L’Europa si è svegliata venerdì mattina con il sì degli inglesi alla Brexit. Un sì forte, che ha spaccato il Paese a metà.

Servono più politica e nuove politiche per ritrovare un senso all’Europa, a partire dalle nuove generazioni. A loro non basta l’euro, non basta l’Erasmus, non basta la Ryanair né la retorica della pace: sono cresciuti con tutto questo, ma oggi sono disoccupati o sottopagati, sono soli di fronte alle sfide della modernità ed ai cambiamenti, senza scorgere nell’Europa una forza al loro fianco.

L’immagine dell’Europa che animava il Manifesto di Ventotene è diventata via via sempre più quella di una moneta, di uno spazio di libero scambio e circolazione, senza riempire questo luogo di valori, obiettivi e strumenti che ne facessero il terreno di un umanesimo nuovo.
Il modello sociale europeo, i valori della solidarietà e della pace, il ruolo fondamentale della persona nella nostra cultura hanno, un po’ alla volta, lasciato lo spazio ad altro.
Occorre oggi scegliere una via diversa: mettere al centro del progetto europeo nuovi obiettivi.

Serve un sistema di sicurezza comune che permetta forti risparmi sulle spese militari ed un ruolo unitario dell’Europa come potenza globale, dobbiamo puntare sul lavoro come obiettivo fondamentale e primario da realizzare attraverso la qualità delle produzioni e l’innovazione, per le quali servono investimenti ingenti e rapidi, ma anche un ruolo forte nella regolazione del commercio globale che sappia rilanciare i nostri mercati e le nostre produzioni.

Ma non solo: serve costruire una gestione dei flussi migratori attraverso politiche che tengano assieme la solidarietà nella gestione delle emergenze con politiche per lo sviluppo dei Paesi che si affacciano sul mediterraneo, come indica il Migration Compact presentato dall’Italia; dobbiamo costruire una nuova frontiera di sviluppo sostenibile che proietti il nostro continente all’avanguardia rispetto agli accordi stipulati alla COP 21 di Parigi, e una gestione più unitaria delle politiche fiscali e bancarie.

Insomma, l’Europa deve tornare ad essere percepita come uno strumento di forza per i suoi cittadini, non come un ente astratto che ha come guida i bilanci e le burocrazie.

La lezione inglese ci deve portare a scegliere finalmente da che parte stare, siamo davanti a un bivio: tornare lentamente agli Stati nazionali, lasciando i cittadini senza strumenti per governare i grandi processi globali, oppure rilanciare l’Europa come l’unico strumento per farlo.

Per imboccare la strada giusta servirà superare le piccole considerazioni di politica interna che troppo a lungo hanno frenato le decisioni dei singoli Paesi, per tornare ad avere visione e prospettiva. Servono leadership attente alle prossime generazioni, non alle prossime elezioni, e capaci di mettere da parte le polemiche interne per concentrarsi su questo grande obiettivo che può significare ridare speranza e futuro alle giovani generazioni.

“Le politiche di austerity hanno cancellato l’orizzonte. Hanno trasformato il futuro in una minaccia. Hanno spinto la paura”, così ha scritto ieri Matteo Renzi nella sua bella lettera al Sole24Ore, con un monito al risveglio europeo, aggiungendo in fondo al testo “Perché alla fine dei conti svegliarsi per l’Europa significa semplicemente tornare se stessa: una terra che ha scelto la pace perché i suoi padri avevano conosciuto la guerra. Che ha investito sulla crescita perché i suoi padri avevano conosciuto la fame. Che costruisce i ponti perché sa quanto male hanno fatto i muri. E che deve riprendersi gli ideali, non solo i parametri e i vincoli”.

Parole bellissime, che tracciano il senso dell’azione del Governo nei prossimi passaggi. Parole che speriamo si trasformino in realtà.

in Senato


Le norme per il contrasto al terrorismo e ratifica di convenzioni internazionali (A.S. 2223) sono state esaminate in Aula nella sedute pomeridiana del 22 e antimeridiana del 23 giugno. Il seguito è stato rinviato ad altra seduta.

A conclusione dell’esame di mozioni sulle concessioni demaniali marittime e lacuali, l’Assemblea, nella seduta antimeridiana di mercoledì 22 giugno, ha approvato alcune mozioni.

