Oggi ho avuto l’onore di ricevere il premio Profilo Donna.

Purtroppo non ho potuto partecipare alla cerimonia di premiazione, per i concomitanti impegni d’Aula.

Queste le mie parole di ringraziamento e saluto

“Sono molto dispiaciuta di non poter essere stasera con voi a ritirare il premio per cui mi avete nominata, ma impegni in Aula mi costringono a stare a Roma e mi scuso con tutte e tutti voi.

Ricevere da parte vostra questo premio è per me un onore grande, sia per le personalità che sono state premiate assieme a me e in passato, che per il senso profondo che ha sempre avuto e tutt’ora ha. Vi ringrazio per questo, partendo dalla Presidente Cristina Bicciocchi.

Come sapete l’impegno per la parità di genere, per annullare le disuguaglianze tra generi, per la promozione di una nuova cultura del rispetto, è un tratto che ha contraddistinto tanto la mia vita politica quanto quella da sindacalista e da libera cittadina.

Sono da anni ingaggiata in questa battaglia perché ritengo che sia una questione non solo di valori ma anche di valore.

Dico così perché, spesso, commettiamo l’errore di credere che quello per la cittadinanza paritaria sia esclusivamente un impegno per i diritti delle donne, una questione di valori e basta, relegando le nostre discussioni in un’orizzonte ristretto che a volte può apparire retorico e rischia di nascondere l’obiettivo principale: uno sviluppo equilibrato e sostenibile, che faccia aumentare il benessere per tutti nel Paese, dia opportunità alle giovani generazioni, riconosca il contributo di questa metà del cielo e le permetta di offrirlo senza limitazioni, smetta di tenere una parte di mondo ai margini della vita economica e sociale, prigioniero di culture e stereotipi fuori dalla storia e dalla realtà.

Questa metà del cielo, le donne, sono oggi per l’Italia un tesoro da valorizzare, una delle più grandi risorse che abbiamo, la vera materia prima su cui costruire un nuovo sviluppo.
E’ questa la consapevolezza che ci muove, ognuna nella sua responsabilità e nel proprio contesto, verso un obiettivo ambizioso ma che piano piano si avvicina: un Paese a misura di donna, in cui la famiglia e la maternità non siano un onere, il lavoro una chimera e la discriminazione una costante.

La discriminazione delle donne è un tema che dovrebbe essere più presente nel dibattito sul cambiamento e sul futuro, perché è parte di un discorso più largo che riguarda la qualità del mondo che vogliamo costruire, in termini di benessere, relazioni, prosperità economica, modelli sociali, cittadinanza.

Non rendersene conto vuol dire essere affetti da una miopia grave: quanto aumenterebbe il benessere delle nostre comunità se le famiglie potessero aggiungere al loro reddito quello della donna? Se i servizi per l’infanzia fossero un diritto garantito a tutti? Se le donne fossero libere di non dover scegliere tra figli e lavoro? Se i compiti di cura familiare fossero distribuiti più equamente tra uomini e donne?

Quanto migliorerebbe la qualità del nostro futuro se i giovani crescessero senza stereotipi e pregiudizi di genere e rifiutassero con forza la violenza e le discriminazioni?

Se quello che vogliamo costruire è una società il cui obiettivo sia migliorare la qualità della vita ed il benessere, questa è una strada obbligata su cui camminare con decisione, convinzione e lucidità.

Per questo questo premio per me è importante e ne sono orgogliosa, perché mi viene offerto da chi condivide questo impegno e da coloro con cui voglio continuare a camminare sulla strada verso l’uguaglianza.

Grazie a tutte e a tutti.”

 

29 giugno29 giugno 2