Il Senato ha approvato oggi ,con un consenso pressoché unanime, il decreto sul terremoto.

Un momento importante di convergenza tra diverse forze politiche, in linea con quanto avevo auspicato nei giorni successivi al sisma, chiedendo di mettere da parte le polemiche per mostrare ai cittadini delle zone colpite che la politica sapeva mettere da parte gli interessi di parti ed al centro quello nazionale.

Il testo del DL ha ampliato il perimetro del cratere e dei comuni interessati, che arriva così a comprenderne 131, una delimitazione che resta però aperta ad integrazioni via via che le verifiche di agibilità continueranno e mette a disposizione risorse ingenti, pari ad oltre 8mld di euro, per emergenza e ricostruzione, regola l’assistenza abitativa ai cittadini colpiti, prevede procedure rapide per favorire il ripristino delle strutture danneggiate con danni lievi, dà ai Comuni interessati la facoltà di avviare rapidamente interventi sul patrimonio storico e artistico e all’Anas il compito di intervenire con urgenza sulle infrastrutture.  È un testo importante che parte, come ha giustamente sottolineato nel suo intervento il relatore Lai, dall’idea per cui l’unico modo per non far morire quel territorio è tenerne vive le comunità, partendo dal lavoro e dalle scuole, puntando sul rilancio della loro economia, rassicurando sul fatto che quei luoghi sono sicuri, sostenendone le produzioni. Una visione organica, che è nata mettendo assieme le buone pratiche degli ultimi anni, partendo dal sisma che ha colpito l’Emilia Romagna, e dando ascolto ai sindaci ed alle comunità colpite, ai loro bisogni, alle loro paure e speranze.

Ho fiducia che possa essere l’inizio di un nuovo modo di affrontare queste catastrofi, e che ci sappia condurre ad un nuovo approccio anche per quello che riguarda la prevenzione non degli eventi, ma dei danni che potranno provocare. Il rischio sismico è serio nel nostro Paese, non possiamo più farci trovare impreparati.