Finalmente abbiamo realizzato un passo fondamentale per contrastare un fenomeno vergognoso come quello del caporalato, che colpisce più di 400mila lavoratrici e lavoratori, sia italiani che stranieri, e di cui si parla solo in occasione di eventi drammatici. Con l’approvazione del ddl 2217, disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero e dello sfruttamento del lavoro in agricoltura, introduciamo novità fondamentali, come la modifica del codice penale per introdurre il principio della piena corresponsabilità tra il caporale e l’imprenditore, una descrizione dettagliata e aggiornata delle condizioni che sono identificabili come sfruttamento, la previsione del controllo giudiziario dell’azienda responsabile del reato per evitarne la chiusura e le conseguenze negative sui lavoratori. Sono cambiamenti fondamentali per fare in modo che nessuno debba più scegliere tra lavoro e dignità.
A queste novità si aggiungono sia la previsione di strumenti di tutela per i lavoratori agricoli che il rafforzamento della rete del lavoro agricolo di qualità, attraverso l’istituzione dei nodi locali e l’ampliamento dei soggetti coinvolti. Era importante riuscire ad approvare questo provvedimento in Senato prima della pausa estiva, per auspicare poi un passaggio altrettanto rapido e conclusivo anche alla Camera, e trovo che il risultato portato a casa sia il segno di una forte assunzione di responsabilità da parte del Partito Democratico, che si è battuto unito, fin dall’inizio dell’iter legislativo, affinché venissero realmente tutelati i braccianti e le tante imprese del settore agroalimentare che operano nella piena legalità, con trasparenza e responsabilità.