Nella seduta pomeridiana di mercoledì 22, sono state invece approvate alcune mozioni su iniziative contro la corruzione negli appalti nelle grandi opere pubbliche.
Commissioni
La COMMISSIONE GIUSTIZIA, martedì 21 giugno, ha proseguito l’esame congiunto dei ddl nn. 1978 e 1765, in merito all’ accesso del figlio alle informazioni sull’identità dei genitori.
Nelle sedute di martedì 21 e mercoledì 22 giugno, ha portato avanti la trattazione delle disposizioni sul cognome dei figli, proposte dall’A.S. 1628.

Giovedì 23 giugno l’Ufficio di Presidenza della COMMISSIONE FINANZE, ha svolto una serie di audizioni nell’ambito dell’esame del ddl n. 1473 e connessi, recante misure fiscali a sostegno della famiglia: sono stati auditi rappresentanti del Forum del terzo settore, del Forum delle associazioni familiari ed infine dell’Associazione nazionale famiglie numerose.
La COMMISSIONE AGRICOLTURA, martedì 21 e mercoledì 22 giugno, ha proseguito l’esame congiunto dei ddl n. 2217 e n. 2119, in merito al contrasto allo sfruttamento del lavoro in agricoltura.
Nella seduta di mercoledì 22 ha poi portato avanti l’esame congiunto dei ddl n. 2290 e n. 2320, sugli sprechi alimentari.
Martedì 22 giugno in COMMISSIONE INDUSTRIA è proseguita la discussione congiunta dei ddl n. 2188 e n. 2130, in merito al contrasto alle false cooperative. Il 21 giugno la Commissione ha esaminato ancora il progetto di legge n. 2272 (approvato dalla Camera) e connesso, in materia di commercio equo e solidale.
In COMMISSIONE LAVORO, mercoledì 22 giugno, è stata approvato la risoluzione Doc. XVIII, n. 135, a conclusione dell’esame della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro n. COM (2016) 248 definitivo.
La COMMISSIONE LAVORO DEL SENATO e le COMMISSIONI LAVORO E AFFARI SOCIALI DELLA CAMERA, in seduta congiunta, mercoledì 22 giugno, hanno tenuto un incontro informale con il Consigliere speciale del Presidente della Commissione europea per il pilastro europeo dei diritti sociali, Allan Larsson, sulla costruzione di un pilastro europeo dei diritti sociali.
La COMMISSIONE POLITICHE DELL’UE, giovedì 23 giugno, ha approvato, in sede referente, il disegno di legge di delegazione europea 2015 (A.S. 2345), già esaminato dalla Camera. La parola passa ora all’Assemblea, che ha calendarizzato il provvedimento dal 5 luglio.
La COMMISSIONE Bicamerale per l’INFANZIA e l’ADOLESCENZA, martedì 21 giugno, ha approvato all’unanimità il documento conclusivo dell’ indagine conoscitiva sulla prostituzione minorile.
Altre notizie
La musica come strumento fondamentale di recupero sociale, seguendo la via tracciata dal grande Direttore d’orchestra e Senatore a vita Claudio Abbado. Questo l’obiettivo dell’evento artistico che è stato aperto dall’indirizzo di saluto del Presidente del Senato, Pietro Grasso. Il concerto del Coro “Papageno”, composto da detenuti della Casa Circondariale Dozza di Bologna e coristi volontari, si è tenuto nell’Aula di Palazzo Madama lunedì 20 giugno, in occasione della Festa Europea della Musica.

dalla Camera


Martedì 21 giugno, la Camera ha approvato il testo unificato delle proposte di legge: Disciplina delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico, educatore professionale socio-sanitario e pedagogista ( C. 26563247-A). Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.
Mercoledì 22 giugno la Camera ha approvato la proposta di legge: Modifiche alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, concernenti il contenuto della legge di bilancio, in attuazione dell’articolo 15 della legge 24 dicembre 2012, n. 243 ( C. 3828 A) con conseguente assorbimento delle proposte abbinate). Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.
 

temi della settimana


Jo Cox
“Pur celebrando la nostra diversità, noi siamo molto più uniti e abbiamo molto più in comune di quante siano le cose che ci dividono”.

Domenica 26 giugno ho partecipato all’omaggio a Jo Cox organizzato dalla Fondazione Adkins Chiti.

