale in arrivo via mare”. L’iniziativa ha visto la partecipazione di Luigi Manconi – Presidente Commissione Diritti Umani del Senato, Federico Soda – Direttore Ufficio Coordinamento per il Mediterraneo OIM, Mario Morcone – Capo Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione, Emma Bonino ed è stata moderata da Andrea Mormiroli – Portavoce della Piattaforma Nazionale Anti-tratta. Qui trovate tutti gli interventi.

Nel pomeriggio ho partecipato a Tor Bella Monaca all’iniziativa contro i femminicidi e la violenza sulle donne Panchine Rosse, promossa dal Pd di Roma in diversi municipi della città. La libertà delle donne è la misura della civiltà di un Paese. Il femminicidio è il prodotto finale di una cultura patriarcale e di possesso che avvelena le relazioni tra donne ed uomini. Qui alcune foto.

Infine, sono stata alla presentazione del volume di Emanuele Macaluso La politica che non c’è. Ne hanno discusso con l’autore Massimo Bray, Elisa Calessi, Andrea Orlando in un incontro moderato da Paolo Franchi. In questa gallery, alcune foto dell’evento.

Martedì 14 giugno è uscita su l’Unità una mia riflessione sulle primarie americane e la nomination di Hillary Clinton. Come ha detto lei, “Questa vittoria non riguarda una persona, ma appartiene a generazioni di donne che hanno combattuto, si sono sacrificate, e hanno reso questo momento possibile”, ed è vero.

Ho voluto esprimere la mia solidarietà a Sara Mariani, giornalista di Agorà, aggredita durante la realizzazione di un servizio a Tor Bella Monaca. Le minacce di morte ricevute sono un grave tentativo di intimidazione da parte di chi non tollera che si faccia libera informazione sullo stato delle nostre periferie e sulle condizioni di illegalità diffusa che ne ostacolano lo sviluppo e la riqualificazione.