Con Liliana Segre contro ogni forma di razzismo
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È davvero un bel gesto, quello annunciato dalla Senatrice a vita Liliana Segre di fronte al crimine di Macerata, di utilizzare il suo nuovo ruolo in Senato come strumento per combattere il razzismo e la xenofobia ‘classe per classe, testa per testa’, perché abbiamo il dovere morale di svuotare tutti i serbatoi di odio e il primo lavoro da fare è proprio quello di far conoscere a tutte le nostre ragazze e a tutti i nostri ragazzi quello che è accaduto, anche nel nostro Paese, per mano della dittatura fascista. Liliana Segre l’ha vissuto sulla propria pelle: scacciata, bambina, dalla scuola, trasformata in un fantasma agli occhi dei suoi compagni e quindi perseguitata, imprigionata, portata nei campi di sterminio per poi lì vedere i propri familiari uccisi dall’odio razzista. È assieme a lei che dobbiamo far emergere forte nelle coscienze dei nostri giovani il grido: MAI PIÙ”.

In questi anni abbiamo messo al centro della nostra iniziativa proprio la necessità di far conoscere ai giovani la nostra storia più recente. Spesso, infatti, i programmi arrivano alla parte sulla Seconda guerra mondiale sul finire dell’anno scolastico e quindi in maniera non adeguatamente approfondita e noi quindi abbiamo cercato di incentivare la conoscenza di quel periodo con un lavoro che ha messo insieme istruzione ed educazione. Perché, se da una parte è fondamentale sapere cosa è accaduto, dall’altra è anche necessario costruire una vera coscienza civica.

Spesso mi viene da pensare che per un ragazzo che oggi ha 17-18 anni il periodo della nostra storia che va dalla dittatura fascista alle persecuzioni razziali contro gli ebrei, alla Seconda guerra mondiale e alla nascita della Repubblica e della Costituzione ha la stessa distanza temporale che per la mia generazione aveva il Risorgimento. È una cosa scritta sui libri, che è accaduta ed è finita e che va studiata per superare l’interrogazione. Ecco, dobbiamo evitare che quella distanza diventi distacco ed è qui che l’impegno di Liliana Segre mi riempie di gioia e anche di speranza perché vuol dire che possiamo far capire ai nostri giovani che quella tragedia non è solo una pagina del libro di storia ma è una lezione per imparare a tenere alta la guardia contro chi semina odio. Perché dobbiamo essere tutti consapevoli che non siamo immuni da quell’odio. Dobbiamo sapere che è replicabile e che gli unici vaccini in grado di contrastarlo sono la conoscenza, la cultura e l’educazione che superano paure e timori, combattono discriminazioni, sopraffazione e violenza. Ho visto i nostri ragazzi che in questi anni hanno partecipato al ‘Viaggio della Memoria’. Ho guardato i loro occhi prima di entrare dentro i campi di concentramento e poi li ho riguardati quando sono usciti e ho visto sguardi diversi, pieni di consapevolezza e coscienza.

Come il MIUR abbia messo in campo numerose importanti iniziative. A cominciare dalla distribuzione a tutte le studentesse e a tutti gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado di una copia della Costituzione: per leggerla, discuterla, approfondirla insieme alle loro e ai loro insegnanti. Abbiamo inoltre sottoscritto un Protocollo con la Corte Costituzionale che impegna i giudici in attività formative e divulgative nelle scuole. E abbiamo promosso il primo seminario nazionale di formazione dei docenti sui temi dell’integrazione, dell’accoglienza e della lotta al razzismo. Abbiamo anche costituito il portale nazionale delle buone pratiche, realizzato in collaborazione con l’Unione delle comunità ebraiche italiane sulle esperienze didattiche più significative e in tutte le scuole ci saranno le linee guida nazionali per l’insegnamento della Shoah. E per i bambini più piccoli abbiamo pensato a un cartone animato, ‘La stella di Andra e Tati’, il primo sulla tematica della Shoah realizzato in Europa, grazie alla collaborazione fra MIUR, Rai e Larcadarte, che racconta la storia delle sorelle Bucci, 4 e 6 anni, deportate ad Auschwitz-Birkenau. Nel corso del ‘Viaggio della Memoria’ a Cracovia e Auschwitz, che abbiamo fatto a gennaio insieme a 100 studentesse e studenti provenienti da tutta Italia, abbiamo anche siglato una Carta d’intenti con il CSM e anche quest’anno scolastico, sempre in collaborazione con l’UCEI, abbiamo riproposto il concorso ‘I giovani ricordano la Shoah’, rivolto a tutte le classi del I e II ciclo di istruzione, e premiato le vincitrici al Quirinale. Non vanno, inoltre, dimenticate altre iniziative promosse dal MIUR con l’obiettivo di riflettere e agire concretamente per la convivenza pacifica, dal Piano Nazionale per l’Educazione al rispetto al bando PON Integrazione e Accoglienza, finalizzato proprio a educare le nuove generazioni alla valorizzazione delle differenze, a promuovere l’integrazione e il dialogo interreligioso e interculturale.

Sono passati 80 anni dalle leggi razziali volute da Mussolini e controfirmate dal re e sono passati 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione, nata proprio dalla lotta contro quell’orrore e che, non a caso, all’articolo 3 spiega in maniera inequivocabile cosa sia il contrario del razzismo e della xenofobia stabilendo che: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’. La Costituzione e questo articolo in particolare rimangono il manifesto più potente contro ogni forma di discriminazione.

[Il testo completo sul sito del Miur]