“Wall of dolls – il muro delle bambole contro il femminicidio” è il docu-film presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma che parte da un progetto promosso da Jo Squillo nel 2014 a Milano. 

A giugno 2014 istituzioni, associazioni, esponenti del mondo della cultura, dello spettacolo, della moda, semplici cittadine e cittadini si sono dati appuntamento in via De Amicis 2 per dare vita a un’installazione permanente unica al mondo, ripetuta poi anche negli anni successivi.

Una parete è stata riempita di bambole come simbolo contro la violenza sulle donne, per dire che le donne non sono bambole e non possono essere messe al muro. Quel luogo, quella strada, sono  diventati simbolo di questa battaglia che riguarda tutte e tutti.

Oggi quel progetto è diventato anche un documentario e sono davvero felice di aver partecipato alla sua presentazione insieme a Jo Squillo, Valentina Pitzalis, donna di grande coraggio, vittima di violenza, Michele Baldi, consigliere della regione Lazio, Francesca Romana Cataldo, vicequestore aggiunto della polizia di stato, e tante altre donne impegnate contro la violenza sulle donne.

Il documentario “Wall of dolls”, oltre a raccontare il valore dell’installazione di Milano, presenta le storie e i volti delle donne ammazzate per mano di uomini che dicevano di amarle. Per questo credo che dovrebbe essere proiettato in tutte le scuole. Perché ha un grande valore educativo e perché è proprio dalle scuole che dobbiamo partire per ottenere un profondo cambiamento culturale. 

Dobbiamo coltivare la libertà, educare al rispetto delle differenze, abbattere gli stereotipi di genere. 

Dobbiamo farlo rendendo gli uomini protagonisti di questa sfida perché in ogni femminicidio il problema è l’uomo, non la vittima. Dobbiamo rendere più facile le denunce, sostenere le donne e supportarle, dire con forza che i rapporti malati vanno chiusi. Perché l’amore non utilizza mai la violenza, non è mai possesso, non è stalking. 

Io, oggi, voglio dire grazie a Jo Squillo per il suo impegno, voglio dire grazie a tutte le donne e tutti gli uomini – che per fortuna sono sempre di più – che ogni giorno, in contesti differenti, lottano contro la violenza di genere. Voglio dire grazie a donne come Valentina Pitzalis e Lucia Annibali per il loro coraggio, il loro impegno, le loro testimonianze che valgono più di tanti numeri. 

Andate a vedere “Wall of dolls”, proiettatelo nelle scuole, guardatelo in famiglia.

Ognuno di noi può fare qualcosa per fermare questa strage. Ognuno di noi può contribuire a cambiare il futuro.