Sabato sarò a Como per partecipare alla manifestazione promossa dal Partito Democratico contro ogni forma di intolleranza e razzismo.

Sbaglia chi minimizza quanto avvenuto la scorsa settimana a Como, chi parla di ragazzata, chi sostiene che quello non sia un atto di violenza. La violenza comincia da parole d’odio e intolleranza, come drammaticamente ci insegnano le più buie pagine della storia europea e come spesso ci ricordano dolorosi fatti di cronaca. La violenza nasce dal non riconoscere il valore delle differenze e i valori fondanti della nostra democrazia. Nasce dall’ignoranza.

La scuola può e deve giocare un ruolo centrale nel contrastare il verificarsi di fenomeni di odio e intolleranza, nel formare ragazze e ragazzi che conoscano e comprendano i valori fondativi della convivenza civile. Ecco perché abbiamo promosso la campagna di educazione al rispetto, puntando sul valore delle differenze, dell’inclusione, della negazione di ogni intolleranza. Abbiamo inoltre deciso di dare l’8 gennaio a tutte le studentesse e a tutti gli studenti una copia della Costituzione italiana affinché non solo la leggano, ma anche la discutano con i docenti, ne approfondiscano i contenuti, i valori fondanti, facciano rivivere la discussione e il senso profondo che seppero infondere le nostre madri e i nostri padri costituenti. A cominciare dal concetto di pari dignità e dal contrasto di ogni forma di discriminazione.

La scorsa settimana abbiamo assistito a un grave atto di intimidazione, di prepotenza finalizzato a impedire un sereno incontro dedicato al tema dell’accoglienza, abbiamo assistito a un tentativo di limitare la libertà di pensiero e di parola. È il concetto stesso di democrazia che viene messo in discussione. Per questo sabato reagiremo con una grande manifestazione popolare e per questo continueremo a investire sulla formazione delle nuove generazioni, per impedire che si diffondano i germi dell’intolleranza, del razzismo, dell’odio.

[Qui il comunicato sul sito del Miur]