Con ‘Expedition’ accediamo al dietro le quinte di una missione spaziale

Sono contenta di aver condiviso oggi con le studentesse e gli studenti la visione di ‘Expedition’ e voglio ringraziare Paolo Nespoli, la regista Alessandra Bonavina, l’Agenzia Spaziale Italiana e la European Space Agency per l’importante momento di conoscenza che ci hanno offerto e che vogliamo promuovere portando il docu-film nelle scuole.

Grazie a questo lavoro, entriamo nei luoghi in cui le astronaute e gli astronauti si allenano duramente, nei centri in cui avvengono le simulazioni delle situazioni più complesse che chi parte per una missione deve essere in grado di controllare e fronteggiare. Impariamo, noi tutti ma soprattutto le nuove generazioni, che qualsiasi esperienza, anche quella più immaginifica, richiede impegno, studio, lavoro. Che per qualsiasi professione sono necessarie competenze e conoscenze solide. Che sono l’inestinguibile sete di conoscenza e la determinazione a mettersi alla prova costantemente a portarci nel domani, nel futuro, come nello spazio. E tocchiamo con mano il senso di una scienza senza confini. Non solo in termini di esplorazione, ma anche di cooperazione. L’alleanza dei Paesi, in questo ambito conoscitivo, è fondamentale per il successo e la riuscita delle operazioni. La collaborazione internazionale è segno distintivo e requisito necessario di una ricerca di qualità e di eccellenza.

L’esplorazione dello spazio è un’esperienza che, grazie a questa straordinaria opera, vale da esempio e da riferimento nelle nostre vite. Ci parla dell’esigenza di scoprire, di andare verso l’ignoto per renderlo familiare. Sono certa che le ragazze e i ragazzi che hanno visto e vedranno il docu-film rimarranno colpiti da questa esperienza conoscitiva. E ne faranno traccia di ogni loro percorso di studi, professionale, di vita: non ci sono confini che non possano valicare, se hanno la forza di credere nei loro sogni, se hanno il coraggio di mettersi in gioco.

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