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Ho seguito per anni il settore calzaturiero, condividendo – nella mia esperienza sindacale – analisi, strategie, momenti difficili, scelte di rilancio.

Oggi, nella veste di Vice Presidente del Senato, ho partecipato alla presentazione dell’8° rapporto annuale sul settore calzaturiero e sulle relazioni delle imprese col sistema creditizio e finanziario che potete leggere qui.

Il calzaturiero è un settore strategico per il nostro paese, una delle eccellenze del made in Italy per cui siamo apprezzati nel mondo.

È un dato storico e un’esperienza diffusa, che può sperimentare chiunque abbia l’occasione di viaggiare o incrocia i turisti che vengono a visitare l’Italia e a comprare le nostre produzioni di qualità. I prodotti che nascono dalle competenze e dalla passione sono motivo di orgoglio per tutto il Paese.

Non svelo nessun segreto dicendo che il settore calzaturiero è stato tra quelli che meglio ha reagito alla crisi continuando a far crescere il valore di produzioni ed export. Seppur con una diminuzione del numero di imprese, infatti, il valore creato dal settore è cresciuto del 2,4% negli anni della crisi, soprattutto grazie ad un +25,2% dell’export.

Il calzaturiero – nel suo insieme – ha dimostrato in questi anni di saper capire i cambiamenti, interpretarli e reagire ad essi con nuove strategie.

Credo – non da oggi – che questa sia una capacità fondamentale: viviamo in tempi in cui il cambiamento, il succedersi di crisi e riprese, l’impatto della globalizzazione richiedono a tutti i soggetti di confrontarsi con la comprensione e il governo di ciò che cambia intorno a noi.

È una responsabilità della politica in primo luogo, ma è poi una sfida che occorre vivere insieme – istituzioni, forze sociali e imprenditoriali – condividendo prospettive e azioni da realizzare.

Forse qualcuno di voi ricorda quello che ho detto per tanto tempo: il futuro è di tutti, ma è uno solo, e occorre saper condividere le scelte per governarlo.

Qui potete leggere il mio intervento completo.