A Sant’Anna di Stazzema, dalla parte dell’antifascismo

Questa mattina a Sant’Anna di Stazzema insieme a Matteo Renzi, alle donne e uomini del PD, abbiamo firmato l’anagrafe antifascista voluta dal sindaco Maurizio Verona.

È sempre una grande emozione salire ai piedi delle Apuane perché si può toccare con mano quanto male possa fare l’ideologia della violenza e dell’intolleranza.

Ci sono luoghi della memoria che vanno protetti e coltivati con cura perché ci consentono di rendere vivi e visibili i valori che sono a fondamento della nostra convivenza democratica: il no alla violenza,  all’intolleranza, al razzismo e quindi il no al fascismo.

Valori che vivono nella nostra Costituzione ed anche per questo ho deciso di farne regalo a tutte le nostre studentesse e studenti. Perché le e i giovani sono il nostro futuro e quindi loro hanno il diritto di sapere da dove nasce la nostra democrazia e noi abbiamo il dovere di insegnarglielo.

Spesso mi viene da pensare che per una ragazzo che oggi ha 17-18 anni quel periodo della nostra storia che va dalla dittatura fascista alle persecuzioni razziali contro gli ebrei alla Seconda Guerra Mondiale e alla nascita della Repubblica e della Costituzione, ha la stessa distanza temporale che per la mia generazione aveva il Risorgimento. È una cosa scritta sui libri, che è accaduta ed è finita e che va studiata per superare l’interrogazione. Ecco, dobbiamo evitare che quella distanza diventi distacco. Invece dobbiamo e possiamo far capire alle nostre e ai nostri giovani che quella tragedia non è solo una pagina del libro di storia ma è una lezione per imparare a tenere alta la guardia contro chi semina odio. Perché dobbiamo essere tutti consapevoli che non siamo immuni da quell’odio. Dobbiamo sapere che è replicabile e che gli unici vaccini in grado di contrastarlo sono la conoscenza, la cultura e l’educazione che superano paure e timori, combattono discriminazioni, sopraffazione e violenza.

Del resto l’anagrafe antifascista di Stazzema ribadisce il valore fondamentale della dignità umana richiamando la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo e l’art.3 della nostra Costituzione.

Principi universali da rendere vivi ogni giorno come purtroppo ci insegna la vicenda di Macerata e che non si possono cancellare con un tratto di penna come volevano fare alcuni esponenti di FdI a Pontedera.