Esprimo un sentito ringraziamento al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che oggi ha assegnato quattro delle 30 onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a donne di scuola. E, in particolare, all’insegnante Annamaria Berenzi e alle dirigenti scolastiche Maria Vincenza Bussi (in quiescenza, ndr), Patrizia Palanca e Maria Rita Pitoni.

Viene così ancora una volta attestata l’importanza della nostra scuola come centro di aggregazione sociale, come luogo in cui vengono trasmessi alle nuove generazioni valori educativi e di cittadinanza importanti quali l’inclusione, il rispetto, il senso civico, la partecipazione attiva, l’uguaglianza.

È un riconoscimento che ci rende molto orgogliosi, merito di chi, giorno dopo giorno, con il proprio lavoro, è al servizio delle nostre e dei nostri giovani e del Paese. Noi stessi, come Ministero, abbiamo premiato lo scorso marzo Annamaria Berenzi nell’ambito del Premio Nazionale Insegnanti per il suo impegno nella scuola in ospedale, un’eccellenza italiana che consente alle giovani e ai giovani costretti al ricovero per via di una malattia di proseguire il proprio percorso di studi e di condurre la propria vita in condizioni quanto più normali possibili. Tutelando così, oltre al loro diritto alla salute, anche quello allo studio. Importante è anche il riconoscimento alle dirigenti scolastiche di Amatrice, Maria Rita Pitoni, e di Acquasanta Terme e Arquata del Tronto, Patrizia Palanca: la loro determinazione a far ripartire il proprio territorio danneggiato dal terremoto grazie alla scuola è stata encomiabile e ha permesso di ottenere risultati significativi mettendo al centro l’interesse delle ragazze e dei ragazzi. La stessa determinazione che ha mosso Maria Vincenza Bussi, dirigente scolastica in pensione, a dare il suo contributo come componente della task force del MIUR affinché studentesse e studenti potessero frequentare le lezioni regolarmente nonostante le difficoltà e gli ostacoli derivanti dal sisma del 2016. Dobbiamo essere fieri di queste donne, dobbiamo essere fieri del nostro sistema di istruzione e formazione: la scuola è società e quella che stiamo costruendo è di diritti e uguaglianza.

[Qui il comunicato completo sul sito del Miur]