Dalla parte dei diritti

Oggi il centrodestra dice che abolirà le unioni civili, mi vengono i brividi. A chi pensa di non andare a votare, a chi è indeciso, a chi è scontento dico: volete davvero tornare al Medioevo? Volete davvero che qualcuno tolga quei diritti che in Italia abbiamo troppo a lungo atteso? L’alternativa è tra noi, che quei diritti li abbiamo introdotti con una dura battaglia, o chi ha scelto di non votare, i cinquestelle, e chi minaccia di cancellarli. Spero tutti ci pensino bene, i nostri figli non meritano di tornare indietro. Mi candido per andare avanti, perché ci siano più diritti e più uguaglianza.

Oggi una ragazza mi ha fermato in un bar a Pisa dicendomi che mi voterà, per l’impegno che ho messo in questi anni sui diritti, ringraziandomi per il discorso che avevo fatto in aula durante l’approvazione della legge Cirinnà. Per la legge che per la prima volta in Italia ha riconosciuto il diritto a persone dello stesso sesso che si amano di poter vivere assieme godendo di diritti, doveri e tutele reciproche. Ne sono davvero orgogliosa, diritti e uguaglianza sono gli obiettivi del mio lavoro, tanto abbiamo fatto, e tanto resta da fare.

La ragazza che ho incontrato mi ha un po’ sorpresa, ma anche riempito di soddisfazione, perché quando vedi concretamente negli occhi di una persona in carne e ossa i risultati delle battaglie che hai fatto allora capisci che il tuo impegno in politica ha un senso. La politica deve essere servizio per gli altri, è un concetto semplice ma che a volte alcuni si dimenticano. Uno strumento per migliorare la vita delle persone.