Oggi a Napoli ho partecipato al 5° Convegno Nazionale di Toponomastica Femminile “Cambi di Rotte” organizzato da Toponomastica femminile che voglio ringraziare per il lavoro costante, e spesso sottovalutato, che quotidianamente fa per portare all’attenzione di cittadine e cittadini le storie di donne che nella vita hanno raggiunto importanti primati e hanno saputo rappresentare un esempio d’eccellenza.

Ricerca storica, riflessione sul vissuto quotidiano e contemporaneo degli spazi urbani, voglia di fissare nella memoria e portare nel futuro una visione completa di chi siamo: il lavoro di Toponomastica femminile unisce tutto questo.

Ricercare nella storia del Paese le storie di donne che hanno partecipato in maniera rilevante alla cultura e all’identità dell’Italia è un esercizio utile per le sfide di oggi e di domani. Ed è particolarmente affascinante riflettere su come questo passi attraverso la toponomastica, che osserviamo come un complesso tracciato che porta a noi pezzi di identità collettiva, ogni giorno e in ogni momento, attraverso nomi e personalità.

Le donne possono e devono essere una forza collettiva che spinge in direzione di questi obiettivi, la forza che permette di realizzarli.

Alle tantissime donne presenti ho parlato anche del mio impegno in Parlamento per la parità di genere. Tra le tante cose, ho raccontato di essere stata la prima firmataria della norma antidiscriminatoria presente nell’Italicum e di aver firmato, sempre per prima, l’emendamento per l’art. 55 della Riforma Costituzionale che riconosce l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza.

Il tutto in un clima di grande attenzione, interesse e scambio positivo. È stata una bellissima discussione che mi ha permesso, inoltre, di ribadire quelle che sono le ragioni del sì al Referendum.

Qui potete leggere il mio intervento sul valore della toponomastica femminile.