Positive le notizie che giungono dall’incontro tra Governo e Sindacati sulle pensioni, attraverso  il dialogo si fanno passi in avanti importanti.

Il Governo ha scelto di intervenire, finalmente, per correggere le iniquità della riforma delle pensioni approvata dall’esecutivo Monti, aprendo alla flessibilità in uscita e introducendo meccanismi di sostegno alle prestazioni più basse: mi sembra un atto importante che viene incontro ai bisogni di una parte sostanziosa del Paese, come mi sembra da valorizzare che lo stia facendo assieme alle parti sociali.

Sono due gli interventi fondamentali: la  flessibilità in uscita sarà uno strumento utilissimo per aiutare chi ha perso il lavoro vicino alla pensione, chi ha svolto lavori usuranti e chi vuole dedicarsi ad altro dopo una vita di fatica; allo stesso modo l’aiuto alle pensioni più basse è misura in grado di dare ossigeno alla vita quotidiana di queste persone. In Italia – infatti –  6mln di pensionati prendono meno di 1000€ e 1,7mln sono sotto i 500€.

Le modalità per esercitare la flessibilità, la copertura economica del prestito previsto dall’Ape, la platea a cui si rivolgono gli interventi in cantiere, saranno oggetto di ulteriori confronti, spero costruttivi e utili a raggiungere un accordo che migliori concretamente la vita delle persone.

Governo, Sindacato e Parlamento lavorino tenendo presente l’interesse dei cittadini e il merito dei provvedimenti con l’obiettivo di giungere ad un accordo:  se sarà così credo che il dialogo possa dare frutti importanti. L’ho detto in occasione della riapertura della Sala Verde per il  piano “Casa Italia”, lo ribadisco oggi: il dialogo sociale deve diventare una prassi, se ognuno si assume le proprie responsabilità ed esercita il proprio ruolo rappresenta un ottimo supporto per fare scelte migliori.