Nell’aprire la conferenza di Parigi Obama ha detto che siamo la prima generazione a subire l’impatto dei cambiamenti climatici e l’ultima a poter fare qualcosa. Ne sono profondamente convinta come sono convinta che sia un impegno che dobbiamo alle generazioni future. 

Per questo sono davvero contenta dell’approvazione del ddl n. 2568 che ratifica l’accordo grazie al quale l’Italia conferma e rilancia l’impegno contro i cambiamenti climatici impegno su cui da anni siamo in prima linea. 

Non possiamo però nasconderci: quello di oggi è soltanto un primo passo. Serve guidare il mondo verso una nuova fase, con un forte protagonismo italiano e europeo per rompere il dualismo tra economia e ambiente: rimettendoli insieme possiamo davvero rilanciare crescita e lavoro e costruire un mondo migliore per i nostri figli e nipoti.

Serve una rivoluzione green, articolata in ogni settore, per cambiare in profondità gli stili di vita, rendere consapevoli i cittadini di quanto importante sia questa sfida, attivare tutte le istituzioni e i singoli in una sfida che o giochiamo insieme o perderemo.

Questo deve diventare l’approccio mainstream del legislatore, a ogni livello, guidando ogni scelta e ogni politica sui binari della sostenibilità, del benessere e dell’equità sociale, per dare qualità al nostro vivere comune e affermare concretamente l’integrazione delle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile.

Qui potete leggere e scaricare il mio intervento in Aula.