hillary_clinton_La corsa alla Presidenza degli Stati Uniti, che è ormai alle sue battute conclusive, sarà certo ricordata per la combattività e la serietà della prima donna candidata alla Casa Bianca, Hillary Rodham Clinton, ma anche per il peso politico ed elettorale assunto in questa sfida dai temi dell’eguaglianza di genere e dei diritti delle donne.

Mentre il lungo percorso politico di Hillary parla inequivocabilmente di battaglie combattute in nome dell’ empowerment femminile e della parità tra i sessi (sua è la famosa affermazione “i diritti delle donne sono diritti umani”, pronunciata alla Conferenza di Pechino del 1995), la campagna dell’avversario repubblicano, Donald Trump, è stata costellata di affermazioni e gesti sessisti. E la pubblicazione, nei giorni scorsi, del video in cui il candidato manifesta una sessualità predatoria e misogina, ne ha svelato fino in fondo il profilo politico, del tutto inadeguato a guidare una delle più grandi democrazie del mondo.

Tanto offensive e volgari sono state ritenute le parole di Trump che i vertici del partito repubblicano hanno avvertito il bisogno di prendere le distanze. Lo stesso ha fatto il candidato alla Vicepresidenza, Mike Pence. Donne di rilievo come la ex Segretaria di Stato Condoleezza Rice, la candidata alle primarie Carly Fiorina, e altre supporter di peso nella corsa di Trump alla Casa Bianca, chiedono il suo ritiro.

Anche nell’opinione pubblica americana, infatti, si rafforza il sentimento che un aspirante Presidente che non rispetta le donne non solo non sia adatto a governare, ma nemmeno a continuare la corsa. Tanto che, secondo un sondaggio pubblicato all’indomani dell’uscita di quel vergognoso video, oltre il 40% degli americani vorrebbe il suo ritiro dalle presidenziali e il 53% si dichiara meno intenzionato di prima a dargli il proprio voto. Ed è importante rilevare che, tra le donne, quelle che ora meno di prima voterebbero per lui sono il 62%. Potrebbero quindi essere proprio le donne a decidere il destino di questa elezione.
Ho affermato in passato e ribadisco con convinzione: la candidatura di Hillary Clinton è un evento di portata epocale, un colpo sonoro, forse decisivo, al famigerato soffitto di cristallo che ancora impedisce alle donne l’accesso a tutti i livelli decisionali su un piede di parità con gli uomini. Anche l’endorsement che molte testate americane stanno offrendo alla sua vittoria mi pare un segnale indiscutibile del suo valore. Ma se Hillary vincerà, la politica in tutto il mondo apprenderà anche una lezione importante: contro le donne non si governa. Mai più.


Dalle istituzioni europee

L’11 ottobre la Commissione FEMM del Parlamento Europeo ha approvato diversi emendamenti gender mainstreaming (GMA) relativi a due documenti: “Coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell’evoluzione delle realtà del mercato”, elaborato dalla Commissione CULT, e “Affrontare la crisi dei rifugiati in Europa: il ruolo dell’azione esterna dell’Unione europea”, redatto dalle Commissioni AFET e DEVE.

Nello stesso giorno, la Commissione FEMM ha tenuto l’ audizione pubblicaFondi UE per l’uguaglianza di genere”, per offrire un contributo alla prossima relazione di iniziativa su questo tema.

Il 13 ottobre le Commissioni JURI e FEMM terranno a Bruxelles un’ audizione pubblica su “Prospettive del diritto pubblico internazionale sul perseguimento dei crimini del Daesh contro le donne e le ragazze di fronte alle giurisdizioni internazionali”.

È stato conferito a Nadia Murad, la coraggiosa giovane yazida di cui ho scritto anche di recente,il quartoPremio dei diritti umani Václav Havel. Il riconoscimento è stato presentato il 10 ottobre in occasione di una cerimonia speciale al Palais de l’Europe a Strasburgo, durante la giornata d’apertura della Sessione autunnale dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.

L’Istituto europeo per l’eguaglianza di genere (EIGE) rilancia l’importanza del coinvolgimento degliuomini nelle battaglie per l’eguaglianza di genere, a partire dal contrasto della violenza sulle donne.

Il 20 ottobre a Bruxelles, l’EIGE organizza, insieme alla Direzione generale per la Ricerca e l’Innovazione della Commissione Europea, una conferenza di alto livello su “Mainstreaming dell’eguaglianza di genere nelle organizzazioni accademiche e della ricerca”.

Il 29 settembre l’Agenzia UE per i Diritti Fondamentali (FRA) ha organizzato un side event sui diritti dei ragazzi e dei bambini Lgbti nell’ambito della conferenza OCSE “Human Dimension Implementation” a Varsavia. In particolare, l’intervento dell’Agenzia si è concentrato sugli aspetti legali e medici che riguardano l’identità di genere e i diritti dei bambini intersessuali, a partire dalla ricerca sulle discriminazioni verso le persone Lgbti nell’Unione Europea.


