Parole a scuola, dalla parte del rispetto

Oggi all’Università Cattolica del Sacro Cuore si è tenuto “Parole a scuola”, organizzato da Parole O_Stili e MIUR.

Una giornata di formazione gratuita sul tema delle competenze digitali e dell’ostilità nei linguaggi rivolta a circa 2.000 docenti di scuole di ogni ordine e grado provenienti da tutto il territorio nazionale. Un’importante finestra di approfondimento per sminare il campo dal discorso d’odio, dal cyberbullismo, dalla manipolazione del linguaggio che inquinano la vita democratica del Paese. 

Alle e ai docenti presenti abbiamo consegnato oltre 100 schede didattiche, uno strumento operativo per affrontare i temi dell’educazione e della cittadinanza digitale attraverso i 10 principi del Manifesto della comunicazione non ostile, già adottato e diffuso dal MIUR nelle scuole italiane con l’avvio dell’anno scolastico in corso. 

Si tratta di risorse preziose a sostegno delle insegnanti e degli insegnanti, cui spetta il compito di guidare le nuove generazioni nel loro percorso di crescita di cittadine e cittadini responsabili e consapevoli. L’educazione digitale delle nostre bambine e dei nostri bambini, delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi deve essere una delle nostre priorità. Le nuove generazioni devono imparare a prendere consapevolezza dei loro diritti, della loro libertà, della loro dignità che nessuno può e deve oltraggiare. E anche delle loro responsabilità. 

A noi comunità educante spetta il compito di contrastare con forza e con determinazione quelle distorsioni che possono ostacolare la libera crescita di ciascun giovane. Dobbiamo essere consapevoli che la nostra azione deve essere decisa. Che la nostra conoscenza di ciò che avviene in Rete in relazione alle nostre e ai nostri giovani deve essere costantemente aggiornata per trovare risposte adeguate ai rischi e alle necessità che emergono di volta in volta. Il nostro impegno non si esaurisce oggi, ma sarà sempre più strutturato.

Grazie dunque a Parole O_Stili, lo dico da Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che sin dall’inizio ha sostenuto e condiviso questo percorso di forte sensibilizzazione, ma anche da donna impegnata in prima persona nella campagna elettorale per le prossime Politiche.

Appezzo molto lo studio portato avanti da Parole O_Stili e Ipsos e divulgato sul Corriere della Sera, uno studio attraverso il quale si misura la qualità del dibattito di questa campagna, registrando la percezione dell’aggressività e del discorso d’odio tra le cittadine e i cittadini. 

Quando emerge che 64 intervistati su 100 credono che i politici stiano usando toni pesanti e un linguaggio insultante e che 74 italiani su 100 pensano che le fake news siano una metodologia usata in campagna elettorale, dobbiamo farci delle domande e trovare urgentemente delle risposte adeguate. Anche per questo ho deciso di sottoscrive #CambioStile, il manifesto della comunicazione non ostile e invito tutti i candidati a farlo.

Perché abbiamo una grande responsabilità nei confronti delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, per la costruzione di una società libera dall’odio. 

> Qui le azioni del MIUR contro contro il bullismo e il cyberbullismo, dalla parte del rispetto.