Nel mondo 700 milioni di ragazze si sono sposate in età minorile. Numeri allarmanti contenuti nel rapporto Unicef 2015, davanti ai quali non possiamo arretrare.

Le conseguenze dei matrimoni precoci sono terribili, tanto a livello psicologico quanto a livello fisico. Basti pensare che al matrimonio precoce segue spesso l’abbandono scolastico e una gravidanza altrettanto precoce e, dunque, pericolosa sia per la mamma che per il suo bambino.

Le gravidanze delle ragazze tra 15 e 19 anni, infatti, ogni anno causano 70.000 morti e rischi molto gravi anche per i bambini che, ad esempio, hanno il 60% delle probabilità in più di morire in età neonatale”.

È un dramma, di fronte al quale serve rilanciare un’azione politica sia in Italia, per dotarsi di una legge che riconosca i matrimoni precoci come fattispecie di reato, sia nelle sedi internazionali.

Per questo, assieme alle donne di tutti i gruppi parlamentari tranne i 5 stelle – la cui posizione resta per me incomprensibile – abbiamo presentato la mozione 1-00637.

Le firme che sostengono la mozione sono la dimostrazione che la politica può trovare, se lo sceglie, un fronte di impegno comune.

La mozione chiede al Governo e al Parlamento di dotare l’Italia, in linea con l’esempio della Svezia, di una legge al fine di configurare la nuova fattispecie delittuosa di “matrimonio forzato”, e di rilanciare l’impegno nelle sedi internazionali al fine di garantire il pieno rispetto della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, di assumere tutte le iniziative per la piena attuazione della Risoluzione del Consiglio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite su Child, Early and Forced Marriages.

Le firmatarie: Fedeli, Stefani Bianconi, Bernini, De Petris, Bonfrisco, Bencini, Gambaro, Repetti, Bisinella