Nenni1-fedeliStamattina nella Biblioteca del Senato abbiamo inaugurato la mostra “Pietro Nenni padre della Repubblica” realizzata dalla fondazione Nenni e, questo pomeriggio, la famiglia ha consegnato i diari completi di Nenni all’Archivio storico del Senato: uno straordinario patrimonio di memoria e di riflessione che susciterà tra cittadini, studenti e studiosi un grandissimo interesse. 

Ho partecipato a questi due momenti – in rappresentanza del Senato – con grande onore considerando la qualità dell’uomo e del politico. 

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I Diari di Pietro Nenni riguardano gli anni dal 1943 al 1979, e sono considerati una delle principali fonti documentali della storia del socialismo italiano e dell’Italia repubblicana.

La loro valorizzazione, come parte della memoria storica e culturale del nostro Paese, in particolare di quella ‘memoria costituzionale’ che ha per oggetto i valori fondamentali della Repubblica, credo sia davvero importante specie per quello che può insegnare alle giovani generazioni:  Nenni è stato un fautore della Repubblica già durante gli anni della giovinezza, una scelta che cresce e matura con lui, che attraversa con lui la storia italiana, dalle lotte politiche e sindacali dell’età giolittiana alla Settimana rossa, dall’esilio in Francia agli anni della guerra di liberazione.


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‘O la Repubblica o il caos’ non è uno slogan, ma è l’appassionato e ben meditato punto d’arrivo di quella maturazione, perché nasce dalla convinzione che il nuovo ordine politico e istituzionale, che doveva seguire la rottura storica della Resistenza, poteva essere soltanto la Repubblica, perché soltanto così l’Italia avrebbe per sempre consegnato al passato la vergogna del fascismo e la viltà dell’8 settembre monarchico. 

Per questo dobbiamo essere grati a Nenni e ricordarlo e farlo conoscere, per questo leggiamo ancora una volta, con commozione e riconoscenza, quel titolo dell’Avanti: Grazie a Nenni.