Come ho detto nel mio indirizzo di saluto, le parole e le azioni di Jo Cox devono ispirarci. Di fronte ad esse, dopo quel che è accaduto, tutti dovremmo prenderci degli impegni: quello per una maggior attenzione e responsabilità ai linguaggi, la politica ed i media in primis, e quello nei confronti degli ultimi, delle minoranze, delle discriminazioni verso ogni essere umano.

Era molto brava Joanne Cox, tanto che si era parlato di lei come prossima possibile candidata Labour per la carica di prima ministra; il suo impegno per i diritti delle donne, per l’assistenza ai rifugiati e ai richiedenti asilo, per realizzare una società multiculturale in cui potessero veramente convivere pacificamente e democraticamente religioni e culture diverse, era quanto di più fastidioso possa esserci agli occhi di un estremista come il suo omicida ma è il portato e il valore più grande per la sinistra europea.

Oggi ricordiamo Joe Cox, ma il modo migliore per farlo sarà da domani, col nostro impegno e le nostre battaglie.

Sempre a lei ho dedicato un articolo uscito su l’Unità nel giorno in cui avrebbe festeggiato il suo compleanno.

Governo
Si è tenuto lunedì 20 giugno il Consiglio dei Ministri. Tra le misure adottate, le Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali, di spesa sanitaria, di emergenze ambientali, di agricoltura.

In particolare, il provvedimento:

  1. Efficienta le risorse comunali. Ridestina al comparto comunale alcune economie di spesa residuate da stanziamenti inerenti lo stesso comparto comunale. Le risorse vengono destinate a rendere più fluido ed equo il passaggio dal criterio della spesa storica a quello basato su fabbisogni standard e capacità fiscale.
  2. Crea un “cuscinetto” contro i dissesti finanziari dovuti a eventi molto lontani nel tempo. Crea un “Fondo per i contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti” con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016-2019. Tale fondo è destinato a comuni che siano colpiti da sentenze esecutive (dovute a calamità naturali o cedimenti strutturali) il cui onere risarcitorio sia superiore alla metà del proprio bilancio di parte corrente.
  3. Guida l’uscita dall’emergenza per i comuni terremotati o colpiti da calamità Rende più certa e sostenibile l’uscita dall’emergenza per i comuni colpiti da eventi sismici, prevedendo un riapplicarsi graduale in quattro anni dei tagli ai trasferimenti statali da cui questi comuni erano stati esentati negli anni dell’emergenza (Emilia, l’Aquila, Massa Carrara e Lucca).
  4. Elimina le sanzioni per province e città metropolitane che nel 2015 non hanno rispettato il Patto di Stabilità interno. La particolare fase di transazione che vivono questi enti (caratterizzata da una massiccia riduzione di risorse, in vista dell’attuarsi della riforma costituzionale) li mette  in una condizione di eccezionalità tale da giustificare questo provvedimento, limitato ai soli enti di questo comparto.
  5. Contiene norme per consentire una migliore gestione di bilancio da parte delle Regioni, nel rispetto delle disposizioni delle Legge di Stabilità 2016.

Per conoscere nel dettaglio tutte le misure adottate, potete consultare il comunicato stampa ufficiale.

in evidenza – rassegna


Lunedì 27 giugno, in videoconferenza, ho partecipato al convegno Madri della Res publica – Le donne emiliano-romagnole nella costruzione delle comunità locali.

Una scuola non può discriminare un docente per il suo orientamento sessuale. A stabilirlo è stato il Tribunale di Rovereto che ha condannato l’Istituto paritario Sacro Cuore di Trento per “discriminazione nei confronti di un’insegnante”. Alla donna era stato chiesto di smentire delle voci per le quali avrebbe intrattenuto una convivenza sentimentale con un’altra donna. La sentenza è storica perché sarebbe “il primo caso di condanna mai pronunciata per discriminazione sessuale e la seconda per discriminazione collettiva”.
        Stepchild adoption, una nuova sentenza della Cassazione evidenzia che la vita di una famiglia non si giudica per gli orientamenti sessuali dei genitori ma per la loro effettiva capacità di esercitare una piena genitorialità, nell’interesse del minore, della sua serenità, della sua crescita, dei suoi affetti. Mi auguro che queste singole vicende possano contribuire a mettere fine a un certo diffuso oscurantismo che ancora viene promosso, nel nostro Paese, sulle famiglie omogenitoriali.