Sono molto dispiaciuta di non poter partecipare oggi alla presentazione del libro “Le donne silenziose” a cura dello Spi Cgil ad Arezzo, ma la situazione politica mi costringe a stare a Roma.
Sono, infatti, ore fondamentali per l’uscita dalla crisi politica alla cui soluzione sta dedicando massima attenzione il Presidente Sergio Mattarella, assieme alle forze politiche più responsabili.
Tenevo molto ad esserci, e non lo dico per formalità: avevo accettato molto volentieri l’invito e mi sarebbe piaciuto discutere del libro, per gli spunti importanti che offre a 70 anni da quel voto alle donne che cambiò per sempre la storia d’Italia e che ha avviato la lunga marcia verso la parità.
Le donne che per prime furono chiamate al voto vivevano, come è chiaro nel testo, un Paese economicamente distrutto, socialmente lacerato, vittima delle follie fasciste e segnato da un maschilismo di fatto istituzionalizzato.
La riscossa delle donne italiane è, quindi, la riscossa del Paese, vive nei cambiamenti sociali ed economici che lo caratterizzano, ne sono attori importanti, a partire dal voto e passando dalla Costituente, dove seppero dare un contributo fondamentale partecipando in prima linea alla scrittura degli articoli più moderni. 
Da lì in avanti le donne furono sempre più protagoniste, tanto nella vita dei grandi partiti quanto del sindacato e nei movimenti femminili e femministi. Seppero raggiungere grandi conquiste,  dalla legge sulla maternità a quella sul divorzio alla tutela delle madri lavoratrici, dalla riforma del diritto di famiglia alla parità di trattamento sui luoghi di lavoro, alla legge sulla maternità libera e consapevole.
Col voto comincia, dunque, un percorso verso la piena uguaglianza che ancora non è arrivato in fondo se è vero che il nostro Paese, nel 2016, secondo l’ultimo Global Gender Report, è 50° tra i 144 presi in considerazione.
Una situazione inaccettabile, in contrasto con i principi di uno sviluppo sostenibile, come scritto dalle Nazioni Unite.
Oggi serve, quindi, continuare su quella strada ed il libro che presentate ha il grande valore di mostrare quella percorsa fino ad oggi ed indicarci la rotta futura. 
Un percorso su cui, oggi, dobbiamo portare anche gli uomini: la loro voce deve aggiungersi alla nostra, servono più gambe e più forza per conquistare quella parità che rappresenterebbe un grande obiettivo verso un mondo migliore e più giusto per tutte e per tutti.