Dalle organizzazioni internazionali

Il portoghese Antonio Guterres sarà il nuovo Segretario Generale dell’ONU. Già leader del partito socialista portoghese e primo ministro, ex presidente dell’Internazionale socialista e Alto commissario per i rifugiati dal 2005 al 2015, il successore di Ban Ki-moon assumerà la guida delle Nazioni Unite il 1° gennaio 2016. A lui vanno i miei migliori auguri per l’importante e difficile lavoro che lo attende. La sua nomina ha inevitabilmente suscitato qualche discussione, dal momento che, per la prima volta nella storia dell’ONU, in questa occasione c’era la concreta possibilità di eleggere una donna – come del resto avevaauspicato lo stesso Ban Ki-moon.

L’11 ottobre si è celebrata la Giornata internazionale delle Bambine e delle Ragazze, istituita dall’ONU nel 2012. Il tema di quest’anno, Girls’ Progress = Goals’ Progress: A Global Girl Data Movement, intende rafforzare l’impegno di UN Women per la raccolta e l’analisi dai dati relativi alle bambine e alle ragazze – un elemento centrale per raggiungere gli Obiettivi stabiliti nell’Agenda 2030, e in particolare per l’Obiettivo 5 sulla parità di genere.

In occasione della Giornata dell’11 ottobre, l’attrice Emma Watson, Ambasciatrice di buona volontà di UN Women, si è recata in visita nel Malawi per un’iniziativa di sensibilizzazione contro i matrimoni precoci. In Malawi è stata di recente approvata una legge che innalza a 18 anni l’età minima per sposarsi; il presidente malawiano, Arthur Peter Mutharika, “IMPACT champion” della campagna #HeForShe, punta a dare piena attuazione alla nuova legge entro cinque anni.

Il 6 ottobre UN Women ha inaugurato il proprio Ufficio di collegamento di Ginevra (Svizzera).


Dal mondo

In Polonia, a seguito delle manifestazioni del 3 ottobre che hanno visto 100.000 donne vestite di nero sfilare nelle piazze delle grandi città e dei piccoli paesi, il Parlamento ha respinto la proposta di legge che puntava a inasprire ulteriormente la legge sull’aborto. La legislazione polacca sull’interruzione volontaria di gravidanza è tra le più restrittive al mondo, in quanto consente di abortire soltanto solo in caso di grave pericolo di salute per la donna, di malformazioni gravi del feto o se la gravidanza è stata causata da stupro o incesto; il testo contestato chiedeva un divieto pressoché totale (l’aborto sarebbe stato permesso solo in caso di pericolo diretto per la vita della madre).

Un utile strumento informativo sullo stato della legislazione sull’aborto in tutto il mondo è rappresentato dalla mappa creata dal Center for Reproductive Rights.

In Pakistan, a tre mesi dall’omicidio della blogger Qandeel Baloch per mano del fratello che la considerava troppo “libertina”, il parlamento ha approvato una legge sul “delitto d’onore”. La nuova legge, approvata all’unanimità dalle due camere del parlamento, annulla di fatto quella precedente, che permetteva ai familiari della vittima di “perdonare” l’assassino – il quale, in tal caso, non subiva alcun processo.

Si è svolto il 6 ottobre a Londra il Women in the World London Forum, una serie di incontri con donne in prima linea sulle questioni più urgenti del mondo contemporaneo, che hanno condiviso le loro storie. Tra loro, la first lady afgana Rula Ghani, la parlamentare ucraina Nadiya Savchenko, ex pilota militare per due anni prigioniera in Russia, la Direttrice esecutiva del World Food Programme Ertharin Cousin e Nadia Murad.

Il 7 ottobre il presidente Usa Barack Obama ha firmato la legge che garantisce i diritti federali di base alle persone sopravvissute a violenze sessuali. La legge era stata presentata a febbraio dalla senatrice Jeanne Shaheen, che ha fatto propria la battaglia di Amanda Nguyen, una giovane vittima di stupro che rischiava di vedere distrutte le prove del reato perpetrato su di lei a causa della normativa statale.

Barack Obama ha firmato inoltre una legge secondo la quale i bagni maschili degli edifici pubblici statunitensi dovranno essere forniti di fasciatoi.

Il 7 ottobre, in Germania, CDU e SPD hanno stretto l’accordo per una legge sulla parità retributiva tra uomini e donne. Secondo la nuova legge, le aziende con oltre 200 dipendenti dovranno rendere conto ai lavoratori dei livelli retributivi di genere (ovvero sulle retribuzioni medie, a parità di posizioni lavorative, degli uomini e delle donne). Inoltre, le aziende con oltre 500 dipendenti dovranno stilare periodicamente una relazione in merito.

