Ha vinto il no. Una vittoria netta, arrivata dopo una giornata di voto che ha visto un’altissima partecipazione di cittadine e cittadini.

Come sapete ho sostenuto con convinzione la Riforma, sentendo tutta la responsabilità di una legislatura che dal principio si è caratterizzata proprio per la necessità modificare l’assetto istituzionale.

Non esserci riusciti è una sconfitta pesante.

Ora serve superare il clima aggressivo e divisivo della campagna elettorale e produrre un’analisi del voto seria, non banale e non affrettata.

Dobbiamo dimostrarci capaci di leggere le ragioni politiche e sociali che hanno portato alla sconfitta. Analizzare cosa non ha funzionato, riflettere sui motivi profondi che hanno portato alla vittoria del no, rimetterci in relazione con tutto il Paese reale.

Solo dalla qualità di questa analisi potremo trovare le risorse intellettuali per aggiornare la nostra proposta, cambiare ciò che abbiamo sbagliato e rendere più forte la nostra azione, per parlare alle tante e ai tanti che hanno votato si, e per restituire a tutto il Paese un messaggio forte, comprensibile, unificante.

Intanto in Parlamento si dovrà lavorare – con la più larga condivisione possibile – alle modifiche alle leggi elettorali di Camera e Senato, per far si che si vada a votare con regole che coniughino rappresentatività e stabilità.

E si dovrà lavorare per garantire che si completi l’iter di approvazione della legge di bilancio.

Vedremo cosa emergerà dalle consultazioni e quali valutazioni farà il Presidente Mattarella, ma credo che con legge di bilancio e legge elettorale la funzione storica di questa legislatura sia prossima all’esaurirsi.

I tempi di gestione della crisi devono essere veloci e apprezzo che Renzi abbia scelto di parlare subito con chiarezza, mostrando grande senso di responsabilità e grande serietà.

Il Partito Democratico, a partire dalla direzione che ci sarà nei prossimi giorni, deve ora discutere, superare le divisioni più aspre per continuare ad essere un partito unito, plurale, forte. Dobbiamo arrivare alle consultazioni con una proposta chiara di come pensiamo si debba proseguire la legislatura. Poi ci sarà il tempo del congresso, del confronto con iscritti e militanti, puntando ad arrivare con un programma chiaro e forte alle prossime fasi politiche e scadenze elettorali.

Intanto voglio ringraziarvi tutte e tutti, per l’impegno di questi mesi, per la passione con cui ciascuna e ciascuno ha difeso le proprie convinzioni, per aver partecipato ieri ad una grande giornata di democrazia.