L’Estonia ha la sua prima donna presidente. Si tratta di Kersti Kaljulaid, 46 anni, ex rappresentate estone presso la Corte dei conti europea.

Nella Repubblica Ceca, i calciatori dello Sparta Praga Midfielder Lukas Vacha e Tomas Koubek, che avevano rivolto delle frasi misogine all’assistente arbitrale Lucie Ratajova, sono stati puniti con l’obbligo di allenarsi insieme alla squadra femminile del Club.


Dall’Italia

È stata approvata in Senato la mozione sulla salute riproduttiva, di cui sono tra i firmatari, che impegna il Governo ad adottare le iniziative necessarie affinché il 22 settembre sia dichiarata “Giornata di formazione e di informazione sulla salute riproduttiva”, chiede di rafforzare il ruolo dei consultori sul territorio nazionale, di promuovere un piano pluriennale sulla salute riproduttiva delle donne lungo tutto l’arco della vita, di monitorare con maggiore efficacia la piena applicazione della legge n. 194, di favorire e finanziare lo sviluppo della ricerca nel campo della salute riproduttiva, di rivedere le decisioni in materia di rimborsabilità della pillola contraccettiva, e di definire e finanziare un piano interministeriale per ridurre e rimuovere gli ostacoli sociali alla scelta della genitorialità.

In occasione della Giornata Mondiale ONU delle Bambine e delle Ragazze ho partecipato all’evento dell’Unicef “Bambine, non spose”, dedicato ai 700 milioni di donne che nel mondo si sono sposate in età minorile e hanno dovuto perciò rinunciare a una crescita normale, fisica e mentale. Su questo tema, in Senato abbiamo votato all’unanimità la mozione 1-00637. L’appuntamento organizzato dall’Unicef è stata un’occasione importante anche per parlare delle attività che l’Agenzia delle Nazioni Unite realizza nei paesi dove le ragazze sono maggiormente vulnerabili, affinché esse possano seguire un percorso personale di crescita autonoma e libera da condizionamenti esterni.

Sempre nella Giornata internazionale dedicata alle bambine e alle ragazze, Terre des Hommes ha lanciato la campagna #Indifesa per accendere i riflettori sui diritti negati a milioni di bambine in Italia e nel mondo. Secondo i dati presentati dall’organizzazione, in Italia negli ultimi cinque anni il numero di vittime minorenni di reati è passato dai 4.946 del 2011 ai 5.080 del 2015. Tra chi subisce abusi e violenze, il 60% è rappresentato da bambine e ragazze, una percentuale che sale all’87% quando si tratta di violenze sessuali, all’81% per la pornografia minorile.

L’8 ottobre la Ministra della Difesa Roberta Pinotti ha celebrato l’ unione civile tra due donne, a Genova. Una cerimonia che ha rinforzato il messaggio di condanna dell’omofobia e delle discriminazioni verso le persone gay e lesbiche nelle forze armate. Il governo, intanto, ha approvato tre decreti per adeguare le norme dell’ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni, il diritto internazionale e il codice penale alle previsioni della legge sulla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Sono state 42 nel 2016 le aziende coinvolte dall’ Lgbt diversity index, il primo strumento di benchmarking in Italia dedicato alle politiche e alle pratiche aziendali rivolte ai dipendenti Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali). Lo strumento, ideato e realizzato dall’associazione Parks Liberi e Uguali, si è basato su una ricerca in cinque aree di indagine: politiche di non discriminazione, benefit e permessi, persone transessuali e transgender, competenze organizzative, impegno verso l’esterno. Le aziende che hanno ottenuto il punteggio più alto – Vector Spa tra le piccole e medie imprese, Google Italia eMicrosoft a pari merito tra le grandi imprese – sono state premiate a Milano nell’ambito dell’evento “Cambiamento: istruzioni all’uso”.

Il dipartimento di economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, insieme all’Università di Trento, all’Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne e all’Istituto nazionale francese di studi demografici, organizza la prima conferenza in memoria di Valeria Solesin, la ricercatrice rimasta uccisa durante gli attentati di Parigi dell’autunno scorso. L’evento sarà occasione per presentare e discutere studi nel settore demografico, economico e sociale. Il migliore paper vincerà un premio di 4.000 euro, intitolato alla stessa Valeria Solesin.

Sabato 29 e domenica 30 ottobre, tra Osimo e Ancona, è in programma Rebel Rebel, un evento nazionale “dedicato alle ragazze e alle donne che vogliono incontrarsi, ascoltarsi, parlare e, soprattutto, agire”.

Si moltiplicano gli appuntamenti in preparazione della manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne del 26 novembre, Non Una di